Greenstyle Ambiente Cambiamenti Climatici Emissioni CO2, nel 2021 si sfioreranno livelli record

Emissioni CO2, nel 2021 si sfioreranno livelli record

Emissioni CO2, nel 2021 si sfioreranno livelli record

Fonte immagine: Pixabay

Le emissioni di CO2 potrebbero raggiungere livelli record nel corso del 2021, dopo un anno al ribasso a causa della pandemia da coronavirus. È quanto sostiene il britannico Met Office che, all’inizio di gennaio, ha voluto pubblicare delle previsioni non troppo ottimistiche per il Pianeta. Le concentrazioni di anidride carbonica potrebbero aumentare sensibilmente, fino a raggiungere il 50% in più dei livelli normalmente disponibili in era pre-industriale.

Un problema da affrontare sin da subito, specificano dal Regno Unito, poiché potrebbe accelerare il processo di cambiamento climatico e rendere vani gli sforzi condivisi con gli Accordi di Parigi.

Emissioni CO2 in crescita nel 2021

Nonostante un lieve calo nel 2020, dovuto alla pandemia da coronavirus e allo stop forzato di molte attività umane, il 2021 potrebbe segnare un traguardo negativo per le emissioni di CO2. La morsa della stessa pandemia è destinata a farsi meno stringente, anche grazie ai progressi nelle vaccinazioni, e la produzione industriale tornerà ai normali livelli. Anzi, è probabile che i ritmi di produzione vengano addirittura aumentati per recuperare il tempo perduto e, per farlo, le grandi aziende sembrano orientarsi verso lo sfruttamento di fonti fossili e inquinanti.

Secondo Richard Betts, climatologo del Met Office, le previsioni per l’anno da poco cominciato sono tutto fuorché rosee:

Le emissioni di CO2 in atmosfera dovute all’uomo stanno subendo un’accelerazione. Ci sono voluti 200 anni per aumentare questi livelli del 25% e solo 30 per avvicinarsi al 50%.

Il 2021 potrebbe purtroppo segnare quota 417 parti di CO2 per milione (ppm) tra il mese di aprile e quello di luglio, a causa dell’incremento nel ricorso ai combustibili fossili e al processo di deforestazione. Durante l’estate potrebbe verificarsi una lieve contrazione, poiché normalmente le stagioni calde nell’emisfero boreale determinano un rapido riassorbimento di parte della CO2 emessa. Ma i ritmi torneranno a crescere a partire da settembre, con l’arrivo di temperature più fredde e le attività quotidiane ormai tornate nel pieno. Nel 2019, il segretario ONU Antonio Guterres aveva definito la quota di 400 ppm come “un impensabile punto critico”.

È quindi necessario agire sin da subito nella contenzione delle emissioni, sia con misure sul fronte energetico – per favorire il ricorso alle rinnovabili – che della mobilità, accelerando la transizione verso tecnologie meno inquinanti.

Fonte: Reuters

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