Bo e Sunny: il lungo addio dei cani di Barack Obama

Bo e Sunny: il lungo addio dei cani di Barack Obama

Fonte immagine: janeb13 via Pixabay

Si avvicina il momento dei saluti per i cani presidenziali Bo e Sunny, anche loro dovranno lasciare la Casa Bianca e i tanti sostenitori che li hanno amati.

Esattamente come i loro più celebri proprietari, anche per i cani Bo e Sunny è tempo di salutare le mura della Casa Bianca e, in particolare, la vasta area verde che la circonda. Un momento di triste commiato per i tanti estimatori di Barack Obama e della sua famiglia, ancora in carica per poco tempo, considerato come il Presidente dovrà cedere il testimone e l’abitazione a fine mese. E con la First Family lasceranno il campo anche i due cani presidenziali, tanto amati e seguiti dal pubblico USA. In molti si definiscono scontenti e addolorati per questo cambio di poltrona, ma ancora di più per la futura assenza degli adorabili quadrupedi. Sunny e Bo, sin dal loro arrivo, avevano catturato l’attenzione e l’affetto degli elettori americani.

Nonostante la razza particolare, cão de água português, i due sono sempre apparsi piuttosto giocherelloni e buffi. Lontani dall’immagine di cani di razza e inarrivabili, piuttosto simpatici e coccoloni tanto da accompagnare gli stessi Obama in svariate occasioni ufficiali. I due sono stati scelti appositamente perché la loro razza è l’unica che, grazie al loro manto, sembrerebbe non favorire allergie. La primogenita Malia infatti è allergica al pelo del cane. Ma grazie al loro carattere affabile e amorevole, i due quattrozampe – un maschio e una femmina – hanno lasciato una traccia indelebile nella vita di tutti. Per questo in molti stanno già salutando con dolore la loro partenza dalla Casa Bianca.

Il vuoto lasciato da questiesemplari probabilmente non verrà colmato da nessuno. Il prossimo Presidente, Donald Trump, non sembra intenzionato a portare avanti questa tradizione. Quasi tutti i suoi predecessori hanno ospitato animali di affezione di vario genere: cani, gatti, cavalli, orsi, alligatori, aquile, elefanti, anche topolini, capre, cavie e pure pappagalli. Theodore Roosevelt, ad esempio, fu quello che prese alla lettera il concetto di allevamento, aprendo le porte della Casa Bianca a svariate razze di cani, conigli e gatti, quindi un gallo con una zampa, un serpente, un maiale, una lucertola, un tasso, alcuni gufi, un pony e una iena.

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