Moda sostenibile: italiani sempre più amanti dell’usato

Moda sostenibile: italiani sempre più amanti dell’usato

Fonte immagine: Foto di El Sun da Pixabay

Quando si parla di moda sostenibile non è da dimenticare l'acquisto di prodotti usati: ecco i vantaggi dei capi di seconda mano.

La moda sostenibile passa per modelli produttivi più eco-friendly, ma anche per abitudini di consumo più in linea con il rispetto della Terra. Su questo secondo percorso sembrerebbero avviati anche molti dei consumatori italiani.

Stando ai dati presentati dal sito Subito la categoria Abbigliamento e Accessori ha sperimentato un vero e proprio boom nel 2020. Rispetto al 2019 la crescita del numero di compravendite relative all’usato è stata del 18%.

Alto anche il volume di ricerca relativo alla sezione, con 23,5 milioni di “query” da parte degli utenti. Tra le parole più ricercate i nomi di alcuni grandi marchi, tra i quali spiccano Rolex e Gucci.

Moda sostenibile: chi sceglie l’usato?

Le giovani under 35 che vivono in città sono la categoria maggiormente portata all’acquisto dell’abbigliamento usato. Un comportamento che consente di vestire con abiti ricercati, ma di impattare in misura inferiore sull’ambiente.

Un modello di moda sostenibile soprattutto per quanto riguarda la riduzione degli sprechi e dell’acquisto di prodotti nuovi (legati in misura variabile a ulteriori dispendi in termini energetici e idrici). In questo modo l’acquisto dell’usato può assumere una nuova “veste”, andando oltre il semplice risparmio economico.

Abbigliamento di seconda mano, i vantaggi per l’ambiente

Per capire quanto sia possibile risparmiare in termini di emissioni di CO2 il sito ha diffuso anche alcuni dati relativi alle emissioni equivalenti per i capi di maggiore interesse. Ad esempio un paio di sneakers usate permettono di evitare 13,6 kg di CO2, mentre sono circa 13 quelli associati a un giubbotto o a una giacca.

Numeri quasi triplicati quando si parla di jeans usati: acquistare questo prodotto di seconda mano risparmia all’ambiente 33,4 chilogrammi di CO2. Più bassi, ma sempre degni di nota quelli relativi a un abito (4 kg/CO2) e a una maglietta (2 kg).

Fonte: Adnkronos

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