Lo psillio è una pianta officinale da sempre impiegata nei più vari rimedi naturali, grazie alle sue proprietà emollienti che lo rendono un valido aiuto per regolare la digestione, il transito intestinale e molto altro ancora. Ma quando e in che modalità il prodotto deve essere assunto?

Appartenente alla famiglia delle Plantaginaceae, il Plantago psyllium – questo il nome scientifico del vegetale – è una pianta diffusa in tutto il bacino del Mediterraneo. Dalle medie dimensioni e dai piccoli e caratteristici fiori gialli, agli scopi di cura vengono utilizzati i semi, ricchi di mucillagini emollienti e lenitive. Di seguito, le proprietà terapeutiche e le indicazioni d’utilizzo. Attenzione, però, prima di optare per l’automedicazione è indicato chiedere il parere del proprio medico curante, soprattutto se altri trattamenti sono già in corso.

Proprietà

Così come già accennato, dello psillio si sfruttano i semi, dal caratteristico colore e dalle piccole dimensioni. Ricchi di mucillagini, delle sostanze appiccicose molto simili al gel naturale e comunemente rilevabili anche nella malva, le fibre idrosolubili che compongono i semi accrescono notevolmente il loro volume a contatto con l’acqua. Data questa caratteristica, perciò, sono da secoli impiegati come rimedio naturale per combattere la stipsi: oltre ad aumentare la massa fecale, infatti, la ammorbidiscono rendendo l’espulsione agevole. L’effetto è molto simile ai lassativi commerciali cosiddetti “meccanici”, ovvero che agiscono sullo stimolo alla defecazione aumentando la consistenza dei rifiuti biologici da espellere. Non è però tutto perché, come già accade per la già citata malva, le mucillagini hanno un preciso risultato antinfiammatorio: si posizionano come un microfilm sopra le mucose arrossate, evitando successive irritazioni e creando una blanda barriera ai batteri, così da ridurre la possibilità di infezioni. Dati questi pregi, lo psillio è impiegato per tutti i disturbi digestivi e intestinali, compresa la necessità di regolazione della peristalsi tipica della sindrome del colon irritabile, a cui si aggiunge anche un effetto lenitivo e lubrificate a uso esterno topico nei casi di emorroidi.

Tempistiche e modalità d’assunzione

Psillio in acqua

Psyllium Seed via Shutterstock

La somministrazione del rimedio è solitamente saltuaria, ovvero in concomitanza di disturbi intestinali o digestivi che non rispondono ai normali trattamenti. Siccome la stipsi, la maladigestione e le emorroidi potrebbero essere anche i sintomi di malattie gravi, prima di tentare la via dello psillio è necessario consultare il medico curante o un gastroenterologo. Solo individuando la causa dei propri disturbi, come ad esempio un colon irritabile o un alimentazione poco ricca di fibre e acqua, si può procedere all’assunzione in sicurezza. Negli altri casi, invece, il ricorso ai lassativi naturali potrebbe addirittura peggiorare la situazione, quindi ci si affidi sempre al parere di un esperto.

I semi di psillio, definiti anche “l’erba delle pulci” per le loro caratteristiche estetiche, sono normalmente disponibili in erboristeria o in farmacia in estratto o in sottilissima polvere, spesso anche in comode bustine monodose pronte all’uso. Si stima che, nei periodi di bisogno, ne debbano essere assunti dai 2 ai 10 grammi giornalieri, pari a poco più di due somministrazioni nell’arco della giornata. L’assunzione è solitamente in infuso: si fa sciogliere il contenuto della bustina in acqua calda, tè, latte o succhi di frutta. Il trattamento è inoltre consigliato lontano dai pasti, per evitare di accelerare i processi digestivi e quindi di non assorbire correttamente le sostanze nutritive. In caso la patologia da risolvere fosse unicamente connessa alle emorroidi, quindi in assenza di problemi intestinali, è sufficiente una sola somministrazione giornaliera accompagnata da tamponi imbevuti d’infuso sull’area irritata. Rendendo le feci più morbide, si ridurrà anche il fastidio della defecazione soprattutto nei casi di emorroidi a grappolo.

Avvertenze e controindicazioni

L’assunzione di psillio segue gli stessi consigli e le stesse avvertenze degli altri lassativi disponibili sul mercato: non deve essere utilizzato per periodi prolungati e, ovviamente, qualora la stipsi sia per cause meccaniche come un restringimento intestinale, la presenza di un tumore, di un’ernia o quant’altro. Si tratta di condizioni complesse dove le feci non possono essere espulse a causa di un blocco e l’aumento della loro massa potrebbe addirittura peggiorarne la condizione. L’abuso delle dosi può inoltre causare flatulenza, gonfiore e diarrea, mentre il ricorso è sempre vietato nei pazienti in cura con farmaci per la riduzione della pressione, perché la pianta ne potenzia gli effetti.

24 maggio 2014
I vostri commenti
giulia, lunedì 31 ottobre 2016 alle10:55 ha scritto: rispondi »

Sono intollerante al lattosio. X favore vorrei sapere se posso assumere lo yogurt normale (in generale) greco oppure quale? Grazie!

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