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Okapi: habitat, alimentazione, curiosità

Tutto quello che vuoi sapere sull'okapi, da dove vive a cosa mangia, quanto vive, durata della gravidanza e quanti cuccioli nascono. Le info nella scheda.

Okapi: habitat, alimentazione, curiosità

In Africa vive un animale dall’aspetto davvero curioso: stiamo parlando dell’okapi, mammifero artiodattilo giraffide che ricorda una specie di incrocio fra zebre e giraffe. Ed effettivamente, giraffe e okapi sono le uniche specie ancora viventi della famiglia Giraffidae. Secondo l’OUCN, l’okapi è fra le specie animali in pericolo.

Soprattutto la perdita dell’habitat a causa dell’urbanizzazione e dello sfruttamento delle risorse, la caccia e il bracconaggio, fanno sì che sia un animale a rischio estinzione, in Uganda, per esempio, si è già istinto e adesso sopravvive in natura solo nel Congo. Tanto che nel 1987 è stato creato l’Okapi Conservation Project, volto proprio a proteggere questa specie.

Classificazione scientifica dell’okapi

okapi cucciolo

Questa è la classificazione scientifica dell’okapi:

  • Dominio: Eukaryota
  • Regno: Animalia
  • Phylum: Chordata
  • Classe: Mammalia
  • Ordine: Artiodactyla
  • Famiglia: Giraffidae
  • Genere: Okapia
  • Specie: O. johnstoni

Dove vive?

Gli okapi vivono in una zona ben precisa dell’Africa, più precisamente nel Congo, nelle zone centrali, orientali e settentrionali, prima era presente anche in Uganda, ma si è estinto. Tende a prediligere le foreste a baldacchino, arrivando anche a un’altezza di 1.500 metri sul livello del mare.

Non li trovi di sicuro nelle foreste a galleria, nelle zone paludose e vicino alle città.

Caratteristiche dell’okapi e cenni di biologia

okapi animale

L’okapi è un animale mammifero artiodattilo di dimensioni medie. Il peso va dai 200 ai 350 kg, l’altezza misura 1,5 metri al garrese e il corpo è lungo circa 2,5 metri. Ha un collo lungo, anche se non quanto quello delle giraffe, le orecchie grandi e flessibili, ha un ottimo senso dell’udito per via anche di bolle timpaniche dalle grandi dimensioni e i denti hanno la corona bassa con cuspidi sottili.

I maschi presentano corna corte ricoperte di pelo: gli ossiconi. Fra gli zoccoli hanno delle ghiandole interdigitali, mentre è presente un lieve dimorfismo sessuale.

Le femmine sono di qualche cm più alte dei maschi, non hanno le corna, ma solamente due protuberanze ricoperte di crini e il mantello più rossiccio. Hanno anche un’ottima vista notturna visto che la retina è ricca di bastoncelli.

A proposito del mantello, il colore varia dal bruno al rossiccio, con caviglie bianche e strisce orizzontali e anelli sulle zampe, per questo motivo ricorda una zebra, anche se la forma del corpo è più simile a quella dei cervi o dei bovini.

Inoltre, sempre per questo motivo, rientra di diritto nella categoria degli animali a strisce. Muso, gola e petto sono di colore bianco-grigiastro. Questo colore particolare gli permette di mimetizzarsi nelle foreste visto che le strisce simulano le lame di luce solare fra le fronde degli alberi.

La pelliccia è assai folta e abbastanza impermeabile, in modo da permettergli di rimanere quasi all’asciutto anche sotto la pioggia.

Riproduzione dell’okapi

L’okapi femmina raggiunge la maturità sessuale a 1,5 anni di età, mentre i maschi la raggiungono dopo i 2 anni. Non hanno una vera e propria stagione riproduttiva: si è visto che in cattività il ciclo estrale si ripete ogni 15 giorni circa.

La durata della gravidanza dell’okapi è di 440-450 giorni. Solitamente nasce un unico cucciolo di okapi a parto, del peso di 14-30 kg. Il parto avviene in piedi.

Entro 30 minuti dalla nascita, come accade in altri ruminanti, ecco che il cucciolo è già in grado di camminare da solo. I piccoli assomigliano molto agli adulti, anche se hanno delle false ciglia, una lunga criniera dorsale e peli bianchi lunghi nelle strisce, tutte caratteristiche che poi scompaiono durante la crescita.

In natura, la madre nasconde il piccolo nella foresta, allattandolo con frequenza minima, con latte ricco di proteine ma abbastanza povero di grassi. Le madri allattano i piccoli anche fino ai sei mesi, momento dello svezzamento, ma già a tre mesi i cuccioli assaggiano il cibo solido. Nei maschi le corna iniziano a crescere intorno all’anno di età.

Comportamento e abitudini

L’okapi è prettamente diurno, anche se talvolta lo si vede in giro di notte. Sono animali solitari e tendono a incontrarsi solamente durante la stagione degli accoppiamenti. Tuttavia a volte piccoli gruppi si riuniscono per mangiare, pulirsi a vicenda e anche giocare.

Le femmine sono stanziali, mentre i maschi si spostano di continuo. Passano parte della giornata a pulirsi, soprattutto orecchie e collo, talvolta strusciano il collo sugli alberi marcandoli con un essudato marroncino.

Il maschio tende a essere molto territoriale (marca il suo territorio anche con l’urina e con le ghiandole presenti sugli zoccoli, particolarmente abbondanti soprattutto negli arti anteriori), anche se si comporta in maniera magnanima con le femmine e permette loro di attraversare il suo territorio per poter trovare il cibo. Di solito l’okapi è un animale tranquillo, ma se si sente minacciato scalcia e tira testate.

Vocalizza pochissimo, al massimo fa degli sbuffi di richiamo, dei gemiti durante l’accoppiamento e dei belati, suono emesso dai cuccioli soprattutto. Molto spesso mette in atto il comportamento del flehmen: tira indietro il labbro superiore e inala per percepire meglio gli odori. Il suo predatore più importante è il leopardo.

Dieta e alimentazione

okapi mangia

Gli okapi sono erbivori. La loro dieta è composta soprattutto di erba, foglie, frutta e anche funghi. Grazie alla loro lingua lunga 45 cm, riescono a nutrirsi anche solamente della vegetazione del sottobosco. Talvolta, se l’occasione lo richiede, mangiano anche liane e arbusti.

Talvolta mangiano l’argilla dei fiumi e gli escrementi di pipistrello per ottenere nutrienti, minerali e sali di cui necessita il loro organismo.

Curiosità sull’okapi

Ecco qualche piccola curiosità sull’okapi:

  • La durata di vita media di un okapi è di 20-30 anni (30 anni soprattutto in cattività, in natura la durata della vita potrebbe essere leggermente inferiore)
  • In Africa l’okapi era noto anche come unicorno africano, chiamato atti dai nativi
  • Non esiste il Pokémon okapi

Un okapi come animale domestico?

Un okapi non può essere detenuto come animale domestico, è un animale selvatico. Tuttavia da poco, a giugno, è nato in cattività il primo cucciolo di okapi in Italia. Il piccolo è venuto alla luce nel parco zoo di Falconara, provincia di Ancona ed è stato chiamato Italo. Inoltre sono presenti in molti parchi safari nel mondo.

 

Fonti

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