Greenstyle Ambiente Amazzonia: contrabbando di legname, coinvolto anche il Ministro dell’Ambiente brasiliano

Amazzonia: contrabbando di legname, coinvolto anche il Ministro dell’Ambiente brasiliano

Amazzonia: contrabbando di legname, coinvolto anche il Ministro dell’Ambiente brasiliano

In Amazzonia diventa sempre più difficile tutelare l’inestimabile patrimonio di biodiversità locale. E l’ultimo scandalo che proviene dal Brasile lo dimostra: in un caso di contrabbando internazionale di legname protetto, pare sia addirittura coinvolto il Ministro dell’Ambiente. Il Tribunale Supremo Brasiliano ha avviato un’indagine, mentre Greenpeace tuona: “Dimissioni immediate”.

Si tratta dell’ennesima polemica che coinvolge il governo di Jair Bolsonaro, il Presidente del Brasile, sul fronte della protezione ambientale. Già negli scorsi mesi alcune analisi hanno dimostrato come la deforestazione in Amazzonia stia crescendo a ritmi rapidissimi, a causa dell’allentamento di alcune misure di protezione voluto dallo stesso Bolsonaro. Ora questo scandalo.

Amazzonia, il Ministro dell’Ambiente contrabbandava legna?

È il Tribunale Supremo Federale ad aver confermato, nel corso degli ultimi giorni, il possibile coinvolgimento del Ministro dell’Ambiente in un traffico internazionale di legname. Secondo quanto riferito dal giudice Alexandre de Moraes, la polizia federale avrebbe verificato azioni illecite condotte da Ricardo Salles e da altri dipendenti del Ministro dell’Ambiente, all’interno di uno “schema estremamente serio” di traffico di “prodotti della foresta pluviale”.

Dieci rappresentanti del Ministero sono stati sospesi per tutta la durata delle indagini, affinché la Corte possa accertare i fatti. Il tutto nasce dall’implementazione di una nuova norma, che di fatto impediva all’IBAMA – l’Istituto brasiliano dell’ambiente e delle risorse naturali – di fornire autorizzazioni per l’esportazione di legna.

Una misura che ha insospettito le associazioni di tutela e i giudici, tanto da spingerli a monitorare tutte le azioni del Ministero. Ma non è tutto, poiché nell’aprile del 2020 Salles sarebbe stato registrato a sua insaputa, durante una riunione con le alte sfere del Ministero. In quella occasione, il politico avrebbe affermato:

Ora che i media stanno parlando solo di Covid, dobbiamo sfruttare questo momento di calma per “spostare l’intera mandria di bestiame” e modificare tutte le leggi.

Il Ministro ha negato il proprio coinvolgimento ai giornalisti, ma le associazioni internazionali protestano. Durissima la reazione di Greenpeace, così come specificato dal portavoce Tais Bannwart:

Salles deve essere immediatamente rimosso dal suo incarico, sebbene questo non sia sufficiente per risolvere tutti i danni creati dalla politica anti-ambientale di Bolsonaro.

Tutti gli uffici legati al Ministero dell’Ambiente sono stati passati al setaccio da circa 160 ufficiali di polizia, con il conseguente sequestro di documenti relativi alla deforestazione in Amazzonia e altro materiale utile alle indagini.

Fonte: Buenos Aires Times

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