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La carrozzeria di canapa… e l’auto diventa concime

La carrozzeria di canapa… e l’auto diventa concime

Una carrozzeria che costi poco, resistente, leggera e biodegradabile. Come fare? Con una pianta che non finisce mai di stupire: la canapa. Portiere, cruscotti, tessuti, cofani, bauli, scocche, gran parte dell’auto, in un futuro molto prossimo, potrebbe essere costituito da fibre vegetali molto più resistenti dell’alluminio, tanto che l’idea pare essere stata presa molto sul […]

Una carrozzeria che costi poco, resistente, leggera e biodegradabile. Come fare? Con una pianta che non finisce mai di stupire: la canapa. Portiere, cruscotti, tessuti, cofani, bauli, scocche, gran parte dell’auto, in un futuro molto prossimo, potrebbe essere costituito da fibre vegetali molto più resistenti dell’alluminio, tanto che l’idea pare essere stata presa molto sul serio in Germania.

Basti pensare che la Mercedes monta nelle portiere delle sue autovetture pannelli di juta sin dal 1995 e la BMW ha recentemente presentato la concept GINA con carrozzeria costituita interamente da tessuto.

meno pesa un auto e meno carburante occorre per farla andare

afferma molto semplicemente Alan Crosky, professore di Scienza dei Materiali all’Università del New Galles, in Australia. Un’auto che sostituisce lamierati e plastiche con fibre vegetali può arrivare a pesare sino al 30% in meno rispetto ai canoni attuali.

Ma i vantaggi non si limitano solamente ai consumi. Paradossalmente costruire una carrozzeria di canapa e resina costa molto meno, comporta meno risorse energetiche e, quel che più conta, sarebbe totalmente biodegradabile oltre che più resistente ed efficiente. A dire il vero l’idea non è del tutto nuova, già la Ford costruì nei lontani anni 30 un modello di automobile con carrozzeria e carburante “vegetale”, la Hemp-Car, di cui si possono trovare video storici su YouTube.

L’utilizzo della canapa potrebbe essere ampliato anche alle parti meccaniche, dei pneumatici, del carburante. Ma la realizzazione di una scocca biodegradabile sarebbe già un ottimo risultato che permetterebbe di risolvere una volta per tutte lo smaltimento, difficoltoso e costoso, dei rottami veicolari. Se tale tecnologia costruttiva venisse applicata basterebbe sepellire le automobili per liberarsene, con buona pace delle autodemolizioni.

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