Guardare un programma TV o un film spesso appassiona e coinvolge l’utente, fino a spingerlo verso il commento o l’esternazione del suo interesse. Una particolarità che riesce a far trasparire l’emotività dell’uomo ma non solo, perché anche l’amico di sempre condivide questo tipo di coinvolgimento. Il cane, compagno di casa e quotidianità, non può certo sentirsi escluso dalla visione giornaliera di show televisivi, film e anche cartoni animati. Come conferma uno studio del 2013 pubblicato sulla rivista Animal Cognition, il cane è in grado di riconoscere azioni televisive, ma anche i suoi simili e altri animali che si muovono sullo schermo. Senza dimenticare la componente principale, ovvero suoni e versi, che se prodotti da un esemplare della stessa specie possono scatenare una forte e decisa reazione.

Questo confermerebbe la capacità di Fido di distinguere animali da umani, anche attraverso lo schermo di un televisore. Esistono comunque alcune fondamentali differenze tra cane, uomo e la rispettiva capacità visiva: gli occhi del primo registrano in modo molto veloce immagini e movimenti rispetto a quelli dell’uomo. Potrebbe esserci sintonia con gli apparecchi moderni con qualità visiva e risoluzione in HD, ma creare qualche problema con televisori non aggiornatissimi e con la produzione di un numero di fotogrammi inferiore al consueto. Come conferma Nicholas Dodman, veterinario comportamentista presso la Tufts University del Massachusetts, l’effetto prodotto nel cane potrebbe ricordare una visione simile a quella delle pellicole degli anni venti.

Inoltre il cane è in grado di visualizzare solo due colori, quella che in gergo tecnico è indicata come dicromia: un’anomalia del senso cromatico, che spinge a vedere solo il giallo e blu, oppure il rosso e il verde. L’uomo invece possiede una visione tricromatica e può visualizzare l’intero spettro della gamma dei colori. Ma quello che in realtà incide sulla reazione dell’animale è legato all’indole e al carattere personale del cane stesso. Una caratteristica non trascurabile che attiva o meno un feedback: ad esempio, un cane territoriale potrebbe abbaiare per sfidare l’immagine televisiva di un suo simile, oppure al passaggio di un branco di pecorelle all’interno di un documentario. Al contempo i cani che possiedono un olfatto piuttosto sviluppato, che basano la loro vita su questa predisposizione, sembrano meno affascinati dalle immagini televisive.

In USA è stato creato un canale apposito per i quattrozampe che si chiama DogTV: le immagini prevedono un numero elevato di fotogrammi al secondo in linea con la capacità visiva dei cani. Inoltre, la colorazione riprende la dicromia canina fornendo programmi rilassanti con immagini di cani che si riposano in un campo di erba fresca, oppure mostrando programmi legati all’obedience, a comandi e regole da imparare. Fino a show più dinamici come i campionati di surf con quadrupedi che cavalcano mini-onde e si tuffano in mare. Di sicuro l’attenzione del cane è simile a quella umana, spesso rivolge alla TV un’attenzione di tipo secondario concentrando magari il suo interesse su qualche gioco o prodotto commestibile. Lasciare il televisore acceso durante i periodi di assenza può comunque risultare utile, spetterà al cane stesso la decisione di visualizzare i programmi oppure decidere per un sonno ristoratore.

20 gennaio 2015
I vostri commenti
Alessio, martedì 20 gennaio 2015 alle13:11 ha scritto: rispondi »

È molto utile ed informativo questo sito, perché aiuta sia il padrone sia il cane. Grazie di questi aggiornamenti utili ed interessanti. Arrivederci

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