Un comportamento aggressivo del gatto può dipendere spesso dalla sua territorialità: i felini sono degli animali mediamente stanziali, molto gelosi dei loro spazi e sempre attenti che qualcuno – o qualcosa – non invada il loro perimetro di vita. I segnali di una territorialità mal gestita, tuttavia, non sono sempre immediatamente riconoscibili dai proprietari: non è facile comprendere cosa provochi davvero fastidio in Fufy, né come risolverlo.

L’aggressività del gatto si manifesta solitamente in modo più che esplicito: miagolii nervosi, soffi ripetuti anche senza apparente motivo, pelo rizzato e molto altro ancora. Nei casi più gravi, si ha anche l’attacco al proprietario con graffi e morsi, talvolta anche profondi. E non è nemmeno tutto, poiché non serve il micio sia nervoso di indole: anche esemplari normalmente pacifici possono trasformarsi, nel giro di poche settimane, in una minaccia. Fortunatamente, i consigli da seguire sono facili e quasi sempre risolutivi.

Territorialità: cosa significa?

Gatto arrabbiato sul divano

An angry cat lying on sofa via Shutterstock

Il gatto, così come già accennato, è un animale che tiene profondamente al controllo del proprio territorio. In libertà il suo raggio d’azione può raggiungere l’area di un ettaro, che il gatto marca normalmente con l’urina. In caso si avesse avuto la possibilità di osservare un felino in libertà, infatti, si sarà certamente notato come l’animale a volte non effettui la minzione accucciato e pronto a sotterrare il tutto con il terriccio, ma sulle quattro zampe, con la coda sollevata, una lieve vibrazione e un gettito a spruzzi. In questo modo, il gatto delimita l’area su cui ha il controllo.

Con l’addomesticamento, il micio è stato abituato a vivere in spazi decisamente più piccoli, come l’estensione di un appartamento, dove il suo raggio d’azione è limitato. Proprio per la riduzione dell’area, il gatto diventa ancora più territoriale: desidera il controllo supremo dell’abitazione, monitora tutti gli spostamenti degli abitanti, decide autonomamente quali siano gli angoli graditi e quali, invece, degli anfratti considerati una minaccia.

Normalmente il felino, soprattutto quando unico esemplare in casa o abituato ad altri gatti sin dall’infanzia, non manifesta disagi apparenti. Ma vi sono delle situazioni varie – il cambio della posizione della lettiera, lo spostamento dei mobili, l’arrivo di un ospite che porta con sé l’odore di un altro micio o di un cane, un elettrodomestico rumoroso e quant’altro – in cui può perdere la pazienza. E questo stato di nervosismo può durare per settimane, a volte anche per mesi, prima che giunga alla sua risoluzione.

Comportamenti aggressivi: i consigli

Percorsi del gatto

Brown puppy of siberian cat on the scratching post via Shutterstock

Un comportamento aggressivo di un gatto potrebbe essere sintomo di molteplici situazioni di disagio, sia fisiche che psicologiche, di conseguenza il primo passo è sempre quello di consultare un veterinario. Solo il personale qualificato, infatti, saprà escludere eventuali patologie in corso e stabilire la possibilità di un problema territoriale.

Ricevuta la conferma, il modo più semplice per riportare l’animale al relax e alla pacifica convivenza è quello di rendere la casa a prova di gatto, riducendo tutti quei fattori che potrebbero essere fonte di stress. L’animale deve infatti capire come la casa sia di sua proprietà, almeno in senso lato, e come nessun oggetto presente – così come nessuno dei suoi abitanti – costituisca un rischio per la sua incolumità. Di seguito, alcune idee:

  • Percorsi: è di solito la motivazione più banale, ma quella di meno immediato riconoscimento. I proprietari si dimenticano come il gatto sia solito estendersi anche in verticale – arrampicandosi sugli alberi, ad esempio – un ambiente non adeguato potrebbe quindi generare nervosismo. Si prevedano dei percorsi alternativi che il gatto percepirà come dedicati unicamente a lui, come tubi dove possa nascondersi o ritrovare la privacy, mensole a muro anche ad elevata altezza e molto altro ancora;
  • Lettiera: non si dovrebbe mai spostare la lettiera di un gatto, poiché l’animale ama l’abitudine. In caso il felino ne dovesse evitare l’uso, la si ponga nel punto scelto dal micio per le deiezioni e, di giorno in giorno, la si sposti di qualche centimetro fino a raggiungere la posizione desiderata. Utile anche cambiare la marca o la tipologia della sabbia, magari non gradita dal quadrupede;
  • Tiragraffi: il gatto ha bisogno di affilare le unghie, quindi un palo tiragraffi è inevitabile in casa. Inoltre, la possibilità di scaricare lo stress su una superficie che risulta piacevole al suo tatto, ridurrà il ricorso ai graffi quando in contatto con gli uomini;
  • Ospiti: quando un estraneo entra in casa, il micio è naturalmente sospettoso e preoccupato. Si consegni all’ospite uno strumento, come un pupazzetto legato con una lunga corda al bastoncino, e si chieda di giocare con il micio per qualche minuto. L’animale si fiderà del nuovo arrivato, non considerandolo più un pericolo;
  • Visuale: può capitare che il gatto sia irritato per qualcosa che succede fuori dall’abitazione, come la presenza di altri animali in giardino, oppure di oggetti di disturbo come allarmi sonori o irrigatori. Si applichino opportune tende alle finestre per limitare la visuale su queste aree critiche e, quando un suono oppure un animale attirano l’attenzione del micio, lo si distragga con un gioco.

11 agosto 2014
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