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Dipladenia: coltivazione, malattie e come curarla in inverno

Dipladenia: coltivazione, malattie e come curarla in inverno

Fonte immagine: Pixabay

La dipladenia è una pianta rampicante che sta ottenendo sempre più successo tra gli appassionati di fiori. Grazie ai suoi vistosi petali e al portamento cespuglioso, questa varietà è perfetta per decorare davanzali, balconi o portare colore nei piccoli giardini privati. Ma come si coltiva e, soprattutto, come si cura durante l’inverno?

Prima di coltivare la dipladenia, si consiglia di vagliare il parere del proprio fornitore di prodotti di botanica di fiducia. È infatti utile accertarsi che la pianta possa adattarsi al clima tipico del proprio luogo di residenza. Di seguito, qualche informazione utile.

Cosa è la dipladenia

Dipladenia rosa

Con il termine dipladenia si è solitamente portati a indicare la Mandevilla, un genere di piante appartenente alla famiglia delle Apocinacee. Si tratta di un gruppo molto numeroso di specie rampicanti e non, diffuse soprattutto in Sudamerica, in India e in parte dell’Asia. Il vegetale è anche noto con il nome di gelsomino degli angeli.

La pianta si caratteristica perlopiù per un portamento arbustivo e cespuglioso: la maggior parte delle specie è rampicante, anche se esistono delle rare varietà che non hanno bisogno di alcun supporto per crescere rigogliose. L’arbusto è composto da numerosi rametti, dai quali spuntano delle foglie di intenso e lucido verde.

I fiori ampi, dai petali molto delicati, assumono una forma a imbuto e possono prevedere tonalità davvero variegate. Esistono infatti dipladenie bianche, rosa, fucsia, rosse e violacee. Non mancano anche esemplari dai petali sfumati e variegati, di solito appartenenti alle varietà di maggior pregio.

Che differenza c’è tra dipladenia e mandevilla

Mandevilla

Nel paragrafo precedente, si è evidenziato come – solitamente – la dipladenia venga fatta ricadere all’interno del genere della Mandevilla. In realtà, negli ultimi anni i botanici si stanno orientando verso una maggiore differenziazione, considerando il genere Dipladenia come a sé stante.

In effetti, le due piante sono molto simili, sia nella forma delle foglie che nella colorazione dei fiori, nonché per il loro portamento arbustivo. La mandevilla ha però dei fiori più grandi e con vistose venature e, inoltre, cresce maggiormente in altezza. Una dipladenia raramente supererà i due metri.

Dipladenia: come si coltiva

Terriccio, coltivazione

Tutte le varietà di dipladenia si prestano facilmente alla coltivazione sia in vaso che in giardino, purché vengano rispettare le necessità climatiche della pianta. In linea generale, le tipologie più note – come la Dipladenia boliviensis, la Dipladenia sanderi, la Dipladenia splendens e la Dipladenia laxa – necessitano di:

  • Clima temperato e mediamente umido;
  • Temperature comprese tra 8 e 21 gradi;
  • Terriccio drenante, preferibilmente mescolato con torba e sabbia;
  • Esposizione in mezz’ombra, poiché i delicati petali possono appassire o bruciarsi se colpiti a lungo dai raggi solari;
  • Umidità elevata, sia degli ambienti che del terriccio. Per questa ragione, le annaffiature devono essere mediamente frequenti.

Ma evidenziate queste necessità di base, come coltivare la dipladenia in balcone oppure in giardino, per ottenere il massimo della fioritura?

Coltivazione in vaso e in balcone

Dipladenia vaso

La coltivazione della dipladenia può avvenire facilmente sia in vaso che in balcone, data la versatilità di questa coltivazione. Come già accennato, è tuttavia necessario rispettare le temperature minime e massime – dagli 8 ai 21 gradi – ed evitare un’esposizione in pieno sole.

Il primo passo da compiere è quello di scegliere il vaso che ospiterà la pianta. Il contenitore dovrà essere sufficientemente profondo, anche di 30 o 40 centimetri, poiché questo vegetale tende ad avere un apparato radicale molto sviluppato. Sul fondo del vaso andrà poi predisposto un letto di ghiaia, cocci oppure di palline di argilla espansa, per migliorare il deflusso dell’acqua ed evitare i ristagni.

