Recenti studi dello Scripps Institute of Oceanography di San Diego hanno riportato la presenza di NF3 (trifluoruro di azoto), un gas massicciamente utilizzato nella produzione di schermi LCD, celle solari e microcircuiti, in quantità quattro volte superiore al previsto. Tale molecola, che risulta essere un gas serra circa 17.000 volte più potente dell’ormai famigerata anidride carbonica, non è regolamentata dai trattati di Kyoto.

L’allarme circa la pericolosità del gas era stato già lanciato tempo fa da associazioni quali il Fluoride Action Network, ma non aveva ricevuto l’importanza dovuta a causa della mancanza di dati scientifici accurati.

Infatti, se la potenza inquinatrice di questa molecola era ben nota, le industrie che ne fanno largo uso si sono appellate all’alta capacità di cattura durante i processi di produzione, pari al 98%. Durante la definizione dei gas serra nel trattato di Kyoto del 1997, il trifluoruro di azoto era stato inoltre sottovalutato in quanto utilizzato solo da industrie di nicchia come quella dei laser o dei missili.

Con il passare degli anni però l’NF3 è stato impiegato in modo sempre crescente per assicurare luminosità alle celle dei monitor a schermo piatto, o per la creazione di celle fotovoltaiche (in sostituzione di altri gas ritenuti più dannosi), e il 2% disperso nell’ambiente è diventato più pericoloso di quanto si pensasse.

La realizzazione delle misurazioni è stata alquanto complicata, sostengono i ricercatori, ed è stata compiuta in collaborazione con una rete di stazioni atte alla misurazione dei gas serra nell’aria di proprietà della NASA. Da tali esperimenti è risultata una presenza nell’aria di NF3 che, se nel 1978 era di 0.02 parti per trilione, oggi è di 0.454 parti per trilione.

I dati sono preoccupanti; sebbene ad oggi la percentuale di responsabilità di questo gas all’effetto serra sia dello 0.04%, il ritmo con cui viene immesso nell’atmosfera e una mancata regolamentazione delle emissioni potrebbe portare a danni maggiori per l’ambiente, oltre ad inficiare l’effetto delle numerose iniziative per la riduzione dei gas serra. Questa scoperta va quindi ad aggiungere un ulteriore tassello al quadro dell’inquinamento prodotto dall’Information Technology, già stimato pari a quello prodotto dall’aviazione.

18 novembre 2008
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