Terremoti, crolli, alluvioni e disastri naturali di varia natura: in tutti questi casi, la presenza dei cani da soccorso è fondamentale. Senza l’incredibile olfatto e lo straordinario intuito degli amici quadrupedi, infatti, sarebbe molto difficile localizzare vittime sotto le materie, perlustrare edifici pericolanti, portare in salvo molte persone. Ma dove Fido da solo non può arrivare, in aiuto arriva la tecnologia.

I ricercatori della North Carolina State University stanno sviluppando delle speciali imbracature, dotate di device all’ultimo grido della tecnologia, per aiutare i cani nelle operazioni di soccorso. Dalle telecamere ai sensori biometrici, dai rilevatori di calore a quelli di gas naturali, le ricerche di Fido si fanno più precise e dettagliate, grazie alla possibilità di monitorare da remoto le azioni dell’animale.

Chiamato Smart Emergency Response System (SERS), il progetto vede la perfetta coordinazione tra personale umano, cani, robot, droni e altri device per lavorare insieme durante le condizioni d’emergenza. L’attrezzatura in dotazione può essere modificata a seconda della tipologia di disastro affrontata: sul dorso del cane può essere ad esempio montato un rilevatore di gas, per scoprire se il crollo di un palazzo sia stato causato da una perdita, oppure un contatore Geiger in caso si sospetti l’emissione di radiazioni.

Non è però tutto, perché il cane non può essere considerato solo uno strumento al servizio del team, bensì come un essere vivente dotato di specifiche esigenze e diritti. Così l’imbracatura prevede dei sensori biometrici affinché le funzioni vitali dell’animale – battito cardiaco, ossigenazione del sangue e molto altro – siano costantemente monitorate, così da richiamare Fido qualora un’operazione fosse pericolosa per la sua stessa sopravvivenza. E per gestire il cane da remoto, una serie di altoparlanti e sistemi a vibrazione per consentire all’animale addestrato di comprendere comandi di base come “torna indietro” o “cerca”.

L’ingegnoso e utile dispositivo è ancora in fase di studio e parteciperà alla prossima Smart America Challenge, una competizione per premiare l’innovazione e la ricerca negli Stati Uniti.

6 maggio 2014
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