La bieta, intesa come alimento, è costituita dalle foglie comprensive di tutto il gambo della Beta vulgaris, della varietà “cicla”. Quest’ultima è una pianta che appartiene alla famiglia delle Chenopodiaceae, esattamente come la barbabietola, ovvero la Beta vulgaris.

Le biete sono piante erbacee che hanno un ciclo vistale annuale o al massimo biennale: la raccolta della parte edibile della pianta avviene con il semplice taglio delle foglie. Le radici rimangono intatte nel terreno, cosicché possano sviluppare un nuovo apparato fogliare. Questa modalità di raccolta, tuttavia, non è valida per tutte le varietà: quelle a costa larga, ad esempio, vengono raccolte asportando tutta la pianta.

La bieta è una pianta originaria dell’Europa meridionale: sono numerose le varietà che crescono spontanee nei Paesi che si affacciano sul Mar Mediterraneo. In Italia la varietà più diffusa è quella a gambo bianco.

Vediamo quali sono le caratteristiche nutrizionali di questo ortaggio e come impiegarlo in cucina.

Caratteristiche nutrizionali

La bieta è una verdura a basso apporto calorico: secondo le tabelle dei valori nutrizionali dell’Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione, una porzione da 100 g di bieta cruda apporta 17 kcal.

La maggior parte dell’apporto energetico dell’ortaggio è dovuto ai carboidrati semplici: la bieta contiene, infatti, una discreta quantità di fruttosio. Per quanto riguarda invece gli altri macronutrienti questo ortaggio è davvero povero sia di proteine che di carboidrati. Interessate è invece l’apporto di fibra alimentare soprattutto insolubile. Questa caratteristica lo rende un vegetale utile a favorire il benessere intestinale e a controllare l’indice glicemico di un pasto.

Le biete sono un’ottima fonte di micronutrienti, sali minerali e vitamine, il cui contenuto può essere ben preservato con la cottura al vapore o con la più comune bollitura.

Tra i micronutrienti più concentrati nella biete troviamo: vitamine A, C e sali minerali, soprattutto potassio, fosforo, calcio e ferro. Le biete sono considerate un ortaggio con buone proprietà diuretiche e depurative: questa caratteristica è da attribuirsi soprattutto alla buona concentrazione di potassio a fronte di una trascurabile quantità di sodio.

Nella bieta è anche riscontrabile una discreta quantità di acido ossalico, un cosiddetto “fattore antinutrizionale” che è in grado di complessarsi con alcuni minerali, soprattutto il calcio, impedendone l’assorbimento.
Gli alimenti che contengono acido ossalico vengono classificati in base al acido ossalico/calcio: le biete sono quelle con rapporto maggiore e, dunque, vengono spesso indicate come decalcificanti. Nel’ambito di una dieta varia ed equilibrata, una porzione di bieta come contorno è non è certo da considerarsi potenziale dannosa.

Biete in cucina

Questo ortaggio ha un sapore piuttosto dolce, tuttavia in alcune varietà è marcato anche un certo “gusto di terra”.

Per conservare le caratteristiche nutrizionali delle biete è utile cuocerle al vapore ed eventualmente ripassarle velocemente in padella, per insaporirle con il condimento scelto. A questo proposito sono particolarmente gustose le biete insaporite con 1-2 spicchi di aglio ed olio extravergine di oliva. Per mantenere il vantaggioso minimo contenuto di sodio, è utile evitare di aggiungere troppo sale nel condimento. Un’ottima soluzione, in merito, è la scelta delle spezie: le biete aglio e olio sono gustose con un po’ di senape polverizzata.

8 settembre 2015
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