La gramigna è nota principalmente per essere una delle piante più infestanti al mondo: grazie a un sistema complesso di radici, infatti, può attecchire con facilità su qualsiasi terreno e spesso sottrae sostanze nutritive e ossigeno ad altre coltivazioni. Non tutti sanno, però, come questa pianta ubiquitaria possegga dei precisi effetti benefici. Come si usa, di conseguenza, la gramigna all’interno dell’universo dei rimedi naturali?

La Agropyrum repens, questo il nome scientifico della gramigna per uso curativo, è una tipologia di erba presente soprattutto in Europa, Africa e Asia. Data la sua veloce crescita, è una delle piante più diffuse nei prati a crescita naturale, così come anche nei sottoboschi. Detta anche dente canino, proprio perché spesso masticata dai cani per agevolare la digestione, le sue proprietà farmacologiche sono davvero importanti. Di seguito, gli usi più comuni e le controindicazioni.

Proprietà e usi

Rizoma della gramigna

Couch Grass Root, Graminis Rhizoma via Shutterstock

A scopo terapeutico, della gramigna vengono utilizzati i rizomi, ovvero le estensioni orizzontali e spesso adagiate sul terreno che costituiscono una sorta d’estensione della radice. Al loro interno sono rilevabili oli essenziali, saponine, polifenoli, mucillagini, tricitina e agropirene. I due ultimi composti, in particolare, determinano rispettivamente la peculiarità diuretica e antisettica dell’erba. Date queste caratteristiche, la gramiglia è solitamente impiegata nelle attività di depurazione e diuresi, ma anche per il trattamento di piccoli inestetismi della pelle. Normalmente assunto tramite infuso o decotto, il rimedio naturale viene impiegato nei seguenti casi generali:

  • Cistite: grazie alla sua combinata capacità diuretica e antisettica, la gramigna è un ottimo disinfettante delle vie urinarie. Stimola infatti la minzione e l’attività dei reni, quindi l’espulsione di tossine tramite l’urina. La concentrazione nel sangue e proprio nell’urina permette di combattere le infezioni batteriche responsabili della cistite, rendendo più veloce la guarigione e riducendo la sensazione di minzione perennemente imminente;
  • Ipertensione: l’assunzione di gramigna, così come di qualsiasi altro ritrovato dal forte potere diuretico, aiuta ad abbassare la pressione sanguigna sia nelle misurazioni massime che in quelle minime;
  • Depurazione: la somministrazione nel breve e medio periodo aiuta a eliminare eventuali tossine presenti nel corpo, magari per eccessi alimentari oppure legati all’assunzione di alcol. Come appare evidente, questo processo passa sempre per l’attività diuretiche già ampiamente menzionata;
  • Apparato digerente: dato il potere antisettico e la presenza di mucillagini, la gramigna può essere utile per combattere i piccoli disturbi a carico dell’apparato digerente. Oltre a sfiammare un esofago irritato e ridurre gli effetti spiacevoli di una gastrite, aiuta anche la regolarità intestinale sbloccando gli stati di severa stipsi;
  • Estetica: gli impacchi topici pare siano utili nel controllo dei piccoli problemi della pelle, come pruriti e orticarie, ma anche per ridurre l’effetto a buccia d’arancia dovuto dalla cellulite.

Come per qualsiasi altro prodotto d’erboristeria, anche la gramigna può presentare delle conseguenze serie in seguito alla somministrazione casalinga. Prima di passare all’automedicazione, perciò, è opportuno apprenderne le principali controindicazioni.

Effetti collaterali e controindicazioni

Foglie di gramigna

Hay And Grass Flowers, Graminis Flos via Shutterstock

La gramigna non è un erba tossica, tanto da essere ben tollerata da gran parte della popolazione. Nei soggetti allergici o comunque ipersensibili, però, la somministrazione è sconsigliata così da evitare problemi intestinali, dermatiti da contatto, rash cutanei e sindromi di intolleranza grave. Inoltre, dato la potentissima capacità diuretica, l’assunzione dovrebbe essere evitata dai pazienti affetti da insufficienza renale e cardiaca, nefriti, calcoli e tutte quelle patologie gravi a carico dei reni. Vi potrebbero essere, poi, delle precise interazioni con i farmaci diuretici o scelti per controllare la pressione, perché la gramigna ne aumenta gli effetti con la conseguenza di gravi scompensi idroelettrolitici per l’organismo. Per questo motivo, il rimedio naturale non può essere assunto senza la dovuta consapevolezza: prima di lanciarsi nella sperimentazione domestica, è fortemente consigliato vagliare il parere del proprio medico, soprattutto qualora si fosse già in cura con dei farmaci canonici.

18 maggio 2014
I vostri commenti
romeo.serio@tiscali.it, domenica 3 aprile 2016 alle20:06 ha scritto: rispondi »

si puo' somministrare la gramigna per problemi al rene causati dalla chemio e con l'assunzione di diuretici?

Lascia un commento