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Coronavirus: in UK aumentano le adozioni di animali, esperti preoccupati

Coronavirus: in UK aumentano le adozioni di animali, esperti preoccupati

Fonte immagine: Pixabay

Aumentano nel Regno Unito le richieste di adozione e affidamento di animali in difficoltà, ma gli esperi temono si tratti di solitudine da coronavirus.

L’emergenza dovuta al nuovo coronavirus costringe sempre più persone a rimanere il più possibile in casa. Non solo in Italia, dove le misure di restrizione sono attive ormai da qualche settimana, ma anche nel Regno Unito: nonostante le prime ritrosie di Boris Johnson, ora anche il governo britannico sta invitando i cittadini all’auto-quarantena. Per molti rimanere in casa significa doversi confrontare con la solitudine e, forse proprio per questa ragione, sono aumentate sensibilmente le richieste d’adozione o di affidamento di animali in difficoltà. Una notizia solo di primo acchito positiva, poiché gli esperti temono che questa mobilitazione non sia dovuta a una vera consapevolezza sulle esigenze degli amici a quattro zampe.

Così come riferisce Sky News, tutte le organizzazioni di tutela Oltremanica hanno registrato un aumento esponenziale delle richieste di adozione o affido di cani e gatti, con cifre praticamente mai toccate prima. La Bettersea Cats and Dog Home in soli sette giorni ha trovato una casa per 100 esemplari in difficoltà, mentre il Dogs Trust conferma “un travolgente aumento delle candidature”.

Gli esperti del Dogs Trust ricordano, tuttavia, come la scelta di donare una casa a un amico a quattro zampe non possa essere dettata solo dalla noia o dalla solitudine data la quarantena in atto. Quella dell’adozione è una scelta per sempre, l’animale avrà bisogno di cure e attenzioni anche al termine della pandemia, quindi la decisione deve essere sufficientemente ponderata:

L’accudimento di un cane è una scelta meravigliosa ma è anche un impegno di vita, che deve pertanto essere attentamente considerato. […] È davvero necessario che le persone pensino a quello che potrebbe succedere al termine della crisi, quando si spera potranno tornare alle loro solite routine e ai loro quotidiani impegni. Se qualcuno non dovesse essere sicuro di poter accogliere un animale in casa in modo permanente, invitiamo a supportare i rifugio in un altro modo, ad esempio “sponsorizzando” uno dei nostri bellissimi cani.

Fonte: Sky News

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