Il linfodrenaggio è una forma di massaggio leggero e delicato che favorisce il flusso linfatico. Si basa su movimenti blandi, ritmici e costanti, con una pressione molto morbida. È molto piacevole e, già dopo due o tre sedute, il paziente può avvertirne i benefici.

Il massaggio linfodrenante dura almeno un’ora. A differenza del sangue, la linfa non viene pompata dal cuore: si muove infatti lentamente per la stimolazione che proviene dalle contrazioni muscolari. Si tratta di un liquido biancastro che scorre in tutto il nostro corpo, all’interno dei vasi linfatici, raccogliendo scorie e tossine che non possono essere assorbite attraverso i capillari. In alcuni punti, detti nodi, la linfa viene purificata: questi si trovano all’inguine, a livello delle ascelle e nel collo.

Il massaggio inizia proprio dal collo, continuando verso le orecchie, il centro del viso e le zone laterali della testa, passando poi al corpo. Va a toccare, dunque, le mani e le braccia, passando per le ascelle, coinvolgendo la zona inguinale, le ginocchia, le cosce, le caviglie e tutto il piede. Il professionista termina il massaggio proprio nella zona inguinale.

Benefici del linfodrenaggio per la salute

Massaggio al collo

Woman enjoying a wellness back massage in a spa, she is very relaxed via Shutterstock

Sono molti i vantaggi che possono derivare da un massaggio linfodrenante, come di seguito illustrato.

  • Combatte la cellulite: funziona meglio, ovviamente, nelle fasi iniziali della cellulite, anche se è comunque efficace in qualsiasi momento per migliorare la situazione di partenza. L’ideale sarebbe cominciare a sottoporsi al linfodrenaggio durante l’adolescenza. La cellulite, in alcuni casi, è infatti dovuta alla compressione dei fasi linfatici data dall’adipe localizzato. Se non si agisce tempestivamente, il tessuto si riempie di liquidi e di tossine e i depositi di grasso tendono a indurirsi, producendo la cosiddetta “buccia d’arancia”. Quando la cellulite è allo stadio iniziale, è facile attivare il flusso di scorie e contrastare il problema. Normalmente in tre mesi si ottengono i primi risultati soddisfacenti.
  • Migliora i piedi gonfi: la linfa fluisce dalla periferia degli arti al loro centro. Quando, per una qualsiasi ragione, questo flusso è interrotto, la linfa scende per l’azione della gravità, andando a causare gonfiore ai piedi. Il linfodrenaggio aiuta la linfa a completare il suo percorso e, dopo 3-4 settimane, i piedi migliorano sensibilmente. Se il problema è cronico, il medico saprà indicare la frequenza ideale del trattamento.
  • Gonfiore da gravidanza e sindrome premestruale: i cambiamenti ormonali durante la gravidanza determinano una forte ritenzione di liquidi e una diminuzione del tono dei vasi linfatici. Il linfodrenaggio può essere iniziato a partire dal quarto mese fino al parto, mentre è sconsigliato nei mesi iniziali. È efficace anche contro il gonfiore che molte donne lamentano prima dell’arrivo delle mestruazioni. In questo caso il massaggio viene effettuato immediatamente dopo la fine del ciclo, per una settimana.
  • Attenua le cicatrici: se durante il processo di cicatrizzazione di una ferita si accumula del liquido interstiziale, la cicatrice diventa ipertrofica e gonfia. Il linfodrenaggio attiva i linfociti, coinvolti nella ricostruzione del tessuto, rendendo i segni meno evidenti.
  • Contrasta acne e couperose: quando si soffre di acne, la pelle è infiammata e vi è presenza di accumulo di liquido interstiziale. L’effetto depurativo e drenante diminuisce gradualmente infiammazioni ed edemi, accelerando il processo di guarigione. La couperose, invece, è dovuta a un’alterazione della circolazione periferica del viso, soprattutto a livello di guance, naso e mento. Nel tempo, l’arrossamento diventa permanente, ed è accompagnato da antiestetiche venuzze. Se la condizione è in una fase iniziale, il linfodrenaggio può risolvere il problema. Se è in una fase avanzata, può migliorarne l’aspetto.
  • Utile dopo gli interventi chirurgici: il trattamento linfodrenante è efficace per sbarazzarsi di edemi ed ematomi e per stimolare la rigenerazione dei tessuti a seguito di un intervento chirurgico. Va bene sia dopo l’operazione che prima, in modo da eliminare subito liquidi e tossine, stimolando la capacità delle cellule di rigenerarsi e di riparare i tessuti.

Tecniche di auto-massaggio

Massaggio gambe

Woman massaging leg in sauna via Shutterstock

Un metodo per l’automassaggio linfodrenante è esposto da Dorothea Schneider-Siemens nel libro “Il linfodrenaggio per la tua salute”: va praticato quotidianamente da 10 a 20 minuti in un ambiente ben areato e dalla temperatura confortevole. Di seguito, qualche consiglio:

  • Innanzitutto svuotate i linfonodi della gola, chiedendo a un esperto del settore di mostrarvi come fare;
  • Sdraiatevi quindi su un letto con un sostegno dietro la schiena, mettete le mani sulla parte bassa del ventre, ai lati delle ossa del bacino, massaggiandoli con lievi contrazioni. Muovetevi sempre in direzione del cuore, cioè verso il centro;
  • Cingete una coscia con le mani e scendete verso il ginocchio, spingendo leggermente con le dita. Ripetete perciò l’operazione sull’altra gamba;
  • Appoggiate le mani distese sulla gamba piegata, quindi massaggiate con movimenti rotatori sia all’interno che all’esterno;
  • Ripetete questi movimenti rotatori all’altezza di ogni ginocchio. Arrivate dunque al malleolo, dove spesso si formano gonfiori, e continuate a massaggiare;
  • Prendete infine due spazzole per capelli dalle setole molto morbide e accarezzate ogni gamba, dal basso verso l’alto.

10 luglio 2014
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