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Ossido di etilene: i rischi per ambiente e salute

Cos'è l'ossido di etilene e cosa ha a che vedere con i cibi che mangiamo? Questa sostanza chimica è un gas incolore e dall'odore dolciastro, estremamente infiammabile e potenzialmente tossico e cancerogeno. L'ossido di etilene viene impiegato in molti settori, ma nell'UE ne è vietato l'utilizzo nell'industria alimentare.

Ossido di etilene: i rischi per ambiente e salute

Fonte immagine: Pixabay

Negli ultimi anni abbiamo sentito spesso parlare di alimenti ritirati dal mercato per la presenza di ossido di etilene. Ma di cosa si tratta esattamente? Anche nota con il nome di ossirano, questa sostanza chimica è un gas infiammabile incolore e dall’odore dolciastro che ricorda quello dell’etere. Ti chiedi cosa abbia a che vedere questo gas con i cibi che mangiamo? Teoricamente nulla.

Tuttavia, l’ossido di etilene viene ancor oggi impiegato in alcuni Paesi del mondo per sterilizzare i silos e magazzini dove vengono conservate le materie prime, come quelle agro-alimentari.

In Europa, l’utilizzo nel settore alimentare dell’ossido di etilene, in inglese “ethylene oxide“,  è vietato, ma non possiamo dire lo stesso per altri Paesi extraeuropei, come Stati Uniti, Australia, Canada e India. Questa sostanza, però, non viene impiegata solamente nel settore alimentare, ma anche in una moltitudine di altri settori, come quello farmaceutico, dove funge da gas per la sterilizzazione a basse temperature di diversi dispositivi.

In questo articolo vedremo cosa si sterilizza con l’ossido di etilene, dove si trova e quali effetti potrebbe avere sulla salute e sull’ambiente.

A cosa serve l’ossido di etilene?

Come dicevamo, l’ossirano trova spazio in una vasta gamma di ambiti. In buona percentuale, questo gas viene utilizzato per produrre altri prodotti chimici e per sterilizzare apparecchiature e dispositivi medici, in sostituzione del vapore, meno adatto per i prodotti sensibili al calore.

In alcuni Paesi, questo gas viene impiegato anche come fumigante nell’industria alimentare, per via della sua capacità di eliminare batteri, funghi e virus. L’ossirano viene dunque utilizzato per disinfettare magazzini, silos e e quant’altro, senza dover ricorrere a sistemi basati sul calore.

In Europa questo sistema è vietato da parecchi anni, sin dal 1991, quando fu reso noto il legame tra ossido di etilene e rischio di cancro. Questo gas, infatti, è altamente tossico e comporta dei rischi sia per la salute umana e animale che per l’ambiente.

Ossido di etilene: dove si trova?

farina di carrubba
Fonte: iStock

È possibile riscontrare la presenza di ossido di etilene in numerosi ambiti e settori.

Il gas viene impiegato nel settore dell’industria e nel processo di produzione del glicole etilenico, a sua volta impiegato negli antigelo e come refrigerante per i veicoli. Esso può essere utilizzato anche come disinfettante per alimenti e per la sterilizzazione di apparecchiature mediche e chirurgiche.

Sebbene non sia ammesso l’utilizzo dell’ossido di etilene negli alimenti in Europa, molti Paesi (come i già citati India, Stati Uniti e Canada), continuano a utilizzarlo per decontaminare silos e magazzini in cui vengono conservate le materie prime. Ciò significa che gli alimenti e le materie prime provenienti da tali Paesi potrebbero risultare contaminati.

Quali alimenti contengono ossido di etilene?

Negli ultimi anni abbiamo assistito a diversi richiami di alimenti contaminati da ossido di etilene. Il rischio riguarda praticamente qualsiasi genere di cibo, soprattutto (ma non solo):

  • Semi di sesamo
  • Funghi secchi
  • Integratori alimentari a base di estratti vegetali
  • Spezie ed erbe aromatiche, come zenzero e peperoncino
  • Additivi alimentari, come gomma di guar (E410) e farina di semi di carrube
  • Cereali e farine
  • Mangimi destinati al consumo animale
  • Gomma di xantano
  • Alimenti a base vegetale
  • Yogurt e gelati confezionati
  • Sughi
  • Cibi senza glutine.

Se preparati con materie prime provenienti dai Paesi che utilizzano questo gas nel settore alimentare, questi cibi potrebbero risultare contaminati. Ma quali sono gli effettivi rischi per la salute e per l’ambiente?

Gli effetti dell’ossido di etilene sulla salute e sull’ambiente

semi di sesamo
Fonte: Pixabay

Un’esposizione eccessiva a questa sostanza chimica potrebbe comportare gravi conseguenze per la salute. In base a quanto riportato dall’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro, l’ossido di etilene è un “cancerogeno accertato” (Gruppi 1), classificato come genotossico, mutageno delle cellule germinali e tossico per la riproduzione.

Dal punto di vista ambientale, grandi contaminazioni di ossido di etilene possono comportare un enorme impatto sulla fauna, sulla flora e sugli ecosistemi acquatici. Inoltre, vista l’elevata infiammabilità di questo gas, non è da escludere il rischio di possibili incidenti causati da fughe o dispersioni accidentali.

Regolamento UE sull’ossido di etilene

Allo stato attuale, l’UE dispone di rigorose normative sulla sicurezza in merito a questo gas, e ne vieta fermamente l’utilizzo nella sterilizzazione negli additivi alimentari, a loro volta impiegati per la produzione di diversi tipi di alimenti. Ciononostante, come abbiamo visto, tale sostanza potrebbe essere presente nei prodotti provenienti da Paesi in cui vigono norme meno severe.

Di conseguenza, qualora dovessero essere riscontrati livelli superiori rispetto a quelli accettabili e consentiti dalla legge negli alimenti commercializzati all’interno dell’UE, i prodotti in questione dovranno essere ritirati dal mercato.

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