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Sistemi alimentari globali: costi nascosti per 12 trilioni di dollari

Sistemi alimentari globali: costi nascosti per 12 trilioni di dollari

I sistemi alimentari globali danno vita a costi nascosti per 12 trilioni di dollari secondo un report presentato dalla Fondazione Barilla.

Combattere i costi nascosti dei sistemi alimentari globali per evitare costi nascosti a danno di salute e ambiente. Circa 12 trilioni di dollari ogni anno finiscono in fumo a causa di un approccio sbagliato all’alimentazione mondiale. Questo è quanto affermato nel report “Growing Better: Ten Critical Transitions to Transform Food and Land Use”, presentato in occasione del Forum Internazionale su Alimentazione e Nutrizione della Fondazione Barilla.

I sistemi alimentari mondiali danneggiano gli ecosistemi e orientano i consumatori verso approcci nutrizionali sbagliati, generano così costi legati ai danni ambientali e alla salute pubblica. Ha spiegato Guido Barilla, dal palco del Forum Internazionale su Alimentazione e Nutrizione:

A solo 10 anni dal raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030 dell’ONU l’urgenza di intervenire sugli attuali sistemi agroalimentari appare evidente, perché quell’idea di sviluppo e progresso, basata sulla convinzione che le risorse del pianeta fossero illimitate, non è più perseguibile.

Serve guardare al cibo nella sua dimensione economica, sociale e ambientale, ponendo al centro dell’Agenda di sviluppo tutti gli attori interessati, dal settore privato ai cittadini, per gettare le basi verso un futuro inclusivo, duraturo e prospero.

Presenti alla decima edizione del Forum, organizzata in collaborazione con World Food Programme Italia, National Geographic Italia, United Nations Sustainable Development Solutions Network (UN SDSN), Center for European Policy Studies (CEPS), il Columbia Center for Sustainable Investment (CCSI), il Santa Chiara Lab – University of Siena (SCL) e la Global Alliance for the Future of Food (GAFF), anche: Ertharin Cousin, Distinguished Fellow, Global Food and Agriculture, Chicago Council on Global Affairs; Hilal Elver, relatore speciale delle Nazioni Unite sul diritto al cibo; Donatella Bianchi, presidente WWF Italia; Ilaria Capua, professoressa e direttrice del One Health Center of Excellence; Juha Heikkila, Head of Unit, Robotics and Artificial Intelligence, DG CNECT A1, European Commission; Paul Winters, Associate Vice-President of the Strategy and Knowledge Department, IFAD.

Diversi studi sono stati presentati ieri 3 dicembre 2019 in occasione del decimo Forum Internazionale su Alimentazione e Nutrizione della Fondazione Barilla:

  • L’Italia e il cibo – Uno studio che propone un’analisi del sistema agroalimentare italiano rispetto al raggiungimento degli SDGs. Dal report emerge un’Italia che viaggia a due velocità secondo il Food Sustainability Index (FSI): a fronte di un alto numero di persone sovrappeso l’agricoltura offre esempi di eccellenza tra progetti di ricerca e coperture assicurative legate ai cambiamenti climatici. In più risultano molto attive istituzioni e imprese nel promuovere la lotta allo spreco alimentare.
  • Fixing the Business of Food: il settore alimentare e gli obiettivi di sviluppo sostenibile – Studio incentrato sulle azioni da adottare per rendere più rapido il processo di trasformazione del settore agroalimentare e gestire in maniera sostenibile cibo, terra, acqua e oceani attraverso: formulazione di prodotti che contribuiscano a modelli alimentari sani e sostenibili; elaborazione di pratiche di produzione sostenibili; creazione di filiere globali sostenibili; operare come un “good corporate citizen”.
  • Su-Eatable Life – “Ridurre le emissioni di carbonio e l’impronta idrica nell’UE attraverso diete sostenibili” – Primo aggiornamento per il progetto, lanciato a settembre 2019 e che vedrà partire a gennaio 2020 la fase di sperimentazione. Temi chiave gli effetti che l’adozione di diete sane e sostenibili hanno sui consumi idrici e sulle emissioni di CO2.
  • Digitalizzare il sistema agroalimentare: l’innovazione digitale per favorire lo sviluppo sostenibile – Presentato anche lo studio “Digitising AgriFood: Pathways and Challenges”, che prova a indagare sullo stato dell’arte e trovare soluzioni concrete su come applicare l’innovazione digitale al settore agroalimentare.

All’incontro ha partecipato anche Lauren Landis, direttrice della Divisione di Nutrizione del WFP, United Nations. Un contributo che si inserisce nell’ambito della partnership avviata da Fondazione Barilla con il Comitato Italiano per il World Food Programme. Ha dichiarato Vincenzo Sanasi D’Arpe, presidente del Comitato Italiano per il WFP:

Porre fine alla fame, raggiungere la sicurezza alimentare, migliorare la nutrizione e promuovere un’agricoltura sostenibile sono gli impegni previsti dall’Obiettivo numero 2 degli SDGs e questa è a tutti gli effetti la priorità del World Food Programme. Siamo orogoliosi di collaborare con la Fondazione Barilla, per riflettere su questi temi fondamentali per il nostro futuro.

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