Raccolta differenziata: 40% rifiuti riciclabili va in discarica

Raccolta differenziata: 40% rifiuti riciclabili va in discarica

Circa il 40% dei rifiuti riciclabili finisce in discarica, compromettendo la raccolta differenziata in Italia: i numeri dello studio voluto da DS Smith.

Circa il 40% dei rifiuti riciclabili finisce invece in discarica. A fornire alcuni dati in merito alla raccolta differenziata in Italia è uno studio della One Poll, svolto per conto della DS Smith. In molti quelli che lamentano assenza di informazioni o indicazioni poco chiare.

Alta la percentuale degli italiani incerti su quali siano gli imballaggi e i prodotti che possono essere riciclati. Il 73% secondo lo studio. Arriva al 40% la quota di coloro che hanno ammesso di aver gettato rifiuti riciclabili nell’indifferenziata. Un comportamento che porta, a causa del mancato recupero dei materiali, a un danno di circa 390 milioni di euro all’anno.

L’assenza di informazioni dettagliate (secondo il 54% degli intervistati) in merito al riciclo delle confezioni o la totale assenza di indicazioni (40%) sono alla base di comportamenti scorretti. In alcuni casi orientati alla “prudenza”, ovvero al mancato conferimento nella raccolta differenziata per timore di inserire un rifiuto non riciclabile.

Il 65,5% dichiara di gettare rifiuti nell’indifferenziata quando incerto sul da farsi, mentre circa il 36% lo fa in maniera più sporadica. Oltre alla mancata indicazione sull’etichetta (indicata nel 45% dei casi), a pesare è anche la composizione multimateriale di alcuni imballaggi (33%). Incerto anche il comportamento in caso di contaminazione con altri tipi di rifiuti (23%). Il “riciclo prudente” impedisce il riciclo, sostiene DS Smith, di circa 9,1 milioni di tonnellate di rifiuti all’anno.

Dal lato opporto il 17,8% degli italiani conferisce nella raccolta differenziata rifiuti sui quali è in dubbio. Il 46% ha dichiarato di averlo fatto almeno una volta. La volontà di riciclare il rifiuto ha pesato per il 41%, seguita dalla disattenzione (33%) e dalla mancanza di informazioni (29%). Il 60% ha ammesso di conferire rifiuti con residui di cibo o bevande, compromettendo l’avvio a riciclo.

Raccolta differenziata: le 5 indicazioni di DS Smith

Al fine di migliorare le cose DS Smith ha lanciato, in collaborazione con la Ellen MacArthur Foundation, alcune regole per il Design Circolare. L’obiettivo è quello di aiutare le imprese a progettare imballaggi conferibili più facilie da conferire per i cittadini. Ha dichiarato Stefano Rossi, Packaging CEO di DS Smith:

C’è un innegabile desiderio di contribuire alla salvaguardia dell’ambiente da parte dei consumatori, anche attraverso il riciclo. Il problema è che ancora oggi molti imballaggi non sono riciclabili, le persone sono spesso confuse su cosa possa essere effettivamente avviato a seconda vita.

Abbiamo deciso di stilare i nostri principi di Design Circolare per contribuire alla soluzione di questo problema, aiutando le imprese a intercettare i bisogni dei consumatori. Con questi principi possiamo creare imballaggi adatti all’economia circolare, favorendo il riciclo ed eliminando sprechi e inquinamento. Inoltre, rendiamo più chiara l’informazione sugli imballaggi per aiutare i consumatori a riciclare sempre di più.

Questi i 5 punti chiave indicati da DS Smith per sostenere una corretta raccolta differenziata:

  1. Proteggere i prodotti e i marchi – Innanzitutto, l’imballaggio deve saper proteggere adeguatamente il proprio prodotto, evitando impatti a livello economico e ambientale derivanti dallo spreco;
  2. Ottimizzare l’utilizzo dei materiali – Ottimizzare dimensioni e peso dell’imballaggio permette di ridurre i rifiuti e di salvaguardare risorse naturali
;
  3. Pensare all’efficienza lungo la catena di fornitura – Un buon Imballaggio deve essere efficiente, ed essere ad esempio adeguato ottimizzando la logistica;
  4. Riciclare e riutilizzare materiali – Un modo per eliminare gli sprechi è mantenere in vita il più a lungo possibile i materiali utilizzati, riciclandoli in maniera facile e veloce (14 giorni)
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  5. Continuare a lavorare sulla ricerca – Dobbiamo continuamente evolvere gli imballaggi pensandoli sempre più in chiave di economia circolare.

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