Coronavirus, trovato un gatto positivo in Belgio

Coronavirus, trovato un gatto positivo in Belgio

Fonte immagine: Pexels

Un gatto belga è stato rinvenuto positivo al coronavirus: non vi sono però rischi, si tratta di una contaminazione ambientale data dal proprietario malato.

Dopo i casi dei due cani di Hong Kong, è ora il turno del primo gatto: un felino domestico è stato infatti rinvenuto positivo al coronavirus in Belgio. È quanto ha confermato la Facoltà di Medicina Veterinaria di Liegi, sottolineando però la necessità di evitare allarmismi: si tratta di un episodio molto remoto di contagio da uomo ad animale domestico, mentre il processo inverno pare non sia possibile.

L’annuncio è giunto da Steven Van Gucht, responsabile del comitato scientifico locale e della Divisione Malattie Virali per l’Istituto Nazionale Belga della Salute Pubblica. Negli scorsi giorni un gatto è risultato positivo al COVID-19: l’animale sarebbe stato contagiato per contaminazione ambientale all’interno della sua abitazione, dove risiedeva in quarantena il suo proprietario, colpito da coronavirus da oltre una settimana. Un annuncio riportato anche da ADNKronos:

Di recente, la facoltà di medicina veterinaria di Liegi ha riferito che in un gatto è stata determinata un’infezione da coronavirus. Il gatto viveva con il suo proprietario, che ha iniziato a mostrare i sintomi del virus una settimana prima del gatto.

Le autorità sanitarie hanno però sottolineato come si tratti di un caso remoto che non desta alcuna preoccupazione, così come già avvenuto per i due cani di Hong Kong. Al momento non si registrano casi mondiali di infezione da coronavirus da cani e gatti all’uomo, tanto che gli scienziati tendono a ritenere che questa via di trasmissione non sia possibile, bensì solo da uomo animale. Peraltro, i quadrupedi contagiati non hanno mostrato particolari sintomi da infezione, tanto che i loro tamponi si sono negativizzati in pochissimi giorni. Come già noto, uno di questi esemplari di Hong Kong ha purtroppo perso la vita negli scorsi giorni, ma non per coronavirus: si trattava di un esemplare molto anziano – 17 anni – e quanto è stato riconsegnato alla famiglia risultava negativo a tamponi ripetuti di conferma.

Vogliamo sottolineare che questo è un caso isolato. Non ci sono indicazioni che sia comune. Inoltre, in questo caso, stiamo parlando di una trasmissione da uomo ad animale, non viceversa. Il rischio di trasmissione da animale a uomo è molto piccolo.

Fonte: ADNKronos

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