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Giardinaggio sostenibile: vantaggi e consigli

Il giardinaggio sostenibile sta attirando sempre più appassionati. Grazie a questo insieme di tecniche è infatti possibile ridurre sensibilmente le emissioni dovute alla cura degli spazi verdi, favorendo al contempo la biodiversità, la proliferazione degli insetti impollinatori, ridurre i consumi idrici e favorire la qualità del terreno. Fra i cardini di queste pratiche, l'assenza di fertilizzanti e pesticidi di sintesi.

Giardinaggio sostenibile: vantaggi e consigli

Fonte immagine: Pexels

Quello del giardinaggio sostenibile è un universo che sta attirando sempre più appassionati di cura degli spazi verdi, dato il suo impatto positivo sull’ambiente. Grazie alle pratiche colturali di questa disciplina, infatti, si riducono sensibilmente le emissioni e si evita il ricorso a sostanze contaminanti, stimolando l’innata capacità di rigenerazione degli habitat naturali. Ma quali sono i vantaggi di creare un giardino sostenibile e, soprattutto, quali sono i consigli?

Affinché un giardino sia davvero sostenibile, è innanzitutto necessario informarsi sulle caratteristiche climatiche e sulle specie autoctone del proprio luogo di residenza, anche chiedendo aiuto al proprio vivaio di fiducia. È infatti fondamentale rispettare la natura tipica dei luoghi in cui sorgerà il giardino, per evitare contraccolpi alla biodiversità locale. Di seguito, qualche utile consiglio.

Cos’è il giardinaggio sostenibile

Per giardinaggio sostenibile si intende un insieme di discipline dedicate alla cura degli spazi verdi, con l’obiettivo di minimizzarne l’impatto ambientale. Le più comuni tecniche di cura del giardino possono infatti determinare un peso non indifferente sulle aree verdi, soprattutto quando si fa ricorso a prodotti di sintesi, fertilizzanti e pesticidi chimici, nonché a strumenti dalle elevate emissioni.

Per raggiungere lo scopo del minore impatto possibile, e spesso anche dell’impatto zero, il giardinaggio sostenibile ricorre a consuetudini e altrettante tecniche proprie delle più svariate discipline, in particolare quelle dell’agricoltura biologica. In generale, gestire un giardino in modo sostenibile significa:

  • Preferire specie vegetali autoctone e rispettare gli habitat locali;
  • Favorire la biodiversità locale, incentivando la presenza di animali e degli insetti impollinatori;
  • Evitare fertilizzanti e pesticidi chimici, preferendo invece rimedi naturali e la lotta integrata;
  • Ridurre il consumo di acqua, con sistemi di recupero delle acque piovane e irrigazione conservativa;
  • Favorire la naturale capacità di rigenerazione degli spazi naturali.

Giardinaggio sostenibile: vantaggi e consigli

Ape sul fiore

Come facile intuire, la creazione di un giardino sostenibile è solitamente ad appannaggio di professionisti, capaci di massimizzare la riduzione delle emissioni e l’impatto ambientale delle aree verdi che si andranno a predisporre. Questo non vuol dire, tuttavia, che anche a livello amatoriale non si possano seguire delle utili tecniche per rendere il proprio giardino maggiormente amico dell’ambiente. Prima di partire, tuttavia, è utile conoscere i vantaggi di questa disciplina.

Vantaggi del giardino sostenibile

Un giardino sostenibile offre moltissimi vantaggi, non solo a livello di riduzione delle emissioni e di minore impatto ambientale. È infatti un’area verde vitale, capace di rigenerarsi e di rafforzare le caratteristiche naturali tipiche del luogo in cui viene inserita. Fra i tanti aspetti positivi, si possono di certo elencare:

  • Terreni più sani e ricchi di sostanze nutritive: l’assenza di pesticidi e fertilizzanti chimici migliora la composizione del terreno, privo di contaminazioni e capace di ospitare numerosi microorganismi che ne migliorano la qualità. Ancora, poiché questa tipologia di giardino stimola la biodiversità con specie vegetali fra loro diverse, aumenta la disponibilità di sostanze nutritive presenti nel terreno stesso;
  • Ripristino della biodiversità locale: i giardini sostenibili si basano sulla coltivazione di specie autoctone, perfettamente inserite nell’equilibrio naturale locale. In questo modo si stimola la biodiversità, preservando esemplari vegetali che rischierebbero invece di scomparire e stimolando la rigenerazione delle aree verdi;
  • Ripristino della fauna locale: un giardino sostenibile è pensato per diventare la casa di numerose specie animali, dai piccoli rettili agli uccelli, passando per mammiferi e molto altro ancora. Fatto non meno importante, uno dei cardini di questa disciplina è la coltivazione di specie che possono attirare insetti impollinatori – ad esempio, le api – oggi sempre più minacciati dall’inquinamento e dall’uso diffuso dei pesticidi;
  • Bassi consumi idrici: rispetto all’irrigazione tradizionale, questa tipologia di giardino si avvale del recupero delle acque piovane e di annaffiature a basso spreco, come quelle a goccia. Si ha così una forte riduzione dei consumi idrici, spesso oltre il 50% rispetto alle comuni pratiche d’irrigazione;
  • Piante e ortaggi sani: un giardino sostenibile può ospitare anche un’area da dedicare alla coltivazione di specie commestibili. Grazie all’assenza di pesticidi e fertilizzanti chimici, si ottengono ortaggi più sani, privi di contaminazioni e cresciuti seguendo rigidamente i ritmi naturali.

Consigli per gestire un giardino sostenibile

Giardinaggio sostenibile, compost
Fonte: Pixabay

Come già accennato, anche a livello amatoriale si può realizzare un giardino improntato alla sostenibilità, seguendo alcuni facili consigli di base:

  • Studiare le caratteristiche tipiche della vegetazione locale, scegliendo per la coltivazione unicamente specie autoctone, in particolare quelle che rischiano di scomparire;
  • Evitare le monoculture, preferendo invece una grande varietà sia di piante ornamentali che di ortaggi;
  • Coltivare piante e fiori noti per attirare gli insetti impollinatori, come l’aster, la calendula, il girasole, la borragine e molte altre;
  • Evitare il ricorso a fertilizzanti chimici, preferendo invece concimi organici, come ad esempio il compost;
  • Evitare l’utilizzo di pesticidi chimici, favorendo invece i rimedi naturali – fra i tanti, l’olio di neem e il sapone molle potassico – così come la lotta integrata e biologica con specie di insetti positivi, ad esempio le coccinelle;
  • Ridurre al minimo i consumi di acqua, installando botti e serbatoi per il recupero delle acque piovane e prevedendo sistemi di irrigazione a basso spreco, come ad esempio quelli a goccia;
  • Ridurre le potature al necessario, per favorire i naturali ritmi di crescita;
  • Ricorrere alla pacciamatura sia per proteggere il terreno che per evitare la crescita di erbacce e piante infestanti, in modo naturale e senza il ricorso a soluzioni chimiche.

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