Dieta Paleo insostenibile: impatto ambientale troppo alto

Dieta Paleo insostenibile: impatto ambientale troppo alto

La paleodieta ha un impatto ambientale troppo alto e non è un regime alimentare sostenibile per una popolazione di oltre 7 miliardi di persone.

La dieta paleolitica è uno dei regimi alimentari più in voga tra quelli apparsi negli ultimi anni. Chi segue la paleodieta cerca di alimentarsi come gli uomini primitivi, evitando i prodotti raffinati e i cereali e preferendo carne e pesce.

La dieta paleo ha dunque una base prettamente proteica. A destare la preoccupazione degli ambientalisti è proprio la fonte delle proteine: carne e pesce.

Come sottolinea l’attivista californiana Erica Etelson, un regime alimentare che preveda un consumo massiccio di carne ha infatti un’impronta ecologica troppo alta. Gli allevamenti di bestiame, soprattutto quelli bovini, sono responsabili dell’emissione di grandi quantità di metano, uno dei gas serra più pericolosi.

Inoltre gli allevamenti hanno un’impronta idrica molto alta perché l’intera filiera delle carni richiede enormi quantità di acqua, sia per far crescere il foraggio che per abbeverare il bestiame. Senza contare le implicazioni etiche degli allevamenti intensivi che spesso ignorano completamente i diritti degli animali, costringendoli a vivere in spazi angusti e ad ingrassare a dismisura ingurgitando mangimi ipercalorici.

Molti sostenitori della paleodieta consigliano di comprare carne biologica, proveniente da allevamenti all’aperto che lasciano liberi di pascolare gli animali, permettendogli di crescere nei tempi naturali. Secondo gli ambientalisti acquistare carne biologica in grandi quantità ha però un costo troppo elevato da sostenere per la maggioranza delle persone.

Dunque, se la paleodieta dovesse diffondersi ulteriormente è probabile che andrebbe ad aumentare la richiesta di carne a basso costo, proveniente proprio dagli allevamenti intensivi che utilizzano ormoni e antibiotici.

Alimentarsi come gli uomini primitivi non è dunque un’impresa semplice oggi. In un mondo popolato da oltre 7 miliardi di persone, aumentare a dismisura il consumo di carne non è una scelta sostenibile a lungo termine.

L’uomo primitivo poteva contare sulla selvaggina, alimentandosi con la carne di animali cresciuti allo stato brado che avevano consumato erba priva di contaminanti. Replicare un simile modello alla perfezione oggi è impossibile. Non esistono abbastanza pascoli per fornire alla popolazione mondiale carne di qualità in così grandi quantità.

Lo stesso discorso vale per il pesce. Gli stock ittici mondiali sono già al collasso e molte specie non riescono a ripopolarsi a causa del sovrasfruttamento. La pesca eccessiva mediante metodi illegali come le reti a strascico sta inoltre mettendo a rischio diverse specie marine protette come i delfini e le tartarughe.

Erica Etelson fa inoltre notare che la paleodieta promuove anche il consumo di olio di palma. Le piantagioni di palme da olio sono responsabili di una deforestazione massiccia in diverse aree del mondo cruciali per gli equilibri degli ecosistemi terrestri: dall’Indonesia all’Amazzonia.

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