Il gatto comunica, spesso lo fa con le zampe e con le fusa, il più delle volte con miagolii di vario genere e intensità . Ma anche con la coda, il cui movimento è il segnale primario per stabilire il suo stato d’animo. Un coda in movimento costante, agitata con stizza e nervosismo, prelude a un momento di tensione che potrebbe concludersi con un verso di avvertimento: il soffio.
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Il gatto soffia, a volte sputa, sbuffa con rabbia e tensione quello che è il suo stato d’animo. È un modo d’agire che ricorda il sibilo del serpente, al quale in parte il gatto si ispira anche con la danza della coda. Questo è il suo modo di ringhiare ed è bene tenersi a distanza, perché il gatto sta avvisando chi è nei paraggi che non si sente sicuro. Anzi avverte un pericolo, un momento di angoscia e stress e questo è il suo messaggio. È bene ascoltare queste sue parole criptate, perché il soffio è il preludio all’attacco. Da piccola pantera predatrice in miniatura qual è non esiterà , se minacciato, a scagliarsi contro il nemico.
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[BANNER_CODE]Solitamente questo comportamento aumenta in presenza di soggetti più grandi di lui fisicamente, come un uomo oppure un cane o un bambino. Il suo messaggio si completerà con una schiena del tutto arcuata, con pelo dritto e la coda in movimento nervoso. Ovviamente seguirà una fase di soffi progressivi che, come anticipato, nel caso di una reale minaccia porteranno all’attacco. Non sempre ciò accadrà , perché la minaccia dovrà rivelarsi reale e definitiva.
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Ma anche il più temerario dei cani desisterà davanti alla probabilità di un muso segnato da una sequenza di graffi. Lo stesso discorso vale per l’uomo che rinuncerà a disturbare l’animale, permettendogli di allontanarsi per ricercare la calma e la serenità . Ciò solitamente equivale a nascondersi per qualche tempo, il necessario a scongiurare l’attacco e lo scontro, e non per paura ma piuttosto per spirito di sopravvivenza.








