Massaggio prostatico: come si fa, tecniche e benefici

Massaggio prostatico: come si fa, tecniche e benefici

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Massaggio prostatico, come si fa, tecniche, benefici e controindicazioni: cosa sapere sulla pratica, utile sia in campo medico che sessuale.

Il massaggio prostatico rappresenta una delle tecniche più richieste negli ultimi anni, sia per il trattamento di alcuni disturbi di origine medica che semplicemente come pratica per il piacere intimo maschile. Nonostante abbia origine antichissime, il trattamento ha raggiunto una certa popolarità nell’ultimo decennio, complici anche le informazioni velocemente circolate in Rete. Ma cosa è nei fatti il massaggio prostatico, come si esegue, quali sono le tecniche migliori e quali benefici può apportare all’organismo?

Prima di entrare nel merito della pratica, è però necessario ricordare come la prostata sia una ghiandola maschile molto delicata, soggetta all’azione di agenti esterni e infezioni per via della sua posizione. Per questo motivo, in caso di disturbi, dolori, alterazioni alla minzione o difficoltà sessuali, il primo passo è sempre quello di vagliare il parere del medico curante o, ancora, dell’urologo e dell’andrologo di fiducia.

Prostata e massaggio prostatico: cosa sono

Uomo a letto

La prostata è un’importantissima ghiandola dell’apparato genitale maschile, caratterizzata da un tessuto perlopiù fibroso. Posizionata sotto la vescica e davanti al retto, ha il compito di produrre e immagazzinare liquido seminale, necessario come nutrimento e protezione per gli spermatozoi generati dai testicoli. Questo liquido viene quindi emesso con l’eiaculazione o, se in eccesso, riassorbito dalla stessa ghiandola.

Oltre alla produzione di liquido seminale, la prostata ha un ruolo fondamentale anche nel processo di eccitazione maschile, stimolando l’erezione e influendo anche sulla produzione di ormoni. Ancora, contribuisce al piacere sessuale.

Per massaggio prostatico si intende una serie di tecniche, sviluppate già in tempi molto antichi, per stimolare la ghiandola a diversi scopi. La pratica può essere infatti scelta in campo urologico, ad esempio per gestire una prostata gonfia e irritata favorendo il rilascio dei liquidi accumulati, ma anche semplicemente come tecnica per il piacere sessuale.

Scopi e benefici del massaggio prostatico

Medico

Come già accennato, quella di massaggiare la prostata è una pratica antichissima, nota sin dalle prime civiltà dell’uomo. Questa tecnica viene oggi impiegata per assolvere a differenti scopi e, a seconda delle necessità, può avere effetti diversi sull’organismo.

In generale, il massaggio prostatico viene scelto in precise circostanze, garantendo numerosi benefici:

  • Infiammazione e ipertrofia prostatica: la prostata è una ghiandola molto delicata e, data la sua posizione a ridosso con il retto, può essere spesso soggetta a infiammazioni e infezioni. Non capita raramente che la ghiandola venga infatti colonizzata da batteri, sia di origine intestinale che a trasmissione sessuale, diventando più grossa e particolarmente dolente. Il massaggio prostatico, in questo caso praticato in ambito medico e con le dovute precauzioni contro contaminazioni batteriche, può aiutare a ridurre l’infiammazione in corso;
  • Rilascio dei liquidi: i disturbi alla prostata possono essere determinati anche da una frequenza ridotta dei rapporti sessuali. In assenza di eiaculazioni sufficientemente regolari, la ghiandola può essere sottoposta a un lavoro eccessivo, un vero e proprio stress. Il liquido seminale non espulso deve essere infatti riassorbito e questo processo, se troppo frequente, può determinare dolore, ingrossamento della ghiandola e anche la difficoltà di espellere i liquidi in eccesso. Anche in questo caso, se praticato in ambito medico, massaggiare la prostata può garantire un corretto svuotamento della ghiandola;
  • Piacere sessuale: oltre alle necessità mediche, il massaggio prostatico è noto da secoli per i suoi benefici sul piacere sessuale maschile. Si tratta infatti di una ghiandola dalle notevoli terminazioni nervose, capace di favorire l’eccitazione e una sensazione di appagamento molto intensa.

Stimolazione della prostata a Punto L

Coppia a letto

La stimolazione della prostata è anche legata al cosiddetto “Punto L” maschile. Si tratta del corrispettivo del ben più noto “Punto G” femminile, ovvero un’area dell’apparato genitale particolarmente sensibile al tatto e in grado di incrementare il piacere erotico.

Negli uomini il Punto L si trova proprio sulla prostata e può essere stimolato direttamente, quindi dall’interno dell’organismo, che indirettamente dall’esterno.

