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Gatti neri invisibili nei selfie, aumentano gli abbandoni

Gatti neri invisibili nei selfie, aumentano gli abbandoni

Gatti neri sempre più abbandonati e mai adottati nei rifugi del Regno Unito, rifiutati perché poco fotogenici e difficili da riprendere per i selfie social.

L’ingiustificata fama dei gatti neri prosegue anche in tempi moderni. In passato simbolo di presagio e sfortuna, oggi discriminati poiché poco fotogenici. E così non solo le adozioni di mici dal manto nero raggiungono i minimi storici, ma pare aumentino anche gli abbandoni. Il motivo? Il gatto nero non si vede nei selfie.

È quanto sottolinea la RSPCA, nel comunicare come oltre il 70% dei gatti ancora ospitati nei propri rifugi britannici sia di colore scuro. Da un’indagine interna, forse poco rappresentativa ai fini statistici, emergerebbe come la maggior parte di chi decide di adottare un nuovo felino eviterebbe di proposito questa colorazione. E non per paura di attirare a sé la cattiva sorte, quando per la difficoltà di ottenere foto perfette da condividere sui social network o fra gli amici. Non ultimo, la più grande percentuale di abbandoni di animali dalla stessa tinta lascia presagire i motivi siano probabilmente gli stessi.

Il centro di recupero Millwood Cat Rescue Service di Edwalton, ad esempio, ha raggiunto in questi giorni il massimo storico della presenza di gatti neri, un fatto mai assistito prima in 20 anni d’operatività del gattile. Così spiega Ronnie McMiller, 71 anni, a capo della struttura:

Abbiamo ricevuto tantissimi gatti neri quest’anno, al momento non vanno di moda. Molti guardano i gatti neri e ci dicono: “Oh, non ne avete degli altri?”. I mici rossi sono i più popolari, ma penso che quelli neri siano bellissimi e le fotografie comunque buone.

Non è la prima volta che una simile discriminante emerge sulla stampa: negli ultimi 10 anni, i mici dal manto scuro hanno visto una diminuzione costante delle adozioni e un aumento preoccupante degli abbandoni, ma la motivazione fotografica pare emergere con prepotenza solo nell’ultimo biennio, con l’esplosione di selfie e condivisione social. Così sottolinea un rappresentante della RSPCA:

Nel folklore britannico in gatti neri simboleggiano la buona fortuna, ma tristemente nella realtà non sono così fortunati. Vi sono molte ragioni, dal fatto che i felini neri sono più difficili da riconoscere rispetto ad altri gatti con segni più distintivi, al fatto che questi animali tendano a non apparire perfettamente in fotografia.

L’associazione di beneficenza Blue Cross conferma il dato negativo, con un aumento del 65% dei mici neri presi in carico annualmente. Dal 2007 al 2013 l’ammontare complessivo è stato di 895 esemplari, solo dall’inizio del 2014 sono stati accolti già 506 quadrupedi. Una tendenza che troverebbe anche conferma nella pratica quotidiana: pubblicando online le immagini degli animali adottabili, i gatti tigrati ricevono in media 30 chiamate al giorno, mentre quella per i neri è inferiore al singolo contatto giornaliero. Non è ancora ben chiaro come invertire questa triste consuetudine e donare nuovamente a questi felini il rispetto che meriterebbero, ma le associazioni coinvolte sperano che la diffusione dei dati possa fungere da sensibilizzazione per l’opinione pubblica.

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