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Cosa è un rain garden e come progettarlo

I rain garden, conosciuti anche come giardini della pioggia, rappresentano una soluzione innovativa per la gestione dell'acqua piovana e di quella di scolo. Permettono infatti di raccogliere in modo naturale quest'acqua, purificandola e rimettendola in modo graduale nell'ambiente o, ancora, raccogliendola in cisterne. Così facendo, si riducono gli sprechi idrici, il rischio di allagamenti e danni a strutture e tubature.

Cosa è un rain garden e come progettarlo

Fonte immagine: Pixabay

Cosa è un rain garden e come si progetta? I cosiddetti “giardini pluviali” sono sempre più richiesti dagli appassionati di cura del verde, perché pratici e decisamente ecologici. Grazie ai giardini della pioggia è infatti possibile recuperare e depurare sia l’acqua piovana che quella di scolo dai manti stradali, nutrendo così le proprie piante ed evitando gli sprechi idrici. Una soluzione pratica, e del tutto ecosostenibile, per ottenere un manto erboso sempre verde e rigoglioso, il tutto senza dover annaffiare continuamente il proprio giardino.

Come facile intuire, i rain garden non sono però adatti a tutti gli spazi verdi. Servono infatti le giuste condizioni climatiche e, soprattutto, un substrato del terreno sufficientemente drenante. Per questa ragione, prima di progettare il proprio giardino della pioggia è utile chiedere consiglio al proprio vivaio o al fornitore di prodotti di botanica di fiducia. Di seguito, qualche indicazione utile.

Cosa è un rain garden e come progettarlo

I rain garden – detti anche giardini della pioggia o giardini pluviali – sono delle aree verdi coltivate pensate per controllare il deflusso dell’acqua, affinché il terreno possa assorbirla correttamente. In genere, si tratta di sistemi di raccolta e di scolo delle acque provenienti da superfici impermeabili, come il tetto delle abitazioni oppure il manto stradale asfaltato.

Quando piove, l’acqua che si scarica su queste superfici non viene assorbita dal terreno ma raccolta in grondaie e canali di scolo, per poi essere trasferita al sistema fognario: quando le precipitazioni sono troppo intense, però, si rischia la rottura delle tubature oppure l’allagamento. Con i rain garden, invece, questo non succede: l’acqua viene assorbita gradualmente sia dal terreno che dalle piante e, oltre a essere filtrata e depurata, viene rimessa nel circolo naturale evitando così danni e allagamenti.

Nella pratica, i rain garden si caratterizzano per manti verdi con delle lievi depressioni – abbastanza impercettibili – in grado di raccogliere le acque di scolo approfittando di un piccolo dislivello. L’acqua penetra quindi nel terreno, sia in modo naturale che con apposite condutture, e apporta nutrimento alle piante coltivate, per poi depositarsi in un serbatoio interrato. Qui verrà lentamente rilasciata nel terreno sottostante, per un drenaggio efficace e del tutto sostenibile.

Come è strutturato un rain garden

Prato e acqua
Fonte: Pixabay

Quali sono gli elementi che caratterizzano un rain garden, come è strutturato questo singolare giardino? Le configurazioni di un manto “piovoso” possono essere le più disparate, a seconda della piovosità tipica del luogo in cui sorgerà il giardino, così come alle caratteristiche del suolo.

In linea generale, e con le dovute eccezioni, la struttura è normalmente divisa in:

  • Strato superficiale: la superficie superiore del rain garden, modellata affinché vi sia una lieve depressione, è ricoperta innanzitutto da un manto erboso. Di conseguenza, alla vista questo giardino risulta pressoché identico a uno classico. Vi possono poi essere piante ornamentali, fiori e altri elementi vegetali di decoro. Nelle configurazioni più avanzate, inoltre, possono essere presenti piccole griglie e grate per facilitare la raccolta dell’acqua nel sottostante serbatoio;
  • Strato intermedio: posizionato dai 10 ai 30 centimetri di profondità, prevede un terreno morbido e drenante – ricco di sabbia, torba e compost – in grado di filtrare l’acqua al suo passaggio e di ricavare il nutrimento per le piante. Questo terreno è anche altamente purificante, poiché può trattenere metalli pesanti e altri inquinanti presenti nella pioggia, affinché l’acqua che verrà poi nuovamente messa in circolo non sia contaminata;
  • Strato profondo: si tratta solitamente di un letto di ghiaia e roccia, posizionato sotto lo strato intermedio, dove può essere presente anche un serbatoio di raccolta. Quest’ultimo può rilasciare gradualmente acqua nel terreno o convogliarla, sempre lentamente, alla rete fognaria oppure a cisterne di raccolta.

Come progettare un rain garden

Progettare un rain garden non è sempre un’operazione semplice e, per chi si avvicina per la prima volta a questa tecnica, potrebbe essere più indicato coinvolgere esperti giardinieri e architetti per elaborare il proprio giardino. In linea di massima, è necessario:

  • Valutare l’area: è indispensabile capire quali siano le condizioni climatiche tipiche del luogo dove sorgerà il rain garden e, soprattutto, la composizione del terreno per valutare la sua capacità di assorbire l’acqua. Dopodiché, bisogna controllarne le dimensioni e valutare se il futuro giardino sia davvero in grado di gestire le precipitazioni e il deflusso dell’acqua;
  • Preparare il progetto: a questo punto, bisogna preparare il progetto valutando tutti gli strati del rain garden, includendo eventuali serbatoi, tubi di scarico, collegamenti a cisterne e molto altro ancora;
  • Scavi e predisposizione: si procede quindi alla fase di realizzazione degli scavi, della posa dei materiali e dei tubi;
  • Gestione della superficie: infine, si predispone la superficie superiore, ricordando di prevedere depressioni e dislivelli, piantando il manto erboso e le altre varietà da coltivare.

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