Simboli e colori del Natale, quali sono e significato

Simboli e colori del Natale, quali sono e significato

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Le tradizioni del Natale sono legate a specifici simboli e ad altrettanti colori: ecco i più diffusi, associati ai loro significati nel Cristianesimo.

Il periodo del Natale è senza dubbio uno dei più attesi dell’anno. Amata da grandi e piccini, e non solo per l’usanza di scambiarsi dei doni, questa celebrazione è ricordata anche per la sua grande simbologia, nonché per i suoi colori. Le case prendono vita con i più svariati addobbi, dai classici abete e presepe alle luci multicolore, mentre le strade si arricchiscono con le tipiche luminarie di stagione. Una festività che nel Cristianesimo omaggia la nascita di Gesù, tuttavia capace di ereditare anche diverse tradizioni precedenti, spesso tipiche dei Paesi del Nord Europa.

Ma quali sono i simboli più diffusi del Natale, quali le tinte più rappresentative e, ancora, quali i significati più profondi legati a queste usanze? Di seguito, uno sguardo sugli elementi più noti e importanti.

Natale: simboli e tradizioni

Presepe

La celebrazione del Natale è, fra le tante festività religiose che si ricordano durante l’anno, quella dalla simbologia maggiormente impressa nell’immaginario comune. Sono infatti moltissime le tradizioni che si rinnovano anno dopo anno nel mese del dicembre, alcune tipiche della cultura cattolica, altre ereditate da usanze antiche.

  • Presepe: è il simbolo maggiormente sentito all’interno della religione cattolica, dove le celebrazioni di dicembre vertono attorno l’arrivo del Salvatore, dall’annunciazione di Maria fino alla nascita di Gesù. Si tratta di una vera e propria scena in miniatura che riproduce la Natività: la grotta con Gesù, Giuseppe e Maria, gli immancabili bue e asinello, la stella cometa, i pastori e le pecore. Nella tradizione italiana, il presepe viene ambientato in uno scenario tipicamente mediterraneo – con l’ausilio di muschio, abeti in miniatura, farina per ricreare la neve e montagne in carta o cartapesta – mentre i personaggi che lo compongono ripropongono le professioni tipiche del sapere contadino;
  • Albero di Natale: tradizione fra le più diffuse, si tratta dell’evoluzione di un’antica usanza nordica, con le popolazioni del Nord Europa pronte ad abbellire un abete con ghirlande e nastri colorati come rito di passaggio dall’autunno all’inverno. Si diffuse poi in tutto il Vecchio Continente grazie soprattutto alle famiglie nobili: in Italia, ad esempio, pare sia stata la Regina Margherita a diffonderne l’usanza, allestendo un grande albero al Quirinale;
  • Calendario e Corona dell’Avvento: entrambi di origine tedesca, celebrano l’attesa di Maria, dall’Annunciazione alla nascita di Gesù. Il primo propone piccole sorprese, dolciumi e giocattoli ai più piccoli, per ognuno dei 24 giorni antecedenti al Natale. Il secondo – una ghirlanda con quattro candele – simboleggia la luce di Dio: ogni singola candela viene accesa nel corso delle quattro domeniche antecedenti al 25 dicembre;
  • Cero natalizio: una grande candela, spesso di colore rosso, che omaggia la nascita di Gesù: il significato associato è quella della luce, quella che il figlio di Dio ha donato all’uomo con la sua venuta;
  • Vischio, agrifoglio e pungitopo: si tratta di piante ornamentali molto in voga nel periodo del Natale, scelte proprio perché abbondanti in natura in questo periodo dell’anno. Agrifoglio e pungitopo, oltre ai colori verde e rosso tipici delle celebrazioni natalizie, rappresentano la capacità di sconfiggere le avversità dell’inverno, unendo la loro bellezza alla resistenza delle loro spine. Il vischio, da sempre associato alla speranza e alla pace, è negli anni considerato la pianta delle coppie: durante le feste di fine anno, infatti, gli innamorati devono scambiarsi un bacio quando sostano sotto i rametti di questo arbusto;
  • Ghirlanda e stella cometa: tra gli elementi più simbolici del 25 dicembre, vi è certamente la ghirlanda. Tradizione vuole che Gesù, notando un piccolo abete ricoperto dalle ragnatele, volle garantire la sua benedizione: la pianta si trasformò in splendide ghirlande dorate, come abbellimento delle porte delle case. Il riferimento alla stella cometa è invece più immediato: è l’astro che ha condotto i Re Magi alla capanna del neonato Salvatore;
  • Melagrana e lenticchie: durante le festività di fine anno, è usanza consumare la melagrana. Questo frutto è associato all’abbondanza della natura, non a caso lo stesso Gesù è spesso ritratto con una melagrana fra le mani. Le lenticchie, invece, sono considerate di buon auspicio e simbolo di prosperità economica.

Natale: i colori principali

Colori del Natale

Non è di certo un segreto: durante il periodo natalizio alcuni colori sono più frequenti degli altri, in particolare il rosso, il verde e il bianco. A questi si aggiungono poi giochi di luce, garantiti da decori argento oppure d’oro. Ma da dove derivano le tinte maggiormente gradite per il Natale?

  • Rosso: è il colore cardine delle celebrazioni di fine anno, l’immancabile dalle palline dell’albero ai fiori come la Stella di Natale. Questa tinta, tipica dell’aristocrazia, è scelta per ricordare il ruolo di Gesù come guida di tutti gli uomini. Ancora, è associato alla figura di Babbo Natale o, più precisamente, a San Nicola: quest’ultimo era solito indossare proprio un mantello rosso;
  • Verde: è il colore della natura, dell’abbondanza, della Terra che resiste e offre i suoi doni nonostante il freddo e il gelo invernale. È anche la tinta della rinascita e della resurrezione, sia quella dell’uomo che dello stesso Gesù;
  • Bianco: è la gradazione che indica la purezza, come quella dello stesso Gesù, nonché tipico dei prati e dei campi innevati di fine anno;
  • Oro e argento: preziosi e nobili, questi due colori rappresentano la luce e la loro vittoria sulle tenebre. Non a caso, lo stesso Gesù è spesso ritratto proprio con un’aureola d’oro sul capo.

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