L’inquinamento atmosferico è un’emergenza globale destinata a causare un impatto sempre più devastante sull’economia e sulla salute pubblica nei prossimi decenni. A lanciare l’allarme è l’OCSE invocando azioni urgenti per ridurre le emissioni inquinanti in ogni settore produttivo.
L’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico ha avvertito che l’inquinamento causato dall’agricoltura, dall’industria e dai trasporti arriverà a mietere 9 milioni di morti premature all’anno nei prossimi 4 decenni.
I costi dell’inquinamento saliranno a 2.600 miliardi di dollari all’anno. Simon Upton, direttore della divisione Ambiente dell’OCSE, non nasconde la sua preoccupazione:
Il numero di vittime dell’inquinamento è già alto e l’aumento dei decessi previsto nei prossimi decenni è spaventoso. La mancanza di un piano strategico globale contro le emissioni inquinanti avrà un impatto economico altrettanto terrificante. Dobbiamo assolutamente impedire che queste proiezioni si concretizzino.
Secondo l’OCSE a pagare un prezzo più alto per l’inquinamento saranno l’India, la Cina e le altre economie emergenti. In questi Paesi la crescita economica sta arginando la povertà , ma la mancanza di regole sulle emissioni di gas serra rischia di peggiorare nuovamente le condizioni di vita della popolazione.
Nei Paesi sviluppati i livelli di inquinamento non dovrebbero subire variazioni radicali, ma lo smog resterà comunque causa di migliaia di decessi. Entro il 2060 senza un’inversione di tendenza ogni 4-5 secondi una persona morirà prematuramente per colpa dell’inquinamento atmosferico.
Il costo dello smog ammonterà a 330 dollari pro capite, tra giorni di lavoro persi e costi sanitari. L’incidenza di malattie respiratorie come la bronchite e l’asma continuerà ad aumentare, colpendo soprattutto le fasce più vulnerabili della popolazione come i bambini, gli anziani e i malati cronici. Le nuove generazioni saranno esposte fin dai primi giorni di vita a livelli elevati di inquinamento.
Anche l’agricoltura pagherà un prezzo alto per l’alta concentrazione di inquinanti nell’aria, con un decremento dei raccolti che esporrà la popolazione a carestie. Secondo gli esperti in Europa per tornare a respirare aria pulita occorrerebbe contenere l’impiego di fertilizzanti azotati nei campi; tagliare le emissioni industriali; limitare la circolazione delle auto diesel.








