Il mirtillo nero, ovvero il Vaccinum Myrtillus, è un arbusto di medie dimensioni che cresce Europa, Asia e America del Nord. È una pianta tipica delle zone montuose e vive bene nel sottobosco ricco di humus: in Italia è spontanea al Nord e al Centro, limitatamente alle zone montuose.

Proprietà

Il frutto del mirtillo è molto usato in cucina e può essere consumato fresco oppure per la preparazione di marmellate, utili anche per fare dolci. In più il mirtillo trova impiego in fitoterapia per le sue proprietà:

  • astringenti, antinfiammatorie e lenitive, infatti i suoi principi attivi agiscono sui vasi sanguigni diminuendone la permeabilità e quindi l’essudazione;
  • vaso protettrici;
  • antivirali e antibatteriche;
  • ipoglicemizzanti;
  • lassative.

Principi attivi

In fitoterapia si potrebbero usare sia le foglie che i frutti essiccati, nei quali si concentrano bene i principi attivi:

  • flavonoidi;
  • antociani e tannini;
  • pectina;
  • vitamine B e C;
  • provitamina A;
  • sali minerali come manganese e cromo.

Il frutto, in particolare, è ricco di sostanze acide come:

  • acido citrico, che ha una azione protettiva sulle cellule;
  • acido ossalico, responsabile del gusto asprigno del frutto;
  • acido idrocinnamico che nell’apparato digerente neutralizza le nitrosammine, noti cancerogeni;
  • acido gamma-linolenico, utile in chi soffre di diabete perché in grado di prevenire l’insufficienza renale tipica del paziente diabetico;
  • acido folico.

Tisana al mirtillo: ricetta

La preparazione di una profumata tazza di tisana calda può essere fatta in modi diversi:
aggiungendo a 200 ml di acqua bollente 1 g di foglie essiccate, oppure 1 cucchiaio di frutti essiccati o 100 g di estratto secco titolato al 25% di antocianosidi. In tutti i casi si consiglia l’assunzione della tisana 3 volte al giorno.

In tutte le preparazioni a base di mirtillo si dovrebbe tener conto che mentre i frutti della pianta non hanno, né freschi né essiccati, particolari effetti collaterali. Le foglie, al contrario, potrebbero essere una causa di intossicazione. Queste parti della pianta sono, infatti, una fonte di idrochinone, un composto nocivo, irritante e allergizzante. In dermatologia l’idrochinone trovava impiego come depigmentante delle macchie della pelle tipiche del melasma, ma visti gli effetti tossici ed irritativi è stato vietato anche per questo utilizzo.

La tisana preparata con estratti non titolati di mirtillo potrebbe, a lungo termine, per la presenza di idrochinone causare intossicazione e nei casi più gravi anche ittero. In gravidanza, allattamento e in tutti i pazienti in terapia con farmaci ipoglicemizzanti è sconsigliato l’uso di tisane al mirtillo.

Indicazioni

La tisana al mirtillo viene tradizionalmente suggerita per il trattamento di:

  • fragilità capillare, in quanto i tannini e gli antociani riducono la permeabilità e rafforzano il tessuto connettivo dei capillari migliorandone elasticità e sostegno;
  • diarrea, perché tannini e pectina sono rispettivamente astringenti e gelificanti/lenitivi;
  • diabete, per il potere ipoglicemizzante della neo-mirtillina;
  • disturbi visivi, infatti gli antiossiadanti del mirtillo sono utili contro l’affaticamento visivo, per migliorare la vista crepuscolare e notturna e proteggere i capillari dell’occhio.

Controindicazioni

Il mirtillo è un concentrato di virtù e l’uso è anche piuttosto diffuso per tutte le indicazioni elencate. In erboristeria oggi, tuttavia, si usa solo il frutto fresco o essiccato.

Il mirtillo, nel lungo periodo, può favorire la formazione di calcoli renali da ossalati e da fosfati di calcio e, in più, è nota l’interazione farmacologica tra l’estratto di questa pianta e i farmaci anticoagulanti a base di warfarin.

3 dicembre 2014
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