Il ricorso alle tecniche di massaggio prostatico per favorire il raggiungimento dell’orgasmo è nato in Giappone, diversi secoli fa. Sin da tempi antichi veniva consigliato e praticato per il ménage matrimoniale, sia per garantire erezioni più durature e orgasmi più intensi, che per favorire la fertilità. I medici tradizionali avevano infatti scoperto che, aumentando il numero delle eiaculazioni e provvedendo allo svuotamento dei liquidi in eccesso nella prostata, si assisteva a concepimenti più frequenti. Un beneficio confermato anche dalla scienza moderna: stimolare la rigenerazione del liquido seminale assicura agli spermatozoi un nutrimento migliore e una maggiore motilità.

Come si fa il massaggio prostatico: tecnica esterna

Uomo a letto

Il modo più semplice e meno invasivo per stimolare la prostata è quello esterno, grazie al massaggio del perineo, ovvero quell’area di pochi centimetri che separa lo scroto dall’ano.

La stimolazione esterna avviene in modo delicato, con movimenti circolari delle dita e piccole pressioni proprio tra lo scroto e l’ano, allo scopo di aumentare il flusso sanguigno nell’area genitale e nella prostata favorendo così l’eccitazione sessuale. Può essere eseguito anche avvalendosi di oli essenziali da massaggio, in particolare mandorla e sandalo.

Come già accennato, la tecnica esterna permette di stimolare il Punto L in modo indiretto, quindi tramite le contrazioni dei muscoli nell’area pelvica. Per questa ragione, potrebbe risultare meno intensa ed efficace rispetto alla controparte interna.

Come si fa il massaggio prostatico: tecnica interna

Uomo in accappatoio

Per massaggiare direttamente la prostata, e massimizzare quindi i benefici di questa tecnica, la stimolazione deve avvenire internamente. In altre parole, si dovrà raggiungere la ghiandola per via rettale.

Allo scopo di aumentare il piacere sessuale, la tecnica interna viene normalmente eseguita con le dita. Al tatto, la ghiandola verrà percepita come un lieve rigonfiamento a pochi centimetri dall’ano, all’incirca all’altezza della vescica. In ogni caso, trovare il punto L è normalmente abbastanza semplice, poiché anche il più lieve sfregamento con le dita può determinare sensazioni molto intense. Il massaggio potrà essere eseguito con blandi movimenti dei polpastrelli sulla ghiandola, applicando anche una lieve pressione.

Appare evidente come la pratica sia più semplice da eseguire in coppia, data la posizione della stessa prostata. Ma è comunque possibile dedicarsi all’automassaggio prostatico, sia con le dita che con appositi dispositivi in commercio, noti appunto come massaggiatori prostatici. L’automassaggio è peraltro importante non solo per conoscere il proprio organismo, ma anche per imparare a identificare il punto L e capire il livello di sensazioni provocate. Il piacere generato dalla prostata è infatti variabile da individuo a individuo: per alcuni uomini potrebbe addirittura risultare troppo intenso o sgradevole.

Anche in ambito medico è consuetudine tastare la prostata con le dita, soprattutto a scopo diagnostico: è il metodo più semplice per identificare rigonfiamenti e possibili infiammazioni. Per necessità più avanzate, come ad esempio lo svuotamento della ghiandola dai liquidi in eccesso, possono essere impiegate anche delle speciali sonde.

Stimolazione prostatica: precauzioni e controindicazioni

PSA

Per quanto diffusa e sempre più richiesta, la stimolazione prostatica richiede alcune precauzioni. Soprattutto quando si ricorre alla tecnica interna, si dovrà gestire un’area decisamente delicata dell’organismo. Deve essere quindi garantito il massimo dell’igiene, anche per evitare accidentali contaminazioni batteriche, ad esempio con agenti esterni presenti sulle dita.

È quindi consigliato l’uso di guanti in lattice e, non ultimo, di lubrificanti per ridurre frizioni dannose, anche per evitare irritazioni e microferite. Per alcuni soggetti il massaggio prostatico potrebbe essere addirittura controindicato, ad esempio in presenza di alcune patologie tumorali o rigonfiamenti che richiedono attenzione medica. È quindi utile vagliare il parere dell’andrologo o dell’urologo prima di ricorrere alla pratica a scopo sessuale.

Infine, la stimolazione della prostata può determinare in alcuni soggetti l’aumento della concentrazione dell’antigene prostatico specifico (PSA) nel sangue, un valore normalmente misurato per verificare disturbi anche gravi della ghiandola. Per questa ragione, prima di sottoporsi a indagini di laboratorio è necessario informare il medico, affinché i valori possano essere correttamente interpretati.

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