Lupi, arriva il primo Piano Nazionale

Lupi, arriva il primo Piano Nazionale

Fonte immagine: Pixabay

Lupi, nasce il Piano Nazionale per il loro monitoraggio: un coordinamento su tutto lo Stivale per comprenderne la reale distribuzione.

Da qualche tempo i lupi sono riapparsi nelle aree boschive italiane, grazie a piani di conservazione e ripopolamento avviati su tutto il territorio. Ma quanti esemplari sono davvero oggi disponibili sullo Stivale e quali sono le caratteristiche della loro distribuzione? Per rispondere a queste fondamentali domande, arriva il primo Piano Nazionale per i lupi.

L’obiettivo è decisamente ambizioso. Le principali istituzioni di monitoraggio hanno deciso di lavorare in concerto, per ottenere una fotografia quanto più dettagliata possibile sulla distribuzione dei lupi. Dalle Alpi alla Calabria, nasce un progetto di campionamento finalmente su basi standardizzate.

Lupi: comprendere la distribuzione

Il Piano Nazionale si basa su metodi di campionamento standardizzati, messi a punto dall’ISPRA. Il progetto coinvolge più di 20 tecnici selezionati, grazie a un accordo proprio tra l’ISPRA e Federparchi, a cui si aggiungono esperti regionali e delle province autonome e il personale del Comando Unità Forestali dei Carabinieri. L’obiettivo è quello di comprendere la reale distribuzione del lupo su tutto il territorio italiano, il numero di esemplari, il comportamento dei branchi e molto altro ancora. Un delicato monitoraggio che, almeno nelle regioni alpine, verrà realizzato grazie anche al contributo del già noto progetto LIFE WolfAlps EU.

In una prima fase, che si prolungherà fino alla primavera del 2020, si verificherà la presenza del lupo in Italia. Lo Stivale verrà suddiviso in 400 diverse celle, rappresentative di tutte le regioni, e si procederà con la raccolta di tracce e campioni per verificare la presenza del lupo. La seconda fase riguarderà invece le zone alpine, dove la distribuzione di questi animali è già nota, conducendo analisi statistiche e raccolta di materiale genetico.

Metodo standardizzato

Per la prima volta, verrà utilizzato un metodo standardizzato per tutto lo Stivale. Questo lavoro di coordinamento permetterà di ottenere una stima davvero affidabile sull’effettiva distribuzione del lupo. Un unico campionamento permetterà di superare le differenze tra regione e regione, che negli anni hanno reso difficile stimare l’effettiva distribuzione della specie in Italia.

Fonte: Repubblica

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