Greenstyle Benessere Sorbitolo: identikit di questo dolcificante ipocalorico

Sorbitolo: identikit di questo dolcificante ipocalorico

Il sorbitolo è uno dei più famosi dolcificanti, che possiamo usare in alternativa allo zucchero, comunemente utilizzato in cucina per dare alle nostre ricette un gusto più dolce. Il sorbitolo è un alcol a sei atomi di carbonio e appartiene alla categoria dei polioli. Il suo potere dolcificante è circa il 60% del saccarosio. Lo troviamo nelle alghe rosse, nelle bacche e in frutti come mele, pere, susine, ciliegie e sorbe. Da queste ultime prende il nome.

Sorbitolo: identikit di questo dolcificante ipocalorico

Fonte immagine: Unsplash

Il sorbitolo è un dolcificante naturale, valido sostituto del classico zucchero che usiamo in cucina per rendere più dolci le nostre preparazioni. Lo possiamo trovare anche con il nome di glucitolo e altro non è che uno degli alditoli del glucosio, o glicosio o destrosio. Il suo potere dolcificante è pari a circa il 60% di quello del saccarosio.

L’industria alimentare da tempo lo usa come dolcificante nella preparazione di dolci, ma anche come stabilizzante o agente lievitante. Nella lista di ingredienti lo puoi anche trovare con il nome E420.

Dove si trova il sorbitolo? Quante sono le sue calorie? E quali i possibili effetti collaterali di un dolcificante sempre più usato per chi vuole ridurre lo zucchero nella propria dieta e optare per una soluzione ipocalorica?

Vediamo a cosa serve e quando e come usarlo, per evitare i possibili effetti collaterali.

Cos’è il sorbitolo

Come lo xilitolo, il sorbitolo è un dolcificante naturale, sostituto dello zucchero. Lo troviamo sotto forma di polvere bianca, che si scioglie facilmente e velocemente nei liquidi. È uno degli alditoli, gli alcoli del glucosio. Si tratta di un alcol composto da 6 atomi di carbonio, 14 di idrogeno e 6 di ossigeno, che appartiene alla categoria dei polioli.

Nella lista di ingredienti dei prodotti che acquistiamo, lo possiamo trovare con il nome di sorbitolo o glucitolo o anche con il codice E420, che indica un additivo alimentare impiegato nell’industria alimentare per la preparazione, lo stoccaggio e la commercializzazione di vari alimenti.

Nell’organismo umano, il sorbitolo viene trasformato in monosaccaridi, in particolare il fruttosio. Lo si può anche sintetizzare in laboratorio, riducendo il glucosio con tetraidroborato di sodio. A livello industriale si riduce per idrogenazione ad alte pressioni o per via elettrochimica.

In seguito alla disidratazione del sorbitolo, si producono il sorbitano, un composto che si utilizza per produrre farmaci, i polisorbati, emulsionanti che trovano impiego nell’industria della cosmesi e dell’alimentazione.

Dove si trova il sorbitolo

Sono molti gli alimenti che contengono al suo interno il sorbitolo, che possiamo trovare in commercio in comodi dolcificanti da avere sempre a portata di mano, per alternative naturali allo zucchero.

Quali sono i cibi ricchi di sorbitolo?

Il glucitolo, come viene anche chiamato il sorbitolo, lo possiamo trovare naturalmente nelle alghe rosse, nelle bacche e in verdure come asparagi, porri, cipolle.

In quale frutta si trova il sorbitolo?

Lo troviamo anche in diversi tipi di frutta, come le mele, le pesche, le albicocche, le susine, le ciliege e le pere. Si trova inoltre nelle sorbe, frutto da cui il composto prende il suo nome.

Dove si trova il sorbitolo
Fonte: Pixabay

A cosa serve il sorbitolo?

Il sorbitolo ha proprietà dolcificanti che lo rendono un valido sostituto dello zucchero e un basso apporto di calorie. Le calorie dello zucchero bianco, infatti, sono 395 per 100 grammi, quelle del sorbitolo 260. A parità di peso fornisce il 40% di calorie in meno del saccarosio.

Le calorie di quest’ultimo, infatti, sono 395 per 100 grammi, quelle del sorbitolo 260. Nonostante questo, il suo potere dolcificante è pari a circa il 60% del classico zucchero bianco. Nell’industria alimentare si usa principalmente come dolcificante, stabilizzante e agente lievitante.

