Greenstyle Sostenibilità Passivhaus: efficienza energetica e materiali a basso impatto

Passivhaus: efficienza energetica e materiali a basso impatto

Passivhaus: efficienza energetica e materiali a basso impatto

Fonte immagine: Pixabay

Un progetto che si ispira ai dettami della Passivhaus quello portato avanti da Gabriel Ciordas, fondatore e CEO dello studio di design Creatopy, e da tutto il suo team. L’obiettivo è quello di creare un nuovo concetto di edificio, ad alta efficienza energetica, per i nuovi uffici della stessa azienda collocata a Oradea, in Romania.

La filosofia della Passivhaus o Passive House è quello di realizzare abitazioni, strutture o edifici che puntano a limitare o anche eliminare il fabbisogno energetico per ottenere un equilibrio termico e abitativo utile. Sono strutture che possono prevedere l’impiego del cemento, ma che in generale sposano l’utilizzo del legno, esattamente come per il progetto di Creatopy.

Nonostante la struttura non risponda completamente ai dettami della Passivhaus si ispira completamente, prevedendo l’impiego di legno lamellare ecologico a strati incrociati. Così da creare una struttura dal formato importante, a quanto pare la più grande in legno in tutta Europa. La necessità di ridurre le emissioni ha guidato la progettazione stessa, tanto da prevedere una base di vetro espanso Energocell, prodotto in Ungheria da rifiuti riciclati, in sostituzione della più classica schiuma.

Una produzione particolare questa del vetro espanso che richiede una basso apporto energetico, mentre il resto della struttura è realizzata con pannellature in CLT austriaco. Ovvero strati di legname di dimensioni solide collocati in modo orizzontale e incollati insieme a strati con direzioni alternate.

Un edificio creato per l’efficienza energetica e il benessere dei suoi lavoratori

Nonostante la struttura non raggiunga completamente gli obiettivi imposti dalla Passivhaus riesce comunque a garantirne i benefici ai suoi lavoratori. L’edificio-ufficio di Creatopy è a basso consumo energetico, ma la particolare conformazione non permette un totale equilibrio tra l’obiettivo energetico e la tenuta dell’aria stessa presente nell’ambiente. Una conseguenza diretta data dalla collogazione dell’edificio che si sviluppa su tre piattaforme, per seguire il movimento circostante delle colline così da integrarsi nella natura stessa.

Per non snaturare l’habitat presente la struttura ha subito un aumento di superficie con un conseguente aumento delle necessità energetiche legate al riscaldamento. Non incarnerà la fisionomia tipica della Passivhaus, ma la struttura è un emblema di bioedilizia riuscendo a ridurre le emissioni grazie a un consumo energetico minimo, con un equilibrio della temperatura che garantisce un comfort termico importante. Un esempio e una fonte di ispirazione per le altre aziende di settore, nel rispetto e per la salvaguardia del Pianeta.

Fonte: TreeHugger

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