Mobilità

Supporto per cellulare in auto: dove posizionarlo per guidare in sicurezza?

Smartphone con navigatore su supporto alle bocchette centrali, vista dal posto guida con strada sfocata
Supporto per smartphone montato sulle bocchette centrali: navigatore visibile senza ostruire il parabrezza.

Usare il supporto per cellulare da auto nel punto giusto è una scelta che riguarda sicurezza, visibilità e rispetto del Codice della Strada: in Italia, nel 2026, il telefono può servire come navigatore o per le chiamate in vivavoce, ma se viene sistemato male finisce per diventare una fonte di distrazione. Lo ha ricordato anche Altroconsumo in una recente analisi dedicata agli accessori per l’abitacolo: pochi centimetri, sul parabrezza o sulla plancia, possono fare la differenza tra uno sguardo rapido alla mappa e una perdita di attenzione dalla strada. La domanda, allora, è concreta: qual è la posizione più sicura per fissarlo?

Cellulare in auto e Codice della Strada: cosa è consentito

Il punto di partenza resta l’articolo 173 del Codice della Strada, che vieta l’uso di smartphone, tablet e dispositivi simili quando comportano anche solo per pochi istanti l’allontanamento delle mani dal volante. La norma consente invece l’utilizzo di sistemi a viva voce o con auricolare su un solo orecchio, purché il conducente non debba maneggiare il telefono durante la marcia. Tradotto: il supporto non è un dettaglio, ma la condizione minima per consultare il navigatore GPS senza tenere il dispositivo in mano.

Anche il supporto, però, deve essere montato con criterio. Non può ridurre la visuale, coprire una porzione utile del parabrezza o costringere chi guida ad abbassare troppo lo sguardo. “Il telefono va impostato prima di partire”, spiegano spesso gli istruttori di guida sicura: destinazione inserita, volume regolato, comandi vocali attivi. Poi, durante il viaggio, solo occhiate brevi. Tutto il resto richiede una sosta.

Supporto sul parabrezza: comodo, ma attenzione agli angoli ciechi

Il supporto con ventosa sul parabrezza è tra i più diffusi, anche perché permette di tenere lo schermo vicino alla linea naturale degli occhi. Per chi usa spesso le mappe, questa posizione può sembrare la più pratica: basta un movimento minimo dello sguardo per controllare la prossima uscita, una rotonda o il traffico segnalato dal navigatore. Il problema nasce quando il dispositivo viene fissato al centro del vetro, oppure troppo in basso.

In quei casi il telefono sul parabrezza può creare un angolo cieco, coprendo pedoni, ciclisti, cartelli o veicoli in avvicinamento. Basta poco, soprattutto in città, dove tutto avviene in pochi metri. C’è poi un secondo aspetto, meno considerato: la tenuta della ventosa. Con il caldo estivo, il gelo o gli sbalzi di temperatura, l’adesione può indebolirsi e il telefono cadere durante la marcia. In quel momento la reazione istintiva — allungare una mano, cercare di recuperarlo — diventa il vero rischio.

Se si sceglie questa soluzione, la posizione più prudente è nell’angolo inferiore sinistro del parabrezza, vicino al montante e lontano dal centro del campo visivo. Così lo schermo resta raggiungibile con lo sguardo, ma non occupa la parte principale della visuale. Prima di partire conviene anche verificare che la ventosa sia ben fissata: una pressione decisa, vetro pulito, nessun gioco.

Bocchette di aerazione e cruscotto: il compromesso più sicuro

I supporti agganciati alle bocchette di aerazione sono oggi considerati da molti esperti una delle soluzioni più equilibrate. Il telefono resta sotto la linea del parabrezza, quindi non toglie visibilità alla strada, ma è comunque abbastanza alto da poter essere controllato con un breve movimento degli occhi. È una posizione simile, per altezza e orientamento, a quella dei display integrati su molte auto recenti.

La stabilità dipende però dal tipo di bocchetta e dalla qualità del supporto. Le alette più leggere o mobili possono far oscillare lo smartphone, soprattutto su pavé, buche o curve strette. Meglio scegliere pinze gommate, sistemi a vite o supporti magnetici solidi, evitando accessori troppo economici e poco rigidi. In inverno va considerato anche il flusso dell’aria calda: se investe direttamente il retro del telefono per molto tempo, può favorire surriscaldamenti e spegnimenti improvvisi.

Una soluzione valida può essere anche il supporto sul cruscotto, appena sopra le bocchette centrali, purché non sia troppo alto e non interferisca con gli airbag. Le basi adesive o gommate garantiscono spesso una buona tenuta, ma la posizione va scelta con attenzione: la luce diretta può generare riflessi sullo schermo, rendendo le indicazioni poco leggibili. E se il conducente deve strizzare gli occhi o inclinarsi per vedere la mappa, il vantaggio si perde.

Dove non mettere mai il telefono e qual è la posizione consigliata

Ci sono zone dell’abitacolo da evitare senza esitazioni. Il tunnel centrale, il vano vicino al cambio o i portaoggetti bassi costringono ad abbassare la testa e a perdere il contatto visivo con la strada. A 50 chilometri orari, distogliere lo sguardo per tre secondi significa percorrere circa 42 metri senza guardare davanti a sé: una distanza sufficiente per non vedere una frenata, un attraversamento o un ostacolo.

Da evitare anche il telefono agganciato allo specchietto retrovisore. Le oscillazioni affaticano la vista, il peso può alterare la posizione dello specchio e la visuale posteriore rischia di peggiorare. Non è una soluzione sicura, anche se in apparenza lascia libero il cruscotto. Stesso discorso per i punti vicini agli airbag: in caso di apertura, supporto e telefono possono essere proiettati nell’abitacolo.

Il miglior compromesso, alla luce dei criteri di visibilità, stabilità e legalità, resta quindi il supporto sulle bocchette centrali di aerazione oppure sul cruscotto immediatamente sopra di esse, se la plancia lo consente. Il dispositivo non invade il parabrezza, resta abbastanza vicino allo sguardo e può essere fissato in modo stabile. Ma la regola finale è sempre la stessa: il navigatore si imposta da fermi, i comandi si gestiscono a voce e, se serve intervenire sul telefono, si accosta in un luogo sicuro. Solo così il supporto diventa un aiuto, non un’altra distrazione.

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