Anaconda: dove vive e cosa mangia

Anaconda: dove vive e cosa mangia

Fonte immagine: wrangel via iStock

L'anaconda è il serpente più grande del mondo, capace di uccidere le prede soffocandole: ecco i luoghi dove vive e cosa mangia abitualmente.

L’anaconda è uno dei serpenti maggiormente entrati nell’immaginario comune, non solo per via delle sue grandi dimensioni, ma anche per le leggende e quell’aura di mistero che circonda la sua esistenza. Eppure, nonostante la stazza e la capacità di nutrirsi anche di animali di grande stazza, statisticamente per l’uomo non risulta così pericolosa come altre tipologie di rettili, anche perché gli avvistamenti sono più rari. Ma dove vive l’anaconda e, soprattutto, cosa mangia questo affascinante esemplare?

Definizione e varietà

Anaconda

Per Eunectes – comunemente conosciuta come anaconda – si intende un genere di serpenti appartenenti alla famiglia dei Boldi. Sono noti soprattutto per le loro dimensioni, tanto che rappresentano i serpenti più grandi oggi conosciuti al mondo. In linea generale, questi rettili vedono un corpo simile a quello dei boa, seppur più massiccio, con colorazioni dal giallo al verde e macchie più scure sul dorso. La testa è molto sviluppata, con fauci dall’elevata dilatazione per ingoiare anche animali di dimensioni significative. Il termine anaconda è però generico, perché questo gruppo comprende ben quattro specie diverse:

  • Eunectes beniensis: dal corpo verde oliva con macchie scure, misura dai 2 ai 3 metri;
  • Eunectes deschauenseei: una varietà gialla, di circa due metri di lunghezza;
  • Eunectes murinus: nota anche come anaconda verde, è la specie più lunga fra le quattro poiché può superare gli 8 metri;
  • Eunectes notaeus: un’anaconda gialla tipica del Paraguay, con un corpo che può sfiorare i 4 metri di lunghezza.

Spesso si sente parlare anche della cosiddetta “anaconda gigante”, tuttavia non si tratta di una specie a se stante rispetto alle altre già elencate. La definizione, volutamente generica, viene impiegata per descrivere gli avvistamenti di esemplari dalla stazza ben lontana dalla normalità per la specie d’appartenenza. Negli anni sono state avvistate anche anaconde di 11 metri, per un peso prossimo ai 300 chili.

Dove vive

Tutte le specie a oggi conosciute di anaconda sono originarie dal Sudamerica, in particolare di quelle zone dove le temperature sono più elevate e il tasso di umidità massiccio. Le varietà dalla stazza più generosa, come ad esempio l’Eunectes murinus, non disdegnano le foreste pluviali dell’Amazzonia, in Brasile. In questi luoghi tendono a passare gran parte della loro esistenza nei pressi dei corsi d’acqua, sia perché serpenti molto abili nel nuoto che per l’abbondanza di prede. Questi rettili, oltre al Brasile, sono diffusi anche in Colombia, Paraguay, Venezuela, Ecuador, Bolivia, Uruguay e in molti altri Paesi.

Cosa mangia e tecniche di caccia

Anaconda

Nonostante le importanti dimensioni, le quattro specie di anaconda non sono particolarmente pericolose per l’uomo. Questo perché si tratta di serpenti privi di veleno: la loro modalità principale di caccia è la costrizione, necessaria per soffocare la preda prima di ingerirla. Di norma, l’anaconda predilige uccelli, piccoli mammiferi e altri rettili, ma non mancano casi di uccisione di capibara, giaguari, caimani e cervi. Seppur in casi molto rari, le anaconde sono in grado di uccidere anche gli uomini: gli episodi noti sono molto ridotti. È per questa ragione, e per le ridotte possibilità di avvistamento, che l’anaconda non rappresenta un grave e frequente pericolo per l’uomo.

Altre curiosità

Le anaconde sono dei serpenti ovovivipari: lo sviluppo del piccolo nell’uovo avviene già all’interno del corpo della madre, in modo del tutto autonomo date le sostanze nutritive presenti nel tuorlo. Ancora, ogni femmina può dare alla luce circa 40 piccoli, di lunghezze tra i 60 e gli 80 centimetri alla nascita.

L’accoppiamento è decisamente singolare, non solo perché avviene in acqua – tanto che può risultare anche subacqueo – ma soprattutto per il serrato rito di corteggiamento tra maschi e femmine. L’atto avviene in un vero e proprio groviglio di esemplari maschi – anche una decina per singola femmina – i quali combattono per avere la meglio sui rivali.

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