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FIV gatto: sintomi, cause, cure

Con il termine di FIV solitamente si intende la sindrome da immunodeficienza acquisita dei gatti, anche se la sigla indica il virus responsabile della malattia. Si tratta di una malattia contagiosa che causa diversi sintomi e sindromi, ma che potenzialmente può rimanere latente anche per tutta la vita del gatto. Andiamo dunque a vedere come si trasmette la malattia, quali sintomi provoca e che terapia si possono mettere in atto.

FIV gatto: sintomi, cause, cure

Fra le malattie virali del gatto, una di quelle purtroppo più diffuse è la FIV. O meglio: FIV è l’acronimo che indica il virus dell’immunodeficienza virale felina, mentre la malattia vera e propria è la sindrome da immunodeficienza virale felina.

Tuttavia, nell’uso comune, si è soliti riferirsi alla malattia con il termine di FIV, quindi per praticità anche noi useremo questa terminologia, anche se impropria. Andiamo dunque a conoscere meglio questa malattia, ripassando cause, modalità di trasmissione, sintomi, diagnosi e terapia.

Cause di FIV nel gatto

Il virus della FIV è un lentivirus, un retrovirus a RNA linfotropo che causa la sindrome da immunodeficienza acquisita. Come virus è correlato all’HIV dell’uomo sia dal punto di vista morfologico che da quello biochimico, ma è antigenicamente differente.

In realtà esistono diversi sottotipi del virus della FIV, alcuni presenti solo in alcuni paesi. In Italia è presente soprattutto il sottotipo B, ma possono essere presenti anche l’A, il C e il D. L’E per ora è del tutto assente.

Come disinfettare l’ambiente in caso di FIV nei gatti?

Fortunatamente il virus della FIV non è molto resistente nell’ambiente esterno. Anzi: al di fuori dell’ospite non è molto infettante. Inoltre è anche sensibile ai comuni disinfettanti e detergenti. Basta dunque pulire e disinfettare bene l’ambiente.

Modalità di trasmissione della FIV nel gatto

La trasmissione della FIV avviene soprattutto per contatto diretto fra gatti adulti tramite morsi, non morsi superficiali, ma morsi profondi e ripetuti. Questa cosa avviene soprattutto durante le lotte per il territorio e per accoppiarsi. Inoltre i gatti possono infettarsi anche accoppiandosi.

Esiste anche la trasmissione verticale da madre a cuccioli durante la gravidanza. A differenza della FeLV, la trasmissione tramite ciotole e lettiere in comune è praticamente trascurabile.

Possibile anche la trasmissione tramite trasfusioni di sangue infetto.

Sintomi della FIV nel gatto

FIV in gatto malato

A seguito dell’infezione, si ha una forma di linfopenia con deplezione sia dei linfociti CD4+ che dei linfociti CD8+. Successicamente la risposta immunitaria causa l’aumento dei linfociti CD8+ con inversione del rapporto CD4+:CD8+. Successivamente è possibile che i livelli dei linfociti tornino quasi normali, anche se rimangono sempre più bassi della norma.

Per comodità, l’infezione da FIV viene suddivisa in diversi stadi:

  1. Acuto: fase spesso inapparente, asintomatica o con scarsi sintomi come febbre, ingrossamento dei linfonodi, diarrea, anoressia, linfopenia e neutropenia
  2. Latenza: il virus entra in fase di latenza, con virus nascosto nei linfonodi. Il gatto può rimanere in questo stadio di portatore asintomatico anche per anni, ma con viremia persistente. Talvolta in questa fase la ricerca degli anticorpi è negativa
  3. Malattia terminale: stadio terminale con dimagramento, febbre, anoressia, anemia, linfo e neutropenia, infezioni secondarie, ascessi, stomatiti croniche, problemi oculari, sintomi neurologici, linfoma e leucemia

I sintomi, come si vede, sono spesso aspecifici. La malattia spesso rimane latente e silente per anni. I gattini con infezione neonatale possono talvolta manifestare sintomi più gravi, mentre i gatti anziani spesso hanno sintomi lievissimi, ma tendono a peggiorare molto più velocemente.

Stress, cali delle difese immunitarie e la presenza di altre malattie possono far evolvere il gatto dalla forma latente a quella terminale.

Gatti che si infettano da adulti tendono progredire più lentamente verso lo stadio terminale, mentre i gatti giovani progrediscono più velocemente.

Nella fase terminale possiamo avere diversi sintomi e sindromi:

  • stomatite, gengivite e faucite cronica
  • anemia, leucopenia
  • infezioni secondarie (batteriche, parassitarie come l’emobartonellosi o la demodicosi, virali, micotiche)
  • sinusiti, rinite
  • insufficienza renale
  • uveite
  • linfoma alimentare
  • sintomi neurologici: convulsioni, anisocoria, paresi e variazioni del comportamento
  • aborto

È possibile anche una duplice infezione da FIV e FeLV contemporaneamente.

Diagnosi di FIV nei felini

La diagnosi di FIV richiede la positività del test anticorpale. Tuttavia a volte, durante la fase di latenza, non si ha la presenza di sufficienti anticorpi per rendere positivo il test. La sieroconversione avviene 2-4 settimane dopo l’infezione. Una volta che il gatto è positivo, lo è per sempre, non può negativizzarsi.

È possibile anche confermare la malattia con PCR. Per quanto riguarda il test nei gattini, questi vanno testati ad almeno 5-6 mesi: prima potrebbe esserci un’interferenza anticorpale con gli anticorpi materni che danno dei falsi positivi. I negativi, invece, dovrebbero essere più attendibili in quanto è improbabile a quest’età una fase latente.

Come si cura la FIV? Cenni di terapia

Non esiste terapia specifica per la FIV. Ci sono gatti che, non manifestando mai sintomi, non hanno bisogno di nessuna cura. Tuttavia è bene ricordarsi che, gatti FIV positivi, potrebbero rispondere meno bene alle terapie antibiotiche o antinfiammatorie.

In Italia non ci sono antivirali approvati per l’uso nei gatti. È invece possibile tentare una terapia con l’interferone omega felino, quello umano funziona meno bene sui gatti perché si formano anticorpi nel giro di 5-6 settimane, cosa che rende inefficace l’interferone. La sua efficacia è maggiore negli stadi iniziali della malattia, negli stadi terminali è meno utile.

Non esiste vaccino contro la FIV, almeno, non esiste qui da noi in Italia, negli Stati Uniti ne era stato studiato uno.

Il tuo veterinario ti consiglierà di procedere con terapia sintomatica e di sostegno, trattando i sintomi man mano che si presenteranno. Gatti FIV positivi andrebbero sterilizzati e tenuti in casa. In questo modo contribuirebbero di meno a diffondere la malattia fra i gatti outdoor e sarebbero meno suscettibili a contrarre infezioni secondarie che, spesso, li conducono alla morte o a infezioni ricorrenti, difficili da debellare.

La FIV del gatto è contagiosa per l’uomo?

Sindrome da immunodeficienza felina

No, la FIV del gatto non è contagiosa per l’uomo e non è una zoonosi. Anche se il virus è correlato a quello dell’HIV, non si trasmette alle persone, così come le persone non trasmettono l’HIV al gatto. Non ci credi?

Beh, se fosse trasmissibile pensi che i veterinari manipolerebbero i gatti a mani nude, considerando anche i frequenti graffi? E pensi che toccherebbero tranquillamente a mani nude il sangue dei gatti? No, quindi se lo fanno è che sono sicuri al 100% che non sia contagioso. Inoltre la FIV non è neanche contagiosa per il cane o per altri animali da compagnia.

 

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