Gatto: quale latte non può bere

Gatto: quale latte non può bere

Fonte immagine: Pixabay

Nell'immaginario collettivo il gatto è da sempre associato al latte, bevanda gradita ma non adatta al suo benessere: ecco le tipologie che non può bere.

Il gatto e il latte: un binomio quasi indissolubile, molto diffuso nell’immaginario comune. È quasi impossibile non associare il felino alla bianca bevanda, poiché immagine radicata nella tradizione popolare. I gatti ne vanno ghiotti: non importa l’età, è adorato in egual misura da grandi e piccini, eppure questo alimento non è sempre salutare e consigliato per la salute dell’animale.

Latte: tra nutrimento e intolleranza

La dieta del gatto deve contemplare una percentuale di carne e proteine, nonché di grassi e una minima parte di carboidrati: il latte non aggiunge valore nutritivo all’alimentazione quotidiana, quindi non è considerato un prodotto fondamentale. Il micio lo sceglie per il gusto, per l’elevato contenuto di grassi, ma anche per l’azione calmante che favorisce una condizione di rilassamento. Nonostante questo particolare beneficio, l’assunzione potrebbe agevolare effetti indesiderati di tipo gastrointestinale: infatti il gatto, sin dal momento dello svezzamento dal latte materno, può perdere un particolare enzima – definito lattasi – necessario per la digestione della bevanda. Questo agevola problematiche quali vomito, diarrea, mal di stomaco fino alla possibilità di sviluppare reazioni allergiche dermatologiche ma anche intestinali.

Latte: quali prodotti non può assumere

Gatto

L’assenza dell’enzima lattasi impedisce al gatto la corretta assimilazione del latte vaccino e, in generale, una forte difficoltà digestiva nei confronti del prodotto e dei suoi derivati, quali formaggio e yogurt: risultano troppo grassi e complessi per il suo organismo. In commercio sono presenti svariate alternative, una serie di bevande molto utilizzate da chi non tollera il lattosio oppure non gradisce il gusto del prodotto di origine vaccina. Nonostante risultino più leggere, comunque non sono considerate idonee per il felino, ecco perché:

  • Latte di soia: bevanda alimentare derivante dalla lavorazione della soia e ricca di proteine vegetali, non è adatta all’intestino del gatto che non riesce a digerirla e può risultarne intollerante;
  • Latte di mandorle o nocciole: nel primo caso il prodotto risulta troppo concentrato per la digestione del gatto e, benché non risulti tossico, può favorire vomito e diarrea dati dall’alta percentuale di grassi. Discorso simile per la bevanda ricavata dalle nocciole, troppo calorica e spesso troppo dolce per il suo sistema digestivo;
  • Latte di cocco: anche in questo la percentuale di grassi e proteine risulta eccessiva per il gatto, che fatica a digerirli e ad assimilarli;
  • Latte di orzo, di riso o di avena: sono bevande che derivano dalla lavorazione dei rispettivi cereali e quindi ricche di carboidrati, un apporto di zucchero eccessivo per il gatto e per il suo pancreas.

Latte: quale bere con moderazione

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Se il gatto è in grado di tollerare il lattosio, una buona alternativa è sicuramente il latte crudo di capra, perché maggiormente ricco di minerali e vitamine, di taurina e con livelli di lattosio più bassi rispetto a quello di mucca. Una possibile alternativa anche per i cuccioli di gatto rimasti orfani che, in assenza di una gatta-balia, possono ricavare qualche valore nutritivo da questo prodotto o, ancora, tramite preparati sostitutivi presenti in commercio ma acquistabili solo su consiglio veterinario. Dallo svezzamento è sempre meglio offrire dell’acqua al posto del latte, magari allungata con brodo di pollo o di pesce: se Fufi reclama la bevanda, concedetegli non più di qualche cucchiaio alla settimana, preferendo un prodotto privo di lattosio.

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