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Essere vegetariani non salverà il mondo, parola di Lierre Keith

Essere vegetariani non salverà il mondo, parola di Lierre Keith

Rinunciare alla carne sarebbe inutile. A sostenerlo Lierre Keith, autrice del libro "The Vegetarian Myth". Verità o provocazione?

Negli ultimi anni anche qui in Italia si sta affermando la dieta vegetariana. Sono oltre cinque milioni i nostri connazionali che hanno deciso di essere vegetariani o vegan. Alla base spesso il desiderio di migliorare le proprie condizioni fisiche o il rispetto per gli animali e per l’ambiente.

Se questo fenomeno risulta ancora oggi in forte crescita, contro tendenza arriva “The Vegetarian Myth”, il libro con cui la scrittrice Lierre Keith si propone di minarne alla base la credibilità. Nel volume si legge il tentativo di smentire le motivazioni che portano molti a scegliere la dieta vegetariana. Quanto c’è di vero e quanto invece rappresenta solo una provocazione?

Riguardo al fatto che il 18% di emissioni di gas serra derivata da emissioni di animali in allevamento intensivo, la Keith sostiene che il problema è dovuto esclusivamente all’alimentazione dei capi: pur di aumentarne la massa o la produzione di latte, si sarebbe scelto un foraggio che non rispetta la dieta per quale sarebbero predisposti.

A suffragio della sua tesi aggiunge di considerare l’agricoltura come il massimo male che l’uomo ha inflitto alla Terra. Secondo lei il sistema agricolo, così com’è realizzato per la grande distribuzione, impone la distruzione di interi ecosistemi, danneggiando l’habitat di molte specie animali e provocando alla lunga un’inevitabile desertificazione.

Anche dal punto di vista “salute” la Keith si dichiara quantomeno scettica. Nel libro afferma come il suo tentativo di essere vegetariana sia tristemente naufragato dopo le prime analisi del sangue. Secondo la scrittrice alla base dell’innalzarsi dei suoi trigliceridi ci sarebbe il consumo quotidiano ed esclusivo di frutta per colazione. Non avendo trascritto quale fosse l’intera composizione della sua dieta, risulta difficile un’effettiva valutazione di quanto da lei sostenuto.

Nel suo mirino anche i recenti studi in Cina sulla correlazione tra il consumo di carne e alcune pericolose malattie, tra queste il cancro. Secondo la Keith mancherebbero di precisione statistica e sarebbero conclusioni il più delle volte forzate. Il suo consiglio è di preferire i prodotti vegetali e le carni dei piccoli agricoltori e allevatori, di solito più attenti al rispetto dell’habitat circostante.

Nuova teoria o semplice provocazione?

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