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Cane ingoia mascherina abbandonata in un parco pubblico

Cane ingoia mascherina abbandonata in un parco pubblico

Un cane ha ingoiato una mascherina, abbandonata da ignoti in un parco: condotto immediatamente dal veterinario, è stato tratto in salvo.

Un cane ha inavvertitamente ingoiato una mascherina abbandonata, durante una normale passeggiata al parco. È questa l’ennesima dimostrazione dei danni causati dal mancato smaltimento dei dispositivi di protezione, un fenomeno che sta mettendo in ginocchio l’intero Pianeta. E mentre gli esperti lanciano l’allarme per l’ormai ingestibile contaminazione di mari e oceani, questi incidenti sono sempre più frequenti anche a livello cittadino.

Il tutto è accaduto qualche giorno fa nel Regno Unito, quando un docile cane si trovava a passeggio con i proprietari. L’animale ha ingurgitato una mascherina chirurgica, forse scambiandola per del cibo, ed è stato immediatamente condotto in un centro veterinario.

Cane e mascherina: un intervento delicato

A confermare l’accaduto è lo Small Animal Hospital, un centro veterinario gestito dall’Università di Glasgow. Le indagini radiografiche hanno immediatamente rilevato la presenza della mascherina nello stomaco del cane, per poi procedere alla rimozione. Se non riconosciuto in tempo, il dispositivo di protezione avrebbe potuto causare danni gastrointestinali al quadrupede, alcuni anche dalle conseguenze molto gravi.

Kobe, questo il nome del cane, si trovava a passeggio con i proprietari. Il quadrupede ha improvvisamente ingoiato una mascherina chirurgica abbandonata da ignoti nel parco, senza che gli stessi proprietari riuscissero a fermarlo. Secondo quanto riferito dagli esperti, questi episodi si moltiplicherebbero di giorno in giorno, con richieste d’aiuto continue da parte di famiglie allarmate.

I veterinari della struttura temevano che la mascherina fosse dotata di aggancio metallico al naso, un elemento che potrebbe aumentare il rischio di perforazioni delle mucose di stomaco e intestino. Fortunatamente il dispositivo in questione prevedeva solamente una striscia in morbida e flessibile plastica. Per questa ragione hanno indotto il vomito nell’animale, per l’espulsione del corpo estraneo. In caso contrario, si sarebbe reso necessario un delicato intervento in anestesia totale.

La RSPCA ha approfittato del caso per rinnovare un appello alla popolazione. Le mascherine devono essere infatti smaltite correttamente, gettandole negli appositi contenitori, poiché rappresentano una grave minaccia sia per gli animali domestici che per quelli selvatici. Dalla scorsa primavera questi strumenti hanno determinato la morte di pesci, uccelli, tartarughe, delfini, scoiattoli, cervi, pinguini, gatti e cani.

Fonte: CountryLiving

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