La rucola è un’insalata particolarmente apprezzata nella dieta mediterranea, tanto che trova applicazione nelle più svariate ricette, addirittura anche sulla pizza. Consumata tutto l’anno, ma in particolare dall’estate fino all’autunno inoltrato, come coltivarla autonomamente in orto oppure in balcone?

Utilizzata sia come contorno che come ingrediente principale, la rucola si adatta facilmente al clima dell’intero Stivale, non richiedendo grandi sforzi per la propria crescita. In ogni caso, prima di piantarla è utile chiedere informazioni al proprio fornitore di semenze di fiducia, anche in relazione al proprio luogo di residenza.

Cosa sapere prima di coltivare la rucola

L’Eruca vesicaria o Eruca Sativa, conosciuta anche con il nome di ruchetta o ruca, è una pianta erbaceaa annuale appartenente alla famiglia delle Brassicaceae. Originaria del bacino del Mediterraneo e delle località dell’Asia occidentale, cresce facilmente fino agli 800 metri d’altezza, dove sviluppa foglioline lunghe e dentellate, dal sapore intenso e corposo. In cucina è principalmente impiegata come contorno, ma anche per la creazione del pesto oppure per l’estrazione di un olio dai semi.

Il clima preferito è quello mediterraneo, mediamente soleggiato, con temperature né eccessivamente calde, né troppo inclini alle gelate. Si adatta comunque facilmente a una buona variabilità atmosferica, tanto che la semina avviene ripetutamente da marzo alla metà di ottobre. Per questo motivo, questa insalata è gradita sia per i freschi piatti dell’estate, che come contorto e condimento delle ricette più calde delle stagioni fredde.

La rucola si adatta facilmente a qualsiasi tipologia di terreno, anche se preferisce quelli morbidi o a medio impasto, purché ben drenanti poiché la pianta non sopporta i ristagni d’acqua. Consigliata è anche la fertilizzazione prima della semina, facendo ricorso sia a concimi organici come il compost, che a una blanda opera di zappatura per distribuire uniformemente le sostanze nutritive nella dimora definitiva.

Le richieste d’acqua sono di media intensità e variano, come facile comprendere, a seconda della stagione di coltivazione. In primavera e in autunno, si potrà annaffiare un paio di volte alla settimana, anche in relazione alle precipitazioni atmosferiche del proprio luogo di residenza. In estate, invece, è meglio aumentare l’apporto idrico anche quotidianamente, senza esagerare per evitare che le radici marciscano per via dei ristagni d’acqua.

Coltivazione in orto e in balcone

La rucola può essere efficacemente coltivata sia in orto che in balcone, date le ridotte necessità di cura, così come a un’estensione esterna facilmente controllabile. Non a caso, è una delle varietà più apprezzate anche per i piccoli orti cittadini, in condizioni di spazio molto ridotte.

La predisposizione del vaso rimane comunque molto importante. Dopo aver trovato un contenitore di circa una ventina di centimetri di profondità, si predispone sul fondo un letto di ghiaia e cocci per evitare i ristagni d’acqua, favorendone così il deflusso. Dopodiché, si riempie con un terreno a medio impasto oppure morbido, possibilmente arricchito con compost. In giardino, inoltre, sarà utile una blanda opera di zappatura per garantire l’uniforme distribuzione delle sostanze nutritive.

La coltivazione avviene a partire dai semi: vengono normalmente distribuiti a spaglio, per poi essere ricoperti con uno strato leggero di terriccio. Quando le piantine inizieranno a germogliare, si potranno diramare gli esemplari più deboli, lasciando quindi una decina di centimetri tra una pianta e l’altra. La crescita è normalmente molto veloce, di circa un mese, per questo la rucola può essere piantata più volte durante l’anno. La raccolta avviene quando la pianta avrà raggiunto dimensioni sufficienti al consumo, badando attenzione nel non attendere la fioritura della stessa: in questa fase, infatti, le foglie potrebbero apparire fin troppo amarognole.

Fra le necessità di manutenzione ciclica, si elencano il diradamento delle piante più deboli, l’eliminazione delle erbacce e una blanda pacciamatura nei periodi più freddi dell’anno. Inoltre, utile sarà controllare la presenza di insetti e parassiti, ma anche di alcune varietà di roditori.

4 ottobre 2015
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