La dipladenia può essere coltivata a partire dal seme, ma si tratta di un’opzione adatta solo agli esperti. Questo perché creare una talea è decisamente più semplice: è sufficiente tagliare uno dei rametti più lunghi, per ottenerne una porzione di circa 10 centimetri e inserirla in torba o sabbia fino all’apparizione delle radici. Dopodiché, potrà essere trasportata in dimora definitiva. Ancora, è possibile acquistare piantine già cresciute per il trapianto immediato.

Naturalmente non dovrà mancare un piccolo palo. La maggior parte delle specie appartenenti a questo genere è infatti rampicante: ha bisogno, di conseguenza, di un adeguato supporto. Per la dipladenia a cascata, invece, si consigliano vasi molto alti ed esposizioni appese, ad esempio sulla ringhiera esterna dei terrazzi.

Coltivazione in giardino

Dipladenia in giardino

La dipladenia può essere anche facilmente coltivata in giardino, con modalità del tutto analoghe a quelle dei vasi per balconi e davanzali. Innanzitutto, è necessario zappare in profondità il terreno di destinazione, affinché le sostanze nutritive vengano distribuite a più livelli, nutrendo così l’intero apparato radicale della pianta.

Se possibile, bisognerà anche rimuovere massi o legnetti che potrebbero bloccare proprio lo sviluppo delle radici, nonché assicurarsi che l’area di destinazione possa garantire un’abile deflusso dell’acqua. Naturalmente, se si vive in una zona dagli inverni molto rigidi, utile sarà predisporre un’adeguata protezione.

Consigli per la cura in inverno

Dipladenia in inverno

Questa pianta richiede delle particolari cure durante l’inverno, affinché possa crescere sana e rigogliosa. In particolare, è necessario accertarsi di:

  • Rispettare le temperature massime e minime, tra gli 8 e i 21 gradi;
  • Posizionare la pianta lontano da fonti di calore, come i termosifoni, poiché l’eccessiva aria secca tende a rovinarne le foglie e impedire la fioritura;
  • Preferire luoghi mediamente in ombra, come ad esempio le scale o il bagno, quest’ultimo ottimo per la sua umidità.

In inverno è anche utile procedere alla potatura della pianta, eliminando i rametti ormai secchi, ma anche alla fertilizzazione con compost oppure altri concimi organici. Non ultimo, se si espone la pianta all’aperto, saranno necessarie opportune coperture oppure una piccola serra.

Malattie della dipladenia

Afidi

Anche questa pianta ha bisogno di controlli e cure continue, per evitare le infestazioni di parassiti più comuni e, soprattutto, evitare delle distruttive malattie. Sul fronte dei parassiti, bisogna prestare attenzione a:

  • Afidi;
  • Cocciniglie;
  • Acari;
  • Ragnetti rossi.

Tutti quesi insetti possono essere combattuti anche con utili rimedi naturali, come uno spray casalingo a base di acqua e aceto al 50%.

In merito ai problemi e alle malattie della dipladenia, il più comune è quello delle foglie gialle. Queste compaiono per queste ragioni:

  • Esposizione solare eccessiva;
  • Esposizione solare insufficiente;
  • Ridotte irrigazioni;
  • Terreni non sufficientemente azotati.

Se le foglie non dovessero ritornare al loro colore verde in breve tempo, all’incirca un paio di settimane, si può valutare una potatura per evitare che la pianta investa troppe energie per il recupero di queste parti ormai morte. Per farlo, meglio usare una cesoia ed effettuare tagli obliqui rispetto ai rametti.

Si ricorda che le annaffiature devono avvenire con regolarità, ogni volta che il terriccio apparirà secco, mentre la concimazione dovrebbe avvenire almeno ogni due mesi. Su questo fronte si può procedere con fertilizzanti fortemente azotati, come il comune compost ricavato dagli scarti alimentari domestici, ma anche il guano.

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