Greenstyle Ambiente Animali Selkirk Rex, la razza di gatto dal pelo riccioluto

Selkirk Rex, la razza di gatto dal pelo riccioluto

Selkirk Rex, la razza di gatto dal pelo riccioluto

Un gatto dal pelo riccioluto, simile a quello di un simpatico Barboncino: stiamo parlando del Serkirk Rex, una razza felina salita agli onori di cronaca negli ultimi tempi per l’attenzione che il Web ha concesso a questi straordinari esemplari. E straordinaria è anche la loro origine, frutto di una mutazione genetica.

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Il tutto ha inizio nel 1987 negli Stati Uniti, quando un gattino riccioluto è nato da una cucciolata del Montana. Il gatto, consegnato a un allevatore del Wyoming, si è quindi accoppiato con un Persiano purorazza dando origine alla discendenza del Serkink Rex, nome scelto in onore del suo capostipite. E ora questi mici riccioluti si stanno diffondendo in tutto il mondo.

Stando a una ricerca condotta dalla facoltà di Medicina Veterinaria dell’Università di Vienna, la razza nasce da una mutazione genetica singola e spontanea. A differenza di altre razze ricciolute, come la Devon Rex e la Cornish Rex, il gene del pelo ondulato non è recessivo, bensì dominante. Questo porta a un manto dalla consistenza più spessa, con la normale diffusione a tre strati tutti riccioluti. L’effetto finale è quello di un pelo simile alla lana della pecora, mosso ma morbidissimo: non è un caso, allora, che normalmente ci si riferisca a questa razza proprio come ai “gatti pecora” o ai “gatti barboncino”, quest’ultimo nome preso in prestito dal mondo canino. La dicitura più simpatica proviene però dal Web, che non ha esitato a chiamare questi felini come “gatti anni ’80“, per la similitudine dei loro riccioli con tante delle pettinature più in voga nel decennio più colorato di sempre.

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A eccezione del pelo riccioluto, la razza Serkink Rex non presenta altre differente con le altre varietà disponibili. I mici godono di un’ottima salute, hanno uno stile di vita per nulla difforme dalle normali esigenze feline e sono disponibili in una lunga varietà di colori, a seconda del loro accoppiamento. Il gene mutato, infatti, influisce solamente sulla qualità del pelo, non sulla sua tonalità.

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