Il potassio è un microelemento essenziale per la vita e il corretto funzionamento delle nostre cellule. L’equilibrio nella sua concentrazione è fondamentale per garantire l’efficiente funzionalità di nervi e muscoli.

In generale, la quantità di potassio nel sangue dovrebbe mantenersi costante: tale obiettivo è garantito da una sana ed equilibrata alimentazione, quindi dal costante susseguirsi di fasi di mobilizzazione e immagazzinamento del minerale nelle cellule. Nel corso di ogni giornata il livello di questo microelemento è in continuo bilanciamento: si assume con gli alimenti, si trasporta e usa nei diversi meccanismi cellulari, si elimina con l’urina, in parte con il sudore e nel transito degli alimenti nell’intestino.

Una dieta poco varia ed equilibrata, alcune malattie o anche l’uso di farmaci potrebbero alterare questo delicato equilibrio ed indurre una carenza, detta anche ipokaliemia o ipopotassiemia.

Cause

La carenza di potassio è una condizione potenzialmente indotta da diverse cause:

  • vomito e diarrea causati anche da una comune gastroenterite o altra infezione del tratto intestinale;
  • abuso di lassativi;
  • uso di diuretici per il controllo della pressione arteriosa;
  • eccessivo apporto di sale e zucchero con la dieta quotidiana;
  • insufficiente consumo quotidiano di frutta e verdura;
  • aumentata sudorazione per questioni climatiche, per un intenso sforzo, per motivi lavorativi quanto sportivi;
  • malattie più o meno gravi del rene.

Sintomi

L’ipopotassiemia è una condizione definita e diagnosticata con un esame del sangue, che rileva una concentrazione di ematica di potassio minore di 3,5 milliequivalenti per litro. Il paziente di solito si rivolge al medico perché soffre di alcuni sintomi indotti da questa carenza:

  • crampi muscolari o contrazioni involontarie dei muscoli delle gambe;
  • debolezza muscolare, stanchezza e sonnolenza;
  • stitichezza e scarso appetito.

Quando la concentrazione di potassio diventa davvero bassa, il paziente inizia a manifestare anche sintomi respiratori e cardiaci come:

  • ipoventilazione;
  • alterazione dei battiti cardiaci;
  • eccessiva debolezza muscolare;
  • poliuria, ossia aumento della produzione di urina.

Rimedi

Quando la causa della perdita di potassio non è legata a una grave malattia di alcuni organi; l’integrazione si può fare correggendo l’alimentazione e lo stile di vita. Gli alimenti più ricchi di potassio sono:

  • banane fresche o disidratate;
  • frumento e farro, anche in forma di farine;
  • riso ed orzo;
  • patate;
  • uva;
  • pere;
  • albicocche fresche ed anche disidratate;
  • cavoli;
  • porri;
  • spinaci;
  • carciofi;
  • nocciole e mandorle;
  • tutti i legumi.

Per mantenere una buona concentrazione di potassio nelle ricette finite, è utile evitare la bollitura, in quanto questo microelemento andrebbe perso nell’acqua di cottura. Meglio scegliere cotture di concentrazione come il vapore o, per orzo e farro, classica preparazione a risotto.

In alcuni casi potrebbe essere utile intervenire con un integratore anche di origine naturale, come il lievito di birra e il germe di grano.

31 ottobre 2014
I vostri commenti
gioan77, venerdì 14 ottobre 2016 alle18:31 ha scritto: rispondi »

importanti le notizie su carenza di magniesio e potasio ma vorrei sapere notizie su altri minerali importanti.Grazie

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