Dal rapporto Pendolaria 2016, presentato da Legambiente a Palermo, emerge la fotografia dell’Italia che ogni giorno si muove da e verso le grandi città, per lavoro o per motivi di studio. Nei dodici mesi trascorsi quasi 5,5 milioni di persone si sono affidate quotidianamente alla metropolitana o ad un treno regionale per spostarsi. Un numero in lieve crescita rispetto ai 5,43 milioni del 2015 e ai 5,1 milioni del 2014.

Emerge anche una sempre più marcata differenza tra le diverse aree del Paese: sono soprattutto i tagli, sia alle infrastrutture che alle corse, a rendere difficoltosa la mobilità su trasporto pubblico in alcune zone d’Italia. I treni a lunga percorrenza e quelli regionali sono stati soppressi rispettivamente del 22,4% e del 6,5% rispetto al 2010.

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Chiusi in pochi anni 1.120 Km di linee ferroviarie, mentre altri 412 Km risultano sospesi per inagibilità, come nel caso dei collegamenti Trapani-Palermo, Gemona-Sacile, Priverno-Terracina, Bosco Redole-Benevento e Marzi-Soveria Mannelli. In Molise, addirittura, sono scomparsi i treni che portavano al mare, attivi fin dalla fine del XIX secolo.

Trend positivo invece per l’alta velocità, con servizi sempre più articolati (+394% dal 2007 sulla tratta Roma-Milano) e un numero in costante crescita di passeggeri (+6% nel 2016). In generale, laddove si punta sul ferro, si raccolgono risultati nel breve periodo.

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La sfida si dovrà concentrare ora soprattutto al Sud e nelle città. Sempre più persone si sposteranno nei centri urbani e l’Italia dovrà saper guardare alle pratiche virtuose di alcune grandi realtà europee per imboccare la strada giusta. Un numero su tutti, per capire il “gap” da colmare: la lunghezza complessiva delle linee metropolitane del nostro Paese è pari a 234,2 Km, mentre nella sola Madrid si arriva a 291,5 Km e a Londra a 464,2 Km.

Un altro dato significativo: ogni giorno in tutto il Meridione circolano meno treni regionali che nella sola Lombardia. La ricetta per uscire da questo stato di impasse la fornisce Edoardo Zanchini, vicepresidente di Legambiente:

Dobbiamo puntare a raddoppiare i pendolari che prendono treni regionali e metropolitani ogni giorno. Arrivare a 10 milioni di persone al 2030 è una sfida alla portata del nostro Paese e nell’interesse dei suoi cittadini, con vantaggi non solo in termini ambientali, ma di attrattività delle nostre città e dei territori, con ricadute positive sull’occupazione e sul turismo.

25 gennaio 2017
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