Apprezzatissimo in cucina per il suo intenso profumo e l’altrettanto piacevole sapore, il basilico è una delle piante aromatiche proprie della dieta mediterranea. Immancabile in sughi e sulla pasta, quali sono i consigli utili per coltivarlo in orto oppure in balcone?

Consumato fresco per tutto l’anno, del basilico esistono diverse varietà, da scegliere anche in relazione alle proprie esigenze nonché dalle condizioni atmosferiche della zona di residenza. Per capire quale tipologia sia migliore coltivare, di conseguenza, il primo passo è chiedere consiglio al proprio fornitore di fiducia di semenze. Le pratiche di semina e crescita, tuttavia, rimangono pressoché simili per ogni varietà.

Cosa sapere prima di coltivare il basilico

L’Ocimum basilicum è una pianta erbacea a ciclo annuale appartenente alla famiglia delle Lamiaceae. Originario dell’Oriente, in particolare in India, si è diffuso principalmente nelle zone dell’attuale Thailandia, Vietnam, Cambogia, Laos e Cina, per poi giungere nel vecchio continente tramite gli antichi scambi commerciali. Da allora è un ingrediente fondamentale della cucina italiana, imprescindibile in molte ricette, nonché sposo d’elezione per sughi e salse. A seconda della varietà, la pianta può raggiungere i 60 centimetri in altezza. Le foglie sono ovali, opposte, molto profumate e spesso ondulate, di grandezza fra i 2 e i 5 centimetri. Per l’alimentazione si fa proprio ricorso alle foglie, ma la pianta produce anche dei piccoli fiori bianchi oppure rosa, composti da 5 petali irregolari.

Il clima preferito è quello mite, in genere con temperature non inferiori ai 10 gradi, anche se le diverse varietà di basilico possono dimostrare una certa adattabilità a zone anche più fredde. Richiede inoltre un’esposizione al sole per almeno 6-8 ore al giorno, quindi opportuni ripari per proteggerlo dalle notti più fredde della primavera o dai fenomeni atmosferici più importanti, come acquazzoni e grandine.

Il terreno ideale è quello morbido e altamente drenante, sebbene la pianta si adatti facilmente a molte tipologie diverse di terriccio, non richiedendo esigenze particolari. È però utile preparare l’area di coltivazione prima della semina, sia con un arricchimento con concime organico e compost, che con un annaffiatura regolare, affinché al momento di posizionare semi e piante il terreno risulti mediamente inumidito. Proprio la semina, tuttavia, dipende dalle modalità di coltivazione scelte: al chiuso oppure in serra si può cominciare dalla fine di gennaio fino alla fine di marzo, in terra piena all’aperto da marzo a maggio, con qualche slittamento nelle zone d’Italia più fredde.

L’apporto d’acqua è mediamente intenso e frequente: le piantine dovranno essere innaffiate quasi quotidianamente, di preferenza al mattino o al tramonto. In caso si vivesse in una zona spesso coinvolta dalle piogge, si dovrà valutare l’umidità del terreno: il basilico, infatti, non tollera i ristagni né le quantità d’acqua eccessive.

Coltivazione in orto oppure in vaso

Il basilico può essere coltivato efficacemente sia in orto che in balcone. È infatti una delle piante maggiormente coltivate in vaso, poiché le piccole dimensioni lo rendono perfetto anche per gli ambienti dagli spazi ridotti. Non a caso, non è raro vederne qualche esemplare nei pressi di finestre e davanzali: quel tanto che basta per assicurarne il ricorso in cucina.

La predisposizione del vaso, qualora si scelga questa modalità, è mediamente importante. Sul fondo andrà inserito un letto di cocci e ghiaia, per favorire il deflusso dell’acqua, quindi si versa del terriccio morbido, preferibilmente arricchito con compost o con concimi sempre organici. Prima della semina, è importante inumidire il terreno, anche annaffiando generosamente il terriccio per poi lasciarlo per 12-24 ore a riposo. Quest’ultima indicazione, quella relativa all’umidità, vale anche per la coltivazione in terra piena in giardino oppure in orto.

Il basilico può essere acquistato direttamente in piantine, quindi per un successivo trapianto, oppure si può far ricorso ai semi. Questi possono essere immessi in semenzaio o direttamente posti nell’area di destinazione finale. In linea generale, i semi vanno posizionati in buche poco profonde nel terreno – dagli 1 ai 2 centimetri – purché fra di loro sufficientemente distanziate, di norma di 10-15 centimetri. Si ricopre quindi con uno strato sottile di terriccio e si inumidisce lievemente il tutto, purché il suolo non appaia troppo compatto. Il raccolto avviene quando le foglie hanno raggiunto una dimensione sufficiente, anche dopo quattro settimane dalla semina, ed è sempre progressiva: in attesa che l’intera pianta si sviluppi, è possibile cogliere le foglie più grandi, preferibilmente quelle più vicine all’apice.

Tra le pratiche di manutenzione, la potatura ciclica degli apici per favorire delle piante più rigogliose, quindi le normali consuetudini per l’eliminazione di erbacce infestanti e parassiti. Nel suo ciclo di vita, il basilico non richiede solitamente altre concimazioni rispetto a quella iniziale.

2 maggio 2015
I vostri commenti
Danilo jayer, mercoledì 27 luglio 2016 alle14:38 ha scritto: rispondi »

Ho seminato il basilico, come ogni anno, a maggio, ė cresciuto però a mete luglio è diventato con foglie di colore scuro e di conseguenza ho dovuto estirpare tutte le piantine in quanto non idonee x fare il pesto; adesso ho rise minato, come posso evitare il ripetersi di questo inconveniente? Grazie x risposta.

giorgia, martedì 3 maggio 2016 alle13:56 ha scritto: rispondi »

volevo chiedere qual è il periodo migliore per seminare il basilico? ho una bustina di semi di basilico e vorrei poter coltivare.

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