Micromobilità e Milleproroghe: forti critiche da Legambiente

Micromobilità e Milleproroghe: forti critiche da Legambiente

Legambiente critica con la decisione del governo di rimuovere l'equiparazione tra monopattini e biciclette.

Un emendamento al decreto Milleproroghe rischia di ostacolare la micromobilità e lo sharing. A sostenerlo è Legambiente, che critica soprattutto la decisione di mettere fine all’equiparazione tra monopattini e biciclette nonostante fosse stata instaurata appena poche settimane fa con la Legge di Bilancio. Un passo indietro ritenuto “inspiegabile” dall’associazione.

Assurdo ostacolare la micromobilità a zero emissioni, prosegue Legambiente, monopattini in primis. Dure le parole del vicepresidente nazionale Edoardo Zanchini:

Il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Paola De Micheli dice di non essere contraria ai monopattini e alla micromobilità elettrica, ma la bozza di emendamento dimostra ben altro limitando, di nuovo, questi mezzi che non inquinano e circolano in tutte le città europee senza problemi. In particolare le due limitazioni inserite, ossia l’obbligo di casco e l’utilizzo di sera di giubbotto o bretelle retroriflettenti, non sono previste in nessuna città europea. Questa seconda decisione appare incomprensibile dato che questi mezzi hanno l’obbligo di avere fari anteriori e posteriori.

Anche l’Anci si è detta contraria, anche perché la conseguenza di questi obblighi è che si bloccherebbe di fatto qualsiasi possibilità di un utilizzo in Sharing, perché diventa impossibile fornire i fruitori di casco e giubbotto visto che i monopattini non dispongono di un bauletto. Non solo: temiamo che in futuro simili obblighi vengano estesi a tutti i velocipedi. Un brutto precedente, anche per le bici.

Critica Legambiente anche nei riguardi di un approccio definito “punitivo”:

Ancora più assurdo è l’approccio punitivo con sequestri, distruzione dei mezzi e multe che non hanno paragoni con le auto. Se ad esempio un SUV a Roma attraversa l’area pedonale di piazza di Spagna rischia una multa fino a 300 euro, mentre se un mezzo di micromobilità elettrica viola le norme di circolazione rischia il sequestro, la distruzione del mezzo e fino a 800 euro di multa.

Altro approccio punitivo è quello previsto nei confronti delle carrozzine elettriche, su cui è in corso una rilevante evoluzione e che rientrerebbero – se superano la velocità di 6 km/h – nella definizione di “veicoli atipici”. Per un disabile che circola con una carrozzina elettrica su strada – per altro sono spesso obbligati a farlo perché è impossibile passare sui marciapiedi – la sanzione passerebbe da 92 euro massimo a 800 con sequestro e distruzione della carrozzina. Si tratta di almeno 10 mila mezzi di questa natura, talvolta prescritti e assegnati dalle stesse ASL in diverse regioni.

Ha concluso Zanchini:

Il Governo avrebbe dovuto seguire un altro percorso, aprendo il confronto sul Disegno di Legge di revisione del Codice della Strada, attualmente in Parlamento, e con l’idea di trovare regole capaci di promuovere una vera innovazione nell’utilizzo delle strade urbane da aprire a mezzi non inquinanti. Vogliamo ricordare al Ministro delle infrastrutture De Micheli che le strade non sono delle automobili e che occorre lavorare per ridurre la velocità nelle aree urbane e al contempo non ostacolare le diverse forme di mobilità elettrica e sostenibile.

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