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Ecosistemi, solo il 3% è rimasto intatto

Ecosistemi, solo il 3% è rimasto intatto

Fonte immagine: Unsplash

Solo il 3% degli ecosistemi mondiali è rimasto intatto, il restante 97% ha subito modifiche o danneggiamenti a causa dell’uomo. È quanto rivela un nuovo studio condotto dall’Università di Cambridge, tramite l’analisi di mappe e rilevazioni satellitari delle aree naturali della Terra.

Le zone ancora incontaminate dalla presenza dell’uomo si concentrato quasi completamente nella Foresta Amazzonica, nella Siberia orientale, in parte del Canada e nel Sahara. Anche se non si può effettivamente dire che siano completamente intonse poiché, come rilevato da altri studi, le microplastiche trasportate dalle correnti aeree sono ormai ovunque.

Ecosistemi, pochissimi intatti

Così come già accennato, le rilevazioni del nuovo studio britannico evidenziano come solo il 3% degli ecosistemi sia rimasto intatto sul Pianeta, in particolare in Amazzonia, nel Congo, in parte del Canada, nella Siberia orientale e nel Sahara. Nelle altre aree del globo, le zone naturali sono state alterate sia dalle attività umane che dall’introduzione di specie aliene.

Un caso significativo è quello dell’Australia, dove l’introduzione di cammelli, gatti, volpi e conigli – assenti originariamente sul Continente – ha alterato in modo profondo la biodiversità locale. Queste specie hanno sovrastato quelle autoctone, conducendole rapidamente alla morte, sia sottraendo loro risorse vegetali di cui si nutrono che tramite la caccia.

Pubblicata sulla rivista scientifica Frontiers in Forests and Global Change, lo studio ha monitorato una mappatura di 7.000 specie, di cui 1.500 all’interno della lista a rischio d’estinzione dell’IUCN. Oltre agli animali, sono state incluse anche piante e alcuni minerali. L’analisi non ha però incluso l’Antartide, per la scarsità di rilevazioni nel Continente. Andrew Plumptree, principale autore dello studio, ha così spiegato:

Molto di quello che consideriamo come “ambiente intatto” vede la mancanza di numerose specie, cacciate dall’uomo oppure perse a causa del proliferare di malattie e altre specie invasive. È abbastanza preoccupante.

Ma non tutti gli esperti sono d’accordo con questo studio, relativo anche ai cambiamenti climatici. Così ha commentato James Watson, dell’Università del Queensland:

Questo studio sottostima gli sforzi degli scienziati ambientali nel mappare e salvare i luoghi ecologicamente intatti del Pianeta. Usa delle mappe delle specie che sono al massimo delle ipotesi: ciò significa che vengono minimizzati quegli ecosistemi che tutt’oggi risultano decisamente incontaminati.

Fonte: The Guardian

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