Ogni proprietario di gatto che si rispetti dovrà confrontarsi, prima o poi, con un mobile rovinato dalle unghiette del nostro amico a quattro zampe. Perché il micio graffia i mobili, a quali esigenze risponde quest’azione e come educarlo a rispettare gli spazi e l’arredamento della casa?
[ghgallery id=”479″ source=”ngg”]Il fatto che il gatto graffi le superfici dure non è un comportamento che deve preoccupare troppo il proprietario. Non è infatti il simbolo di aggressività , né tantomeno di cattiva educazione, quanto un’esercizio fisico con cui il felino si tiene in forma. Sì, il micio ha bisogno di affilare le sue unghie e, spesso, è un modo per divertirsi e scaricare lo stress. Inoltre, l’atto ha anche la funzione di mantenere le unghie pulite e di stabilire la territorialità , per aiutare l’animale a definire i propri spazi.
Rimedi ambientali
[BANNER_CODE]Il primo passo da compiere affinché il micio non graffi quel prezioso divano in pelle, è creare una situazione ambientale che risulti appetibile. Il gatto non sceglie a caso i materiali con cui affilare gli artigli, opta sempre per superfici dure – come il legno – oppure per aree sufficientemente resistenti affinché l’unghia vi si possa infilare in profondità . Di seguito, qualche consiglio:
- Tiragraffi: acquistare un tiragraffi – solitamente una colonna in legno e corda – può aiutare il gatto nell’operazione. Si tratta di uno strumento che incuriosisce l’animale e che sarà preferito a qualsiasi altro mobile della casa, perché dalla consistenza perfetta per affilare gli artigli;
- Spazi: lo studio dello spazio è molto importante per capire le abitudini del gatto. Si monitori attentamente quale sia il mobile preferito di Fufy e si posizioni il tiragraffi nelle immediate vicinanze. È molto utile anche prevedere più tiragraffi nella stessa abitazione, per coprire quante più stanze possibili;
- Tende: al fascino delle tende il gatto non può resistere, perché sono morbide, si muovono e attivano di continuo la necessità di cacciare una preda. Un rimedio potrebbe essere quello di spruzzare sul tessuto una fragranza non gradita al gatto, magari agli agrumi o all’eucalipto, affinché vi rimanga a debita distanza.
Rimedi educativi

Beautiful Cat Sitting On The Scratching Post via Shutterstock
Oltre a qualche trucco spaziale, per invogliare il gatto a sfruttare il tiragraffi, è necessario impegnarsi anche sul versante educativo, facendo capire al gatto quali siano i comportamenti poco graditi. Non bisogna mai farlo con violenza o spaventando l’animale perché, nella maggior parte dei casi, farà l’esatto contrario di quanto sperato per vendetta.
- Training: acquistato il tiragraffi, soprattutto se di piccole dimensioni, lo si sostituisca momentaneamente agli altri giochi del gatto. Bisogna lasciare il tempo all’animale di prendervi confidenza, di capirne la consistenza e di non percepirlo come un insolito nemico. Può essere anche utile prendere delicatamente le zampette anteriori fra le mani per poggiarle sulla colonna, per aiutare il micio a esplorare le nuove sensazioni tattili;
- Voce: quando il gatto si avvicina al nostro mobile preferito intenzionato a infilzare le sue unghie, si pronunci un “no” con voce decisa, ma a volume normale. Si punti quindi l’indice con fare deciso – ma non violento – ripetendo sempre in modo fermo la negazione. Non si deve aggiungere nessun altro commento e nessun’altra parola di troppo, perché potrebbe confondere l’animale. In breve tempo, il gatto imparerà ad associare al suono “no” un divieto;
- Acqua: ci si doti di un contenitore spray, come quello dei detersivi, e lo si riempia di acqua a temperatura ambiente. Ogni volta che il gatto si avvicina alla mobilia per graffiarla, lo si ricopra di una spruzzata. Non bisogna ovviamente inondare il gatto, basta qualche goccia – sicuramente sgradita all’animale – per associare al mobile un’emozione poco piacevole.








