Gatti: impatto catastrofico sulle specie selvatiche

Gatti: impatto catastrofico sulle specie selvatiche

Fonte immagine: Pixabay

I gatti hanno un impatto catastrofico sulla fauna selvatica, per questo dovrebbero essere accuditi solo in casa: è quanto rivela uno studio.

I gatti potrebbero avere un impatto catastrofico sulla sopravvivenza delle specie selvatiche e, per questa ragione, sarebbe consigliabile mantenerli in casa. È questo il monito lanciato dai ricercatori della North Carolina State University, in base a uno studio condotto sulle abitudini all’aperto proprio dei felini. A quanto pare, i comuni gatti sarebbero responsabili della morte di miliardi di piccoli animali, come roditori e uccelli.

La questione non è nuova: negli ultimi anni se n’è discusso a lungo in Australia, dove le autorità hanno deciso di sopprimere fino a 2 milioni di gatti randagi e selvatici, tra le proteste degli animalisti.

I ricercatori statunitensi hanno quindi voluto analizzare l’impatto dei gatti domestici, lasciati liberi di uscire di casa dai proprietari, sulla piccola fauna selvatica. A questo scopo, hanno monitorato il comportamento di 925 felini negli Stati uniti, nel Regno Unito, in Australia e in Nuova Zelanda, avvalendosi di sistemi di tracking GPS.

Dai dati è emerso come ogni singolo gatto domestico sia responsabile della morte di 3.5 animali ogni mese. In media, un solo gatto è in grado di uccidere dalle 14 alle 38 prede l’anno, su un’estensione di 100 acri. Moltiplicato per il numero di gatti domestici in circolazione, negli Stati Uniti le attività predatorie dei felini potrebbero determinare la morte tra i 10 e i 30 miliardi di animali, alcuni dei quali già in via d’estinzione.

L’analisi prende in considerazione unicamente gli esemplari domestici poiché, siccome vengono alimentati dai proprietari, non uccidono prede per fame bensì per spirito di caccia. Questo porta a una media di catture minori mensile rispetto ai gatti randagi, i quali cacciano soprattutto per sfamarsi. Inoltre, considerare solo i felini domestici permette di provvedere a una facile soluzione: è infatti sufficiente tenere l’amico gatto in casa. Così spiega Rob Dunn, uno dei co-autori dello studio:

Gli umani amano la diversità ma, lasciando i nostri gatti all’aperto, abbiamo creato un mondo dove questa biodiversità è sempre più difficile da sperimentare.

Fonte: Daily Mail

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