Tra le varie patologie a carico del piede, e più raramente della mano, le unghie incarnite sono forse il disturbo più diffuso. Dal dolore all’infezione, una banale lesione può trasformarsi presto in una condizione grave, tale da richiedere l’intervento di uno specialista e un trattamento chirurgico. Ma quali sono i consigli di mantenimento e quali i rimedi naturali utili?

L’onicocriptosi, questo il nome scientifico della condizione, non è altro che la crescita dell’unghia oltre la sua naturale sede, tale da determinare la penetrazione della pelle e delle carni circostanti. Dovuta a molteplici fattori – dall’errata calzatura a un taglio troppo arrotondato, passando per precise predisposizioni genetiche – causa innanzitutto dolore e gonfiore della falange, quindi sanguinamento, emissione di pus, colonizzazione batterica e cattivo odore. Se non curata, può determinare condizioni gravi come la perdita dell’unghia o la rimozione di parte della falange stessa. Di seguito qualche consiglio e rimedio naturale, da praticare sempre dopo aver vagliato il parere di un medico.

Unghie incarnite: perché si formano

Taglio delle unghie dei piedi

Photography closeup of a woman cutting toenails via Shutterstock

Sono molte le cause che possono portare alla formazione di un’unghia incarnita: escludendo le patologie connesse alla matrice ungueale, che possono determinare in rarissimi casi una crescita irregolare, si tratta spesso di problemi di natura traumatica. Calzature scomode, calzini sintetici che stimolano una sudorazione esagerata, cuciture che premono sull’unghia, scarsa igiene del piede, infezioni fungine e molto altro ancora: tutto contribuisce a modificare l’andamento dell’unghia, costringendola a una crescita nelle carni.

Quasi sempre presente ai lati, anche se può manifestarsi anche in altre posizioni come l’estremità superiore delle dita, nella maggior parte dei casi deriva da un errata cura dell’unghia. Si è infatti portati a credere che un taglio arrotondato, che segua quindi la forma delle dita, sia più idoneo. In realtà, se non eseguito correttamente, proprio l’arrotondamento ai lati favorisce la penetrazione nei tessuti circostanti. Meglio allora un taglio squadrato, solo lievemente arrotondato alle estremità, affinché venga garantita una crescita nella sua naturale sede. Bisogna prestare particolare attenzione, poi, alla lunghezza: tagli molto corti, per quanto comodi con le calze oppure per lo sport, accelerano il disturbo. Utile anche sottolineare come le condizioni ormai patologiche derivino spesso dall’indifferenza: è consigliato agire subito all’apparizione dei primi sintomi, avvisando tempestivamente il medico, poiché più la problematica progredisce, minori sono le chances di successo.

Il trattamento è essenzialmente chirurgico, con la rimozione in toto o in parte dell’area affetta, quindi antibiotico sia per via topica che sistema per eliminare le infezioni batteriche. Lo specialista podologo, inoltre, potrebbe optare per l’applicazione di tutori o spessori per garantire il corretto sviluppo dell’unghia.

Rimedi naturali

Pediluvio

Woman taking care of her feet via Shutterstock

Così come già accennato, a meno di un’unghia incarnita agli stadi elementari, la cura è chirurgica e richiede l’intervento di personale idoneo. È infatti sempre sconsigliato procedere in modo casalingo, magari armati di forbicine o pinzette, poiché si rischia di infettare ulteriormente la parte, con conseguenze anche molto gravi per la salute. In natura esistono alcuni rimedi utili per ridurre la sintomatologia, come il gonfiore o il dolore, ma devono essere considerati dei coadiuvanti poiché, essendo la risoluzione meccanica, non possono eradicare il problema. Un’unghia incarnita continuerà a crescere in modo anomalo finché non verrà opportunamente corretta.

  • Sale e bicarbonato: effettuare pediluvi di sale e bicarbonato di frequente, data la capacità emolliente sulla pelle del piede e sull’unghia, può allontanare il rischio che questa si incarni. Quando la patologia è già presente, è di blando aiuto nel contenere gonfiore e infezione, data l’attività antibatterica del sale;
  • Malva: dall’ottimo potere lenitivo e sfiammante, la malva può essere utile in applicazione topica per ridurre il gonfiore e gli arrossamenti. Può essere sciolta in pediluvio o, in alternativa, applicata con una garza imbevuta a tampone;
  • Olio d’oliva e tea tree oil: per il lavaggio quotidiano, è utile utilizzare preventivamente una miscela composta da un cucchiaino di olio extravergine d’oliva e di tea tree oil: rimuove la pelle in eccesso, lascia i tessuti morbidi e predispone l’unghia a un facile taglio;
  • Pomodoro: è il rimedio della nonna per antonomasia, poiché pare che il pomodoro abbia delle precise attività antibatteriche e sfiammanti. Si utilizza principalmente la polpa, da applicare con una garza sterile e tamponare leggermente. Dopo l’applicazione di qualche minuto, si risciacqua la parte con abbondante acqua.

Infine, una doverosa precisazione: questi consigli naturali sono indicati per le forme iniziali o blande del disturbo, in fase già avanzata non resta che l’intervento chirurgico, oggi frequentemente condotto al laser.

5 luglio 2014
I vostri commenti
Cinzia, domenica 10 aprile 2016 alle17:20 ha scritto: rispondi »

Volevo chiedere cortesemente,ma si fa un impacco giornaliero?soffro di unghie incarnite da sempre e non trovo soluzioni,adesso provo questa,speriamo.grazie

sergio, martedì 8 dicembre 2015 alle10:44 ha scritto: rispondi »

Vorrei suggerirVi anche un metodo che ho potuto verificare personalmente nella sua efficacia, si tratta di fare impacchi con il miele sull'unghia incarnita, mediante una fasciolina spalmata di miele, si esegue quindi nel tempo e gradualmente il sollevamento dell'unghia che è divenuta morbida e la si riporta in posizione; il trattamento è abbastanza lungo, non mi ricordo più se ci vuole un mese....o qualcosa di più, ma porta alla remissione della cosa senza eccessivi traumi. Esperienza vissuta in famiglia una cinquarantina di anni fa, suggerita da un vecchio medico di famiglia. Se potete verificate se anche altri hanno utilizzato questo metodo ed hanno avuto risultati positivi.

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