Si usa anche per diagnosticare la celiachia, la colite e la presenza di malassorbimento. Oltre a essere un dolcificante alternativo allo zucchero, con basso apporto di calorie, è usato anche per le sue proprietà iperosmotiche, in caso di costipazione.

Si usa anche in caso di secchezza delle fauci, come diuretico e per lavaggi della vescica, in caso di alcuni interventi chirurgici.

Sorbitolo E420

Conosciuto anche come sciroppo di sorbitolo, è un additivo alimentare usato come agente lievitante e stabilizzante. La sua forma sintetica è contenuta all’interno dei prodotti da forno. Non colpisce lo smalto dei denti, ma può provocare gonfiore, flatulenza, crampi addominali.

Sorbitolo e diabete, cosa consigliano gli esperti

Il sorbitolo ha un indice glicemico più basso rispetto allo zucchero bianco comune. Viene assorbito solo parzialmente nell’instestino e, quindi, non stimola la produzione di insulina. In caso di diabete, si consiglia comunque l’uso sporadico e in dosi ridotte, ma solo se il medico curante dà parere positivo.

Non si consiglia assolutamente l’utilizzo quotidiano di questo dolcificante, perché potrebbe aumentare il rischio di altre patologie collegate a questa malattia cronica.

Qual è lo zucchero per i diabetici?

I medici consigliano ai diabetici di utilizzare un dolcificante naturale. Ad esempio il miele, lo sciroppo d’acero, il succo d’agave o lo zucchero integrale di canna. Le dosi devono sempre essere ridotte, in un regime alimentare che prevede l’utilizzo di altri alimenti a basso indice glicemico.

Tali dolcificanti naturali possono essere impiegati anche nella preparazione di biscotti e dolci per diabetici. Si può provare a usare anche la stevia, che però non ha lo stesso sapore delle altre alternative agli zuccheri. Fondazione Veronesi ricorda che è importante usare farina integrale o di tipo 2, aggiungendo frutta secca o semi per abbassare il carico glicemico. No al burro, sì ad olio di oliva o di semi.

Il sorbitolo è lassativo?

Il sorbitolo può avere un’azione lassativa. Consigliato in caso di costipazione occasionale, non bisognerebbe utilizzarne troppo. Agisce, infratti, trattenendo i fluidi nel colon e favorendo le contrazioni della muscolatura dell’intestino. Può essere usato come lassativo sotto forma di clistere o con somministrazione per via orale.

Gli effetti collaterali in questi casi possono essere irritazione anale, diarrea, gas, nausea, crampi addominali. Più rari, ma più gravi, altri sintomi come rash cutaneo, orticaria, difficoltà a respirare, costipazione, capogiri, sanguinamenti dal retto, perdita di peso improvvisa, gonfiori, vomito, senso di oppressione al petto, gonfiore in viso, debolezza.

Se si usa il sorbitolo come lassativo, non dovrebbero essere usati altri medicinali analoghi o emollienti delle feci, a meno che non li abbia prescritti il medico. Non è da usare per più di una settimana.

Sorbitolo, effetti collaterali
Fonte: Pixabay

Sorbitolo, effetti collaterali

Come sostituto dello zucchero, il sorbitolo può causare effetti collaterali da non sottovalutare. In particolare si segnala:

  • gonfiore addominale forte e improvviso
  • crampi all’addome
  • nausea
  • vomito
  • diarrea
  • irritazione anale

Se associato a carbone attivo, potrebbe causare un aumento elevato di concentrazioni di sodio nel sangue.

Sorbitolo, intolleranza: sintomi

Il sorbitolo potrebbe non essere ben tollerato da alcuni soggetti che potrebbero provare dolore addominale, gonfiore, flatulenza, nausea e diarrea. La diagnosi avviene tramite un Breath Test al Sorbitolo. Si somministra al paziente dello zucchero e si analizza la produzione di H2. Il test ha una durata di quattro ore e ha bisogno di una specifica preparazione nei giorni precedenti l’esame.

In caso di intolleranza, bisognerà evitare ogni prodotto contenente sorbitolo.

Il sorbitolo è cancerogeno?

In Italia 10 anni fa una persona è morta e altre due siano rimaste intossicate gravemente per alcune confezioni di sorbitolo, notizia che fece allarmare. Il problema non era tuttavia il prodotto in sé, ma che quel lotto era contaminato da nitrati.

In ogni sua concentrazione è un dolcificante considerato sicuro, come stabilito da studi dell’FDA e del Comitato per la sicurezza degli additivi della FAO, JECFA, che non lo annovera tra le sostanze pericolose, nonostante non sia privo di effetti collaterali.

 

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