Greenstyle Ambiente Animali Bonus animali domestici 2023: le info aggiornate

Bonus animali domestici 2023: le info aggiornate

Nella nuova Manovra era comparso anche il Bonus animali domestici 2023. Purtroppo, viste le coperture finanziarie necessarie mancanti, non si è giunti ad approvazione. Ma la speranza è che il disegno possa essere ripresentato per il 2024: vediamo l'ammontare e chi avrebbe potuto chiederlo.

Bonus animali domestici 2023: le info aggiornate

In questi giorni si era parlato tanto del Bonus animali domestici 2023. Fino all’ultimo non c’è stato nulla di certo, visto che il Governo di Giorgia Meloni doveva approvare la Manovra entro fine mese. Quindi fino ad approvazione effettiva, corredata di emendamenti vari ed eventuali, nulla era ancora sicuro.

Purtroppo, come ipotizzato, alla fine il Bonus animali domestici 2023 nel testo presentato alla Camera non c’era. Quindi l’emendamento non ha superato l’approvazione della Commissione di Bilancio. Molto probabilmente per il 2023 non ci sono coperture sufficienti per un bonus del genere, cosa che ha fatto naufragare l’emendamento proposto da Michela Vittoria Brambilla.

Niente Bonus, dunque, per le famiglie con animali con reddito Isee basso.

Però andiamo a vedere come avrebbe funzionato questo incentivo destinato ai proprietari di animali in difficoltà economica, che potrebbe comunque essere ripreso per il 2024.

Che cosa era il Bonus animali domestici 2023?

Cani e gatti, incentivi e bonus

Il Bonus animali domestici 2023 è stato proposto da Michela Vittoria Brambilla. Si trattava di un bonus destinato alle famiglie in difficoltà economica e che hanno animali domestici.

Secondo una prima bozza, il bonus avrebbe avuto un valore di 150 euro all’anno per ogni animale d’affezione iscritto all’Anagrafe, per un totale di tre animali a famiglia, quindi 450 euro in tutto. Cifra che raddoppiava in caso di Isee molto basso.

A chi spettava il Bonus animali?

Il Bonus animali domestici 2023 non sarebbe stato erogato a tutti i possessori di un animale d’affezione iscritto all’Anagrafe. Le famiglie beneficiarie erano quelle con reddito Isee più basso. In pratica l’incentivo con relativo assegno sarebbe stato dato solamente in base al reddito.

Ne avrebbero avuto diritto i nuclei famigliari con l’Isee, Indicatore della Situazione Economica Equivalente, inferiore ai 15mila euro annui. In questo caso si parlava di un bonus da 150 euro annuo per animale, per un massimo di tre animali domestici, totale di 450 euro.

Chi avesse avuto, invece, un reddito Isee inferiore ai 7mila euro, ecco che l’importo massimo sarebbe potuto raddoppiare fino a 900 euro.

Probabilmente il limite di tre animali era stato imposto perché si presume che chi si trova già in difficoltà economica, non vada a farsi carico di ulteriori animali di cui non riuscirebbe a prendersi cura.

Come richiedere l’Isee?

Per richiedere l’Isee, è necessario compilare il documento noto come DSU, la Dichiarazione Sostitutiva Unica. Sul sito dell’Inps è presente un modulo DSU precompilato, con dati autodichiarati dall’utente e altri dati già forniti dall’Agenzia dell’Entrate e dell’Inps. L’alternativa è quella di rivolgersi al CAF o al sindacato.

Quando richiedere il Bonus animali domestici?

Purtroppo per quest’anno non sapremo mai quando richiedere il Bonus animali domestici, ma speriamo che il progetto venga ripresentato e approvato nella Legge di Bilancio 2024.

A chi richiedere il Bonus animali?

Bonus animali domestici 2023

In teoria il Bonus animali domestici 2023 doveva essere erogato dall’Inps, ma non si sapeva ancora tramite quali modalità. Si ipotizzava che potesse essere necessaria una domanda fatta direttamente all’Inps e che sarebbe stata la stessa Inps, se il bonus fosse passato in manovra, a diramare qualche circolare per spiegare la procedura da seguire.

Probabilmente sarebbe stato l’intestatario dell’animale a dover fare richiesta. Il che vuol dire che l’animale in questione avrebbe dovuto essere identificato tramite microchip. E se per i cani il microchip è obbligatorio, non così per i gatti, tranne che in alcune zone, come a Milano.

In caso di approvazione del bonus, verosimilmente, chi ne avesse fatto richiesta per il proprio gatto, avrebbe dovuto provvedere a microchipparlo per dimostrarne la proprietà.

Come mettere il microchip al cane o al gatto?

Ricordiamo brevemente che per il cane il microchip è obbligatorio su tutto il territorio italiano. Il microchip deve essere applicato a ogni cucciolo entro e non oltre il secondo mese di vita. Il chip va applicato a nome del proprietario della fattrice che provvede poi ad effettuare il passaggio di proprietà a nome del nuovo proprietario.

Tranne che a Milano, al momento il microchip non è obbligatorio per i gatti. Se fosse necessario inserirlo, come per il cane, basta rivolgersi al proprio veterinario di fiducia, se autorizzato all’applicazione dei microchip.

Il costo di applicazione del microchip varia a seconda del tariffario del singolo veterinario. L’applicazione può essere fatta solo se il proprietario risiede nella stessa regione del veterinario. Esempio: un veterinario del Piemonte può mettere il microchip solamente a residenti in Piemonte, un veterinario della Lombardia può mettere il microchip solamente a chi è residente in Lombardia e via dicendo.

Non solo il Bonus animali domestici 2023 in Manovra

In realtà nella legge di Bilancio 2023 erano state chieste anche altre misure a favore degli animali, oltre al Bonus animali domestici 2023:

  • riduzione dell’IVA sulle cure veterinarie (attualmente l’IVA è al 22%, quindi come i beni di lusso. La richiesta è di passare all’IVA al 10% e di annullarla del tutto per quanto riguarda prestazioni come l’identificazione dell’animale e il controllo della riproduzione).
  • riduzione dell’IVA sugli alimenti veterinari portandola al 4%.
  • rifinanziare il fondo per lotta al randagismo, con particolare riferimento alla situazione del Sud Italia
  • garantire risorse per passare agli allevamenti senza gabbie.

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