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Aceto per pulire: dove non usarlo mai

Aceto per pulire: dove non usarlo mai

Fonte immagine: Unsplash

L’aceto rappresenta da sempre uno degli alleati di punta per la pulizia domestica, un rimedio naturale ed economico per riportare le superfici della casa all’antico splendore. Non solo poiché questa soluzione rimuove efficacemente anche lo sporco più sedimentato, ma anche e soprattutto poiché presenta delle profonde proprietà igienizzanti. L’acidità tipica dell’aceto è infatti riconosciuta per la sua blanda azione antibatterica e antifungina, utile a proteggere tutte le superfici.

Eppure non tutti sanno che l’aceto, per quanto versatile e comodo da utilizzare, non rappresenta una panacea delle faccende domestiche. Vi sono infatti numerose situazioni in cui il suo utilizzo è sconsigliato, ecco le più comuni.

Superfici in pietra

Aceto

L’aceto non dovrebbe essere mai utilizzato su superfici in pietra, soprattutto in assenza di una precisa conferma da parte del produttore. Nelle cucine di tutto il mondo stanno infatti apparendo piani di lavoro in pietra grezza o, ancora, in marmo. Su queste superfici l’aceto potrebbe però risultare troppo aggressivo.

Alcuni materiali sono infatti trattati con vernici apposite e lucidanti, che potrebbero essere inavvertitamente rimosse dall’azione dell’aceto. Ancora, la sua natura leggermente acida può portare nel tempo a un consumo eccessivo di pietre e derivati, modificandone anche il colore.

Per questa ragione, prima di impiegarlo è bene verificare che sia nella lista dei detergenti consigliati dai produttori: andrà impiegato solo quanto espressamente previsto.

Ferro da stiro e piastre riscaldanti

Ferro da stiro

L’aceto risulta particolarmente efficace nel rimuovere i residui di calcare, poiché la sua acidità ne permette il rapido distacco dalle superfici. Questa peculiarità ha quindi spinto molti a impiegarlo come soluzione per il ferro da stiro, così da rimuovere i sedimenti interni e lucidare le piastre. Per quanto la singola applicazione potrebbe risultare più che utile per rimuovere il calcare in eccesso, la ripetuta esposizione ai suoi acidi può rovinare nel tempo sia la superficie inferiore in acciaio che i serbatoi. Bisogna quindi farvi ricorso solo quando il produttore lo prevede esplicitamente.

Discorso del tutto analogo per le piastre riscaldanti, sia per l’uso in cucina che per altri scopi all’interno della casa. La natura acida dell’aceto tende infatti a interagire con le molecole di alluminio e acciaio di cui sono prodotte le pentole, accorciando i ciclo di vita.

Lavatrici e lavastoviglie

Lavatrice carico frontale

È credenza comune che l’aceto sia un alleato infallibile per la pulizia di lavastoviglie e lavatrici, tanto che molti lo usano tra un lavaggio e l’altro per igienizzare e rimuovere cattivi odori. In realtà, l’impianto idraulico interno a questi apparecchi potrebbe non offrire materiali capaci di resistere alla natura acida nel composto, con il risultato che lavatrici e lavastoviglie vedano accorciato sensibilmente il loro ciclo di vita.

A lungo andare, la sostanza potrebbe alterare tubi interni in gomma oppure plastica, determinando così fastidiose perdite e il pagamento di costose fatture, da corrispondere alle persone sopraggiunte per gestire il guasto. Anche in questo caso, prima di versare aceto puro nel cassetto erogatore dell’elettrodomestico, serve una verifica con la società produttrice.

Attenzione anche al legno: se trattato o verniciato, il rimedio naturale potrebbe deteriorarne la superficie. Meglio quindi provare su una porzione nascosta del mobile